WoO 153 Venti (30 – 59 ) Irische Lieder per voce, pianoforte, violino e violoncello
armonizzazione e creazione della parte strumentale (introduzioni, conclusioni, accompagnamenti) di Beethoven
Titolo ufficiale: Irische Lieder II (XXX – LIX), für eine oder zwei Singstimmen mit Begleitung von Klavier, Violine und Violoncello. Widmung: — NGA XI/2 AGA/SBG siehe Konkordanz S. 369f
Beethoven compose i Lieder n. 30–59 in più fasi tra il 1810 e il 1815. Nel 1810 nacque un primo gruppo (nn. 30, 38, 41, 47 e 49); nel 1812 seguì il Lied n. 48, e verso la fine dell’anno, ovvero all’inizio del 1813, un ulteriore nucleo (nn. 31, 33, 35, 36, 39, n. 40 in due versioni alternative, seconda versione del n. 41, nn. 42, 45, 46, 50 e 52–59, nonché seconde versioni dei nn. 30, 48 e 49). Attorno al volgere dell’anno 1814/15 si formò un gruppo (nn. 32, 34, 37, 43 e 51) e infine, nel settembre/ottobre 1815, il Lied n. 44. L’edizione originale dei 30 Lieder apparve nel maggio 1816 nel vol. II della Select Collection of Original Irish Airs presso Thomas Preston a Londra e George Thomson a Edimburgo.
Il 1° luglio 1806 il melomane e editore scozzese George Thomson (1757–1851) interpellò per la prima volta Beethoven, chiedendogli se fosse disposto a armonizzare per lui melodie scozzesi (in seguito anche irlandesi e gallesi) (BGA 253; per le raccolte di canti popolari pubblicate da Thomson e Preston cfr. più ampiamente l’Op. 108). Beethoven acconsentì (BGA 259), e Thomson inviò quindi, tra la fine del 1806 e l’inizio del 1807, 21 melodie, che tuttavia andarono evidentemente smarrite nella posta. Il 25 settembre 1809 spedì nuovamente 43 melodie (comprendenti anche le prime 21), tra cui le melodie irlandesi dei WoO 153 nn. 38, 41 e 47 (BGA 401). Il 10 febbraio 1810 fece seguire altre dieci melodie, tra cui quelle dei WoO 153 nn. 30 e 49 (BGA 426). Il 17 luglio 1810 Beethoven inviò le sue armonizzazioni in triplice copia, per vie separate (tra cui la fonte II.1), a Edimburgo (BGA 457). Poiché, trascorso un anno, nessuno dei pacchi era giunto a destinazione, Beethoven (che aveva spedito anche le sue partiture autografe) chiese in prestito a Ignaz von Baumeister una copia approntata per l’arciduca Rodolfo, al fine di farne nuovamente trascrivere (BGA 514; forse fonte II.7). La nuova spedizione fu effettuata il 20 luglio 1811 (fonte II.6; BGA 515). Thomson confermò la ricezione il 5 agosto 1812 (BGA 590), ma desiderò modifiche in alcune armonizzazioni, tra cui WoO 153 nn. 30, 41 e 49. A motivo addusse eccessive esigenze tecniche: «Ici les Ritornelles pour le Piano Forte quoique beaux, sont beaucoup trop brillans. […] Permettez moi donc, de vous demander des Ritornelles d’un Stile simple, coulant, et cantabile.» Con la medesima missiva Thomson inviò le melodie dei WoO 153 nn. 31, 35, 36, 42, 52, 53, 55 e 58, e in post scriptum quella del n. 33.
Attorno al passaggio d’anno 1811/12 Thomson spedì la melodia del WoO 153 n. 48 (ricezione confermata da Beethoven il 29 febbraio 1812, BGA 556). Beethoven consegnò le sue armonizzazioni alla banca Fries nel febbraio, ma Fries le inoltrò a Edimburgo solo nel luglio 1812 (fonte II.9). Esse giunsero a destinazione nel settembre 1812, e Thomson lo confermò il 30 ottobre 1812 (BGA 604). Egli si lamentò nuovamente dell’eccessiva difficoltà e chiese nuove versioni per alcuni Lieder, tra cui WoO 153 n. 48. Inoltre inviò le melodie dei WoO 153 nn. 54 e 56 e sollecitò cinque melodie rimaste senza armonizzazione dal 1810, ossia WoO 153 nn. 39, 45, 46, 50 e 59. Con la lettera del 21 dicembre 1812 (BGA 605) seguirono le melodie dei WoO 153 nn. 40 e 57.
Beethoven inviò le sue nuove armonizzazioni (tra cui due versioni alternative per il n. 40, tra le quali Thomson avrebbe dovuto scegliere) nonché quelle dei pezzi contestati (nn. 30, 41, 48 e 49) il 19 febbraio 1813 (fonte II.3; BGA 623). Poiché la spedizione di Beethoven, oltre un anno dopo, il 27 marzo 1814 (BGA 629), non era ancora giunta, Thomson reiterò l’incarico, ma poté infine confermare la ricezione con la sua lettera del 23 aprile 1814 (BGA 713).
Già nel settembre 1813 Thomson aveva inviato quattro nuove melodie, tra cui quelle dei WoO 153 nn. 43 e 51 (BGA 671). Con la sua lettera del 23 aprile 1814 (BGA 713) aggiunse a queste quattro melodie altre due (non appartenenti ai WoO 153). Il 17 agosto le spedì nuovamente tutte (BGA 730) e sottolineò, nella successiva missiva del 15 ottobre, che l’esemplare delle melodie inviato in agosto era «le plus correcte» (BGA 752). Già il 15 settembre 1814 Beethoven aveva richiesto un aumento dell’onorario (BGA 739), che Thomson accettò il 12 ottobre (BGA 754). Alla sollecitazione del 2 gennaio 1815 (BGA 773) Beethoven rispose annunciando che i Lieder erano «with exception of a few» pronti per la spedizione (BGA 784), ma in realtà li consegnò soltanto il 10 giugno al banco Fries per l’inoltro a Edimburgo (BGA 813). Tra le 15 armonizzazioni contenute in questa spedizione figuravano i WoO 153 nn. 32, 34, 37, 43 e 51 (Fonte II.4). Thomson confermò la ricezione il 20 agosto 1815 e inviò subito tre nuove melodie, tra cui quella del WoO 153 n. 44, per la quale Beethoven avrebbe dovuto comporre una seconda voce (soprano o tenore; BGA 825). Secondo l’iscrizione sulla partitura autografa (Fonte I.9) Beethoven aveva già completato l’armonizzazione il 23 ottobre 1815 (cfr. anche l’iscrizione simile sulla Fonte II.8); il 4 novembre la consegnò al banco Fries. Thomson confermò la ricezione il 1° gennaio 1816 (BGA 874), avendo così raccolto tutti i Lieder destinati al secondo volume della Select Collection of Original Irish Airs, che apparve nel maggio dello stesso anno. L’8 luglio Thomson comunicò a Beethoven di aver disposto l’invio di un esemplare (BGA 946). Sebbene Thomson avesse chiesto al compositore di confermare la ricezione, non è noto se Beethoven abbia effettivamente ricevuto la stampa.
| Titolo | Autore del Testo | Tempo | Note | |
|---|---|---|---|---|
| XXX | I dream’d I lay where flowers were springing | Robert Burns (1759–1796) | Andantino | Duetto |
| XXXI | The Hero may perish | Andante con moto | Duetto | |
| XXXII | Sad and Luckless Was the Season | Andante affettuoso e semplice assai | ||
| XXXIII | O soothe me, my lyre | Andante grazioso | ||
| XXXIV | By the side of the Shannon | Allegretto più tosto scherzando | ||
| XXXV | Norah of Balamagairy | Allegretto grazioso | ||
| XXXVI | The kiss, dear Maid, thy lip has left | Andante amoroso e teneramente | ||
| XXXVII | The Soldier | W. Smyth | Maestoso risoluto ed eroico | |
| XXXVIII | Oh! thou hapless soldier | W. Smyth | Andante con molto (!) espressione | Duetto |
| XXXIX | The Elfin Fairies | David Thomson (1770?–1815) | Vivace | |
| XL | When far from the Home | David Thomson (1770?–1815) | Andantino amoroso | 2 versioni alternative |
| XLI | I’ll praise the Saints with early Song | W. Smyth | Andantino | |
| XLII | Put round the bright Wine | W. Smyth | Allegretto quasi vivace | |
| XLIII | The wandring Minstrel | W. Smyth | Andantino quasi allegretto | |
| XLIV | Sunshine | W. Smyth | Allegretto grazioso | Duetto |
| XLV | Oh! Who, my dear Dermot | W. Smyth | Andantino con espressione | |
| XLVI | The pulse of an Irishman | Vivace scherzando | ||
| XLVII | Paddy O’Rafferty | A. Boswell | Allegretto scherzando | |
| XLVIII | Oh! would I were | Andante amoroso | Duetto | |
| XLIX | 'T is but in vain | Andante amoroso, languidamente | ||
| L | Save me from the grave and wise | Allegretto molto grazioso | ||
| LI | A health to the brave | Alla marcia | Duetto | |
| LII | He promis'd me a parting | Allegretto con moto | ||
| LIII | O might but my Partick love | Andantino amoroso con esperessione teneramente | ||
| LIV | Come, Darby dear, easy | Allegretto più tosto vivace | ||
| LV | The soldier in a foreign land | Andantino amoroso | Duetto | |
| LVI | No more, my Mary | Andantino amoroso con molto (!)esperessione | ||
| LVII | Judy, lovely, matchless creature | Andante amoroso | ||
| LVIII | Thy ship must sail | Andante con esperessione | ||
| LIX | The farewell song | Andantino con esperessione |
George Thomson: il gentiluomo che portò Beethoven tra i canti popolari
George Thomson nacque nel 1757 a Limekilns, Dunfermline, in Scozia, figlio di un maestro di scuola con formazione giuridica. La sua educazione, improntata a solide basi umanistiche, favorì precocemente un interesse profondo per la musica, la poesia e il patrimonio culturale nazionale. Sebbene non fosse un musicista professionista, Thomson sviluppò una competenza notevole nel campo della musica vocale e della tradizione popolare britannica. Per sessant’anni Thomson ricoprì l’incarico di clerk presso il Board of Trustees for the Encouragement of Art and Manufacture di Edimburgo. Questa posizione stabile gli permise di dedicarsi a un progetto culturale di grande respiro: la valorizzazione del canto popolare scozzese attraverso edizioni musicali di alto livello. Nel 1793 avviò la pubblicazione della sua opera monumentale, A Select Collection of Original Scottish Airs for the Voice, articolata in sei volumi pubblicati tra il 1793 e il 1841. L’obiettivo era duplice: preservare e diffondere melodie tradizionali scozzesi, irlandesi e gallesi; nobilitarle mediante accompagnamenti colti e testi poetici di autori di primo piano.
Tra i poeti coinvolti figurano Robert Burns, Walter Scott, Thomas Moore, Thomas Campbell e Lord Byron. Per conferire autorevolezza musicale alle sue raccolte, Thomson commissionò arrangiamenti a importanti compositori europei: Joseph Haydn, Ludwig van Beethoven, Ignaz Pleyel, Leopold Kozeluch, Johann Nepomuk Hummel, Carl Maria von Weber, Henry Rowley Bishop, Robert Archibald Smith.
Questa rete di collaborazioni, unica nel suo genere, trasformò la raccolta di Thomson in un ponte tra la tradizione popolare britannica e il linguaggio musicale europeo. Il rapporto con Ludwig van Beethoven rappresenta l’aspetto più rilevante dell’attività editoriale di Thomson. Nel 1806 Thomson propose al compositore di realizzare accompagnamenti per canti popolari britannici, seguendo un modello già sperimentato con Haydn. Tra il 1809 e il 1820, Beethoven compose 179 arrangiamenti per voce, pianoforte, violino e violoncello, basati prevalentemente su melodie scozzesi, irlandesi e gallesi fornite da Thomson. Si tratta di un corpus significativo, che occupò il compositore per diversi anni e che costituisce una parte non trascurabile della sua produzione vocale.
La collaborazione fu accompagnata da una cospicua corrispondenza, redatta principalmente in francese a causa delle difficoltà linguistiche reciproche. Una lettera fondamentale è quella del 23 novembre 1809, conservata al Beethoven-Haus di Bonn, in cui Beethoven: accetta di scrivere accompagnamenti per 43 canti inviati da Thomson; richiede un compenso più elevato; rivendica la libertà di scegliere l’organico strumentale; osserva che questo tipo di composizione non è “propriamente artistico”, ma necessario per ragioni economiche.
Questi documenti testimoniano un rapporto professionale complesso, segnato da reciproca stima ma anche da negoziazioni serrate. Thomson continuò a rivedere e ampliare le sue raccolte fino alla vecchiaia. Morì nel 1851, lasciando un’eredità culturale di enorme rilievo: grazie al suo lavoro, il canto popolare scozzese e britannico entrò stabilmente nel repertorio europeo e acquisì una dignità artistica nuova. La sua opera rappresenta ancora oggi una fonte imprescindibile per lo studio della tradizione folk e per la comprensione del rapporto tra musica popolare e musica colta nel primo Ottocento.




