Hess Anhang 2 -“Marsch für das Yorck’sche Korps” (Marcia per il Corpo di York)
Marcia militare WoO 18 con altra strumentazione
Hess Anhang 2 -“Marsch für das Yorck’sche Korps” (Marcia per il Corpo di York). Apparsa, intorno al 1818-9, al n. 37 di una raccolta di rapide marce trascritte da [Moritz Adolph(?)] Schlesinger. La marcia è una versione, realizzata da mano ignota, della marcia di Beethoven “Marsch für die böhmische Landwehr”. La musica è dunque autentica, nonostante l’arrangiamento strumentale. La versione originale di Beethoven è catalogata nel Kinsky/ Halm, a p. 456, come WoO 18. La versione di questo numero non deve essere confusa con quella originale. Lo stesso pezzo è citato al n. 6 del presente catalogo.
Johann David Ludwig Graf Yorck von Wartenburg (Potsdam, 26 settembre 1759 – Klein-Öls, 4 ottobre 1830) è stato un generale prussiano durante la trasformazione del Regno di Prussia da alleato francese a alleato russo nel corso della guerra della sesta coalizione. La marcia Yorckscher Marsch fu scritta da Ludwig van Beethoven in suo onore.
Il cognome del maresciallo di campo è Yorck. Wartenburg è un suffisso onorifico di battaglia aggiunto al cognome come titolo distintivo. Il padre di Yorck, David Jonathan Jark (von Gostkowski), nacque a Rowe in Pomerania[1] (oggi Rowy, Polonia), da un pastore luterano, e fu un Hauptmann (capitano) dell’esercito di Federico II di Prussia. La madre di Yorck nacque a Potsdam. La sua famiglia proveniva da una piccola proprietà di Gostkow, e faceva risalire le proprie origini ai Casciubi della Pomerania. Yorck nacque a Potsdam e modificò il proprio nome da Jark a Yorck, per renderlo più inglese (York), omettendo il suffisso “von Gostkowski”.
Yorck entrò nell’esercito prussiano nel 1772, ma dopo sette anni di servizio fu congedato per disobbedienza, avendo criticato il proprio superiore riguardo ai metodi di reclutamento. Entrando al servizio degli olandesi, tre anni dopo prese parte alle operazioni del 1783-84 nelle Indie Orientali come capitano. Servì anche l’esercito francese in una battaglia contro i britannici a Città del Capo. Dopo essere tornato in Prussia nel 1785, alla morte di Federico II di Prussia, fu riassunto in servizio, e nel 1794 partecipò alle operazioni in Polonia durante la rivolta di Kościuszko, distinguendosi soprattutto nella battaglia di Szczekociny.
Cinque anni dopo Yorck iniziò a farsi un nome come comandante di un reggimento di fanteria leggera, essendo uno dei primi a dare importanza all’allenamento degli schermagliatori. Nel 1805 fu nominato al comando di una brigata di fanteria, e nella disastrosa campagna di Jena giocò un ruolo fondamentale come comandante della retroguardia, soprattutto ad Altenzaun. Fu fatto prigioniero, e ferito gravemente, nell’ultimo scontro dei corpi di Blücher a Lubecca.
Nella riorganizzazione dell’esercito prussiano che seguì al trattato di Tilsit, Yorck fu una delle figure principali. Prima fu maggiore-generale al comando della brigata della Prussia Occidentale, poi ispettore-generale di fanteria leggera, ed infine nominato secondo in comando al generale Grawert, capo dei corpi ausiliari che la Prussia era obbligata a mandare a supporto dalla campagna di Russia operata da Napoleone Bonaparte. I due generali erano raramente d’accordo, essendo Grawert un partigiano dell’alleanza francese e Yorck un fervente patriota, ma non molto dopo Grawert si congedò, e Yorck assunse il comando.
Contrastato nella sua avanzata su Riga dal generale prussiano Steingell, Yorck dimostrò grandi capacità in una serie di scontri che terminarono con la ritirata nemica a Riga. Per tutta la durata della campagna fu oggetto di molti attacchi da parte dei generali nemici e, nonostante abbia continuato a respingerli, si rese conto presto che la Grande Armata francese era condannata. Il maresciallo MacDonald, suo immediato superiore, si ritirò davanti agli uomini di Diebitsch, e Yorck si trovò isolato. Come soldato il suo compito era quello di sfondare, ma come patriota prussiano la situazione era più complicata. Dovette scegliere se il momento era favorevole per la guerra di liberazione e, a prescindere dall’entusiasmo dei suoi giovani ufficiali, Yorck non si faceva illusioni riguardo alla propria sicurezza. Il 20 dicembre il generale prese la sua decisione.
L’armistizio della convenzione di Tauroggen, firmato da Diebitsch e Yorck senza il consenso del re, dichiarò “neutrali” i corpi prussiani. Le novità furono apprese con il maggiore entusiasmo possibile, ma il tribunale prussiano ancora non osava gettare la maschera, o fu ordinato di sollevare Yorck dal proprio incarico ponendolo di fronte ad una corte marziale. Diebitsch si rifiutò di lasciar passare il messaggero tra le proprie linee, ed il generale fu infine assolto quando il trattato di Kalisz pose la Prussia al fianco degli Alleati. Le azioni di Yorck furono il punto di svolta della storia prussiana. I suoi veterani formarono i nuclei delle forze della Prussia Orientale, e lo stesso Yorck dichiarò in pubblico guerra a Napoleone come comandante di questi uomini.








