La Ricerca diventa Arte – Una nuova vita per le compositrici del tempo di Beethoven: Un’ esplorazione artistica a cura della pianista professoressa Antonietta Cappelli – Marianna Martines, (Marianne von Martinez)

“Sonata della Signora Martinez” in mi maggiore per pianoforte

Anna Catherina von Martines (Vienna, 4 maggio 1744 – Vienna, 13 dicembre 1812)

Conosciuta come Marianna Martines (come ella stessa si firmava) fu cantante, pianista e compositrice austriaca; visse nella Vienna classica.

Il nonno paterno fu un soldato spagnolo, di stanza a Napoli. Il padre, Nicolò Martines, nacque e crebbe a Napoli e rinunciò alla vita militare per rivestire il ruolo di Maestro di Camera (“maggiordomo”) del Nunzio Apostolico presso la corte reale viennese.

L’imperatore mise a disposizione della famiglia Martines un alloggio della Michaelerplatz, un’imponente costruzione, ancora oggi sulla Kohlmarkt. Nell’aprile del 1730, al IV piano del palazzo si stabilì il giovane Metastasio. Molto probabilmente, Metastasio e Nicolò Martinez si erano conosciuti a Napoli e la convivenza viennese fu di sincera e reciproca amicizia. Metastasio riconobbe da subito le doti musicali di Marianna e contribuì, insieme a Nicola Porpora (per il canto) e all’emergente J. Haydn (dalla fine degli anni cinquanta, ospite nella mansarda del palazzo e intento a farsi strada a Vienna), all’educazione e alla formazione musicale della bambina.  Per Metastasio, Marianna, era “la mia Santa Cecilia”, e per Haydn “die kleine Spanierin” (la piccola spagnola). L’istruzione ricevuta da Marianna fu di prim’ordine e a coronare i suoi studi di composizione ci pensarono due nomi illustri: Johann Adolf Hasse e il compositore della corte imperiale Giuseppe Bonno. La giovane donna era madrelingua italiana, spagnola e tedesca, ma aveva buona conoscenza del francese (come lei stessa scrive in una lettera in cui si presentava a Padre Martini) e sapeva parlare anche l’inglese, come afferma il musicologo Charles Burney, in visita a Vienna.

L’imperatrice illuminata, Maria Teresa d’Austria, favorì la presenza di Marianna a corte e la incoraggiò ad esibirsi ed eseguire le sue composizioni. Fu una delle musiciste preferite dell’imperatrice e spesso pretendeva le sue esibizioni canore. Il suo modo di suonare il clavicembalo è stato paragonato a quello di C. Ph. E. Bach; la sua esecuzione vocale e le sue composizioni sono state apprezzate per il virtuosismo, costruzione melodica e uso singolare del contrappunto.

All’età di 16 anni, Marianna, aveva già composto molta musica sacra e profana che era eseguita nelle chiese e nelle sale da concerto, a Vienna e non solo. Metastasio fu una figura determinante per la giovane donna e la accompagnò passo dopo passo, non solo istruendola culturalmente ma anche nella costruzione della carriera musicale.

Nel 1768 ebbe contatti con Saverio Mattei, musicista e critico letterario calabrese amico di Metastasio, per musicarne i Salmi, che verranno poi eseguiti in tutta Europa. Iniziò una fama internazionale. L’inglese Charles Burney, scrive: “Sentiti gli elogi sull’ingegno di questa giovane signora, desideravo ascoltarla e conversare con lei. Ella accetto in modo spontaneo, senza eccessiva ostentazione di timidezza, senza farsi troppo pregare. La sua esecuzione superò ogni mia aspettativa: le iperboli italiane mi aiuterebbero se scrivessi in quella lingua… dirò soltanto che la signora raggiungeva una perfezione che non ho mai trovata in nessuna altra musicista”.

Marianna partecipò attivamente alla vita artistica viennese; celebri sono: le serate musicali nella residenza estiva dei Ployer, a cui erano presenti anche Leopold Mozart e il figlio Wolfgang, J. Haydn, Albrechtberger e Josef Weigl; un concerto di Mozart a casa della principessa Marie Karoline Tautson nel 1762.

Il 27 maggio 1773, dato il giudizio favorevole di Padre Martini sull’operato di Marianna e consapevole dell’interesse di Pietro Metastasio per la carriera musicale della giovane, un comitato di diciotto membri votò all’unanimità per concedere alla Martines il titolo di Accademia Filarmonica Onorata. L’accademia bolognese, polo artistico-letterario per eccellenza, esisteva da 108 anni ed era la prima volta che la nomina era data ad una donna. Per Marianna fu preparato un diploma d’onore su pergamena (inviato a Vienna) e il resoconto dell’incontro dei membri onorari, fu pubblicato il 13 luglio 1773 sulla Gazzetta di Bologna: “E quale raro e speciale onore si rende qui al gentil sesso, che ora conta tra i suoi membri una donna che tante città hanno motivo di invidiare! Marianna ha scritto per l’Accademia l’adattamento di Dixit Dominus, salmo 109, davanti al quale l’Accademia ha espresso stupore per la bellezza, l’arguzia e la nobiltà dell’espressione, tuttavia, l’opera non è stata eseguita a causa del rifiuto di Marianna di recarsi alla prima della sua opera”.

L’Accademia Filarmonica bolognese, esiste ancora! opera dal 1666. Il nome della Martinez figura con il numero di matricola 582, facilmente consultabile al link https://accademiafilarmonica.it/archivio-biblioteca/albo-accademici . ll 23 gennaio 1774, insieme ai suoi quattro fratelli (Joseph, Dionys, Johann Baptist e Karl Borromäus) e sua sorella Antonia, Marianna Martines fu nobilitata da Maria Theresia.

Marianna diventò internazionale, ma svolse la sua attività solo a Vienna: le sue composizioni erano eseguite sia in pubblico e sia in privato.

Le donne nobili, coeve di Marianna, erano tutte istruite musicalmente e molte si dedicavano allo studio della composizione ma, per diletto ed esercizio personale. I modelli compositivi erano di piccolo formato: sonate per strumento solista, arie o brevi ensemble da camera. Gli strumenti preferiti erano quelli a tastiera, l’arpa, il liuto e la voce. La rappresentazione, nei teatri, delle opere liriche scritte da donne compositrici era precluso e potrebbe essere questo il motivo per cui Marianna si rivolse ad altri generi musicali: oratori, messe e ouverture.

Nel marzo 1782 la Vienna Tonkünstler-Societät, presso il Kärtnertotheater di Vienna, fece rappresentare l’Oratorio “Isacco del Redentore”, su testo di Metastasio. L’organico orchestrale riuniva: archi, oboi, flauti, fagotti, trombe, corni, timpani e un coro di circa duecento persone! La Prima fu trionfale e accostò il nome di Marianna ai grandi musicisti viennesi: J. Haydn, W.A. Mozart, L. Beethoven e G.F. Händel.

Marianna è stata la compositrice più prolifica di Vienna, conta più di duecento componimenti al suo attivo: sonate per Clavicembalo, brani vocali e musica per organico strumentale. Ricordiamo: In exitu Israel per soli, coro e orchestra, Salmo 112 per coro e orchestra e i Tre Concerti per clavicembalo e orchestra rispettivamente nelle tonalità di DO, LA e SOL (da notare la scelta delle tonalità dei concerti, tutte maggiori e solari).

La morte dei genitori e la morte di Metastasio, nel 1782, portarono cambiamenti nell’attività musicale di Marianna e i suoi fratelli. Grazie al lascito testamentario, la musicista e i suoi fratelli, poterono trasformare la loro casa in un centro culturale frequentato dall’élite viennese: un luogo di ritrovo per gli artisti dell’epoca! Si organizzavano serate musicali di prim’ordine con i migliori musicisti, tra i quali anche il giovane Beethoven.  Il tenore irlandese Michel Kelly, uno dei partecipanti alla prima de Le nozze di Figaro, in una delle tante serate musicali, ascoltò Marianna suonare una sonata di Mozart a quattro mani insieme allo stesso Mozart (succedeva spesso), si riferisce a lei come a una donna in età matura “sebbene abbia la gioia e la vivacità di una ragazza”.  “Per suo divertimento e per amore dell’arte”, nel 1790, Marianna fondò una scuola di canto da cui emersero grandi voci dell’epoca come quella di Therese van Dürfeld.

Metastasio ha descritto la voce di Marianna come un “bel mix di antico e moderno”. Non mancano anche note negative. Il Marchese Lucchesini, un viaggiatore e diplomatico in soggiorno a Vienna (dicembre 1792-aprile 1793), riporta l’esperienza di una serata musicale a casa Martinez:

 5 gennaio [1793]. Sabato

Alle ore 7 andammo a casa Martinez, dove nel sabato si fa sempre un’accademia di musica. In questa casa abitava il celebre Pietro Metastasio, il quale, morendo, lasciò erede del suo questa famiglia, dopo avere con essa vissuto 53 anni. Di essa rimangono ora due vecchie sorelle ed un fratello. Una delle due sorelle ha studiato con molto profitto la musica, ed è per lei principalmente che si fanno queste accademie. Ad esse intervengono molte donne, ed alle volte vi ho contato circa trenta fra dame e cittadine. Li strumenti consistono in un solo, vecchio e cattivo cembalo, col quale la sig. Martinez accompagna le persone che vogliono cantare, e che dicesi che faccia con abilità. Talvolta ella pure vuol cantare; ma lo fa con una voce stridula e tremante, che palesa l’età sua, non più atta a questo.

(Da “Il Marchese Cesare Lucchesini, viaggiatore e diplomatico,” La Rassegna nazionale 30, 1886, pp. 458–81)

La letteratura musicale delle compositrici donne, circondate da uomini era florida.  La Martines non fu l’eccezione! Maria Theresia von Paradis, Marianna von Auenbrugger, Marie Bigot, Barbara Ployer, Therese Jarsen e Josepha Auernhammer: tutte donne pianiste e compositrici influenti. Non dimentichiamo le quattro sorelle Weber (cantanti di fama) e l’incredibile Nanette Streicher, leggendaria produttrice di pianoforti, pianista, compositrice e organizzatrice di concerti. Il calendario della vita artistica di Vienna e Praga del 1796, scrive di Marianna: “ha composto messe e molte arie che sono molto vicine allo stile musicale di Jommelli. È un grande aiuto per la vita musicale di Vienna”  Gli ultimi 25 anni di vita di Marianna (mai sposata e ormai sola) sono coperti dal silenzio, fino alla morte, avvenuta il 13 dicembre 1812. E’ sorprendente il fatto che nei libri di storia della musica non compaia nessuna traccia di questa nobildonna. Le serate musicali, a casa Martinez, ebbero molto successo, eppure le notizie sono molto scarne.

Nonostante la fama, l’ammirazione di musicisti e reali, riconoscimenti importanti come interprete e come compositrice, nessuna delle sue opere è stata pubblicata quando lei era in vita. Marianna non cercò mai di ottenere musica su commissione: sarebbe stato sconveniente per una donna della sua classe sociale. La sua formazione illuminista e conservatrice, rispettosa delle regole imposte dalla società e della “buona educazione”.

Il talento e l’imporsi musicista professionista, di Marianna e delle donne coeve, hanno avuto un impatto sostanziale sulle generazioni femminili successive: le compositrici istruite nella scuola di musica fondata da Marianna, hanno potuto intraprendere la professione, insegnare presso istituzioni musicali e scrivere opere orchestrali su larga scala. Louise Farrenc divenne professoressa di pianoforte al Conservatorio di Parigi: combatté e vinse la parità di retribuzione e scrisse tre sinfonie romantiche in piena regola. Emilie Mayer diventò direttrice associata all’Accademia dell’Opera di Berlino e scrisse sette sinfonie. Attualmente le opere di Marianna sono conservate negli archivi di Monaco, Bologna, Berlino e principalmente nel “Gesellschaft der Musikfreunde” di Vienna.

Bibliografia

 

Birra, Anna (2019) Armonie e Canti Soffici. Barcellona, ​​​​Cliff

Rice, John (2013) Musica nel diciottesimo secolo. Madrid, Acal

 Godt, Irving, Marianna in Italy: The International Reputation of Marianna Martines, in The Journal of Musicology, XII, n. 4, 1995, p. 539-540-541.

 La lettera, indirizzata al Padre Martini, fu scritta il 16 dicembre 1773. È riprodotta in I. Godt, Marianna Martines. A Woman Composer in the Vienna of Mozart and Haydn, Rochester 2010, pp. 218-219; cit. a p. 218.

 Beer, Note dal silenzio, Torino 2019, p. 101.

https://www.exploreclassicalmusic.com/marianna-martines

 

Gli esempi musicali e i video di questa pagina sono curati da Antonietta Cappelli. Chi volesse contattare l’ autrice, lo può fare tramite il nostro modulo di contatto.

I testi e i documenti di questa pagina sono stati controllati dai  i nostri  revisori. Chi volesse  contattare il revisore, lo può fare tramite il nostro modulo di contatto.