Anhang 12
Pariser Einzugsmarsch (Marcia d’ingresso a Parigi).
Hess (A) 25 – Kinsky Halm (A) 12.
Inclusa nella raccolta di “Marce con completa musica turca per l’armata prussiana”, pubblicata da Schlesinger nel 1818-1819, senza il nome dell’autore; poi in riduzione per pianoforte col nome di Beethoven nel 1860 circa da Schuberth, Lipsia. È di Johann Heinrich Walch (Vedere numero successivo).
Johann Heinrich Walch fu un compositore e maestro di cappella tedesco, noto per le sue marce militari, alcune delle quali furono erroneamente attribuite a Beethoven. Tra le sue opere più celebri figura la raccolta “Marce con completa musica turca per l’armata prussiana”, pubblicata da Schlesinger nel 1818–1819.
Johann Heinrich Walch nacque il 21 novembre 1775 a Großneuhausen, in Turingia, e morì il 2 ottobre 1855 a Gotha. Fu direttore d’orchestra e maestro di cappella presso le corti dei duchi di Sassonia-Gotha-Altenburg e Sassonia-Coburgo-Gotha. La sua carriera si svolse prevalentemente a Gotha, dove contribuì in modo significativo alla vita musicale della regione. Walch è ricordato soprattutto per le sue marce militari, alcune delle quali hanno avuto una diffusione internazionale. La sua Pariser Einzugsmarsch (Marcia d’ingresso a Parigi), composta per celebrare l’entrata delle truppe della Sesta Coalizione a Parigi il 31 marzo 1814, fu eseguita anche durante la parata nazista del 1940 e in altre cerimonie ufficiali. Un’altra sua marcia, la Marcia funebre in fa minore, è tuttora utilizzata nel Regno Unito per il Remembrance Sunday e fu suonata ai funerali di Edoardo VII e John F. Kennedy.
Le “Marce con completa musica turca per l’armata prussiana” (1818–1819).
Questa raccolta, pubblicata da Adolph Schlesinger a Berlino tra il 1818 e il 1819, è una delle testimonianze più interessanti della musica militare prussiana del primo Ottocento. Le marce erano pensate per accompagnare le truppe con strumentazione completa, inclusi elementi di musica turca come percussioni esotiche (piatti, triangoli, tamburi rullanti), che conferivano un carattere brillante e cerimoniale. Una delle marce più note della raccolta è la Pariser Einzugsmarsch, che fu successivamente pubblicata in riduzione per pianoforte da Schuberth intorno al 1860, erroneamente attribuita a Ludwig van Beethoven. Solo studi successivi, come quelli del Centro Ricerche Musicali Beethoveniane, hanno chiarito la vera paternità dell’opera, attribuendola correttamente a Walch.
Queste marce riflettono lo spirito dell’epoca: trionfalismo, ordine, disciplina e celebrazione della forza militare. La presenza della “musica turca” richiama la moda ottomana che influenzò la musica europea sin dal Settecento, con l’uso di strumenti e ritmi orientali per evocare esotismo e potenza. Le marce di Walch, e in particolare questa raccolta, rappresentano un ponte tra la musica funzionale e quella artistica. Pur nate per scopi militari, esse mostrano una cura compositiva e una ricchezza timbrica che le rende degne di attenzione anche in ambito concertistico. La loro erronea attribuzione a Beethoven testimonia la qualità e la diffusione che raggiunsero nel XIX secolo.

