Inno al Creatore

per coro a cappella o con accompagnamento di Tastiera od organo

Inno al Creatore, per coro a cappella o con accompagnamento di tastiera od organo, tratto dalle sei Variazioni leggere WoO 77, in sol maggiore per pianoforte su un tema originale.  Per le sei variazioni : WoO 77 Variazioni leggere (6) in sol maggiore per pianoforte su un tema originale, 1800 (prima del dicembre), pubblicate a Vienna, Traeg, dicembre 1800. GA. n. 176 (serie 17/15) – B. 188 – KH. (WoO)77 -L. IV, p. 320/11 – N. p. 158 – P. 109 – T. 84.

Il manoscritto originale è sconosciuto. Agli abbozzi, che si trovano insieme con quelli quasi ultimati dell’ultimo tempo del Quartetto op. 18 n. 2, pure in sol maggiore, accenna Nottebohm, riportandone anche il tema seguito da alcune indicazioni per l’impostazione delle singole variazioni. Lo spunto del tema è identico a quello del tema secondario del Rondò della Sonata per pianoforte op. 22. Dalla prima variazione, di estrema semplicità, passiamo alle figurazioni di movimento della seconda e della terza. La quarta (Poco sostenuto, minore) concentra il suo effetto nel colore oscuro delle ottave del basso, che riprendono il tema senza armonie (nella prima parte; al principio della seconda esso appare in un tenue contrappunto). Il ciarliero intreccio della quinta riporta al maggiore e restituisce nucleo tematico il sorriso della serenità, cambiandosi poi in amplificazione festosa nella sesta ed ultima.

Inno al Creatore, per coro a cappella o con accompagnamento di tastiera od organo, tratto dalle sei Variazioni leggere WoO 77, in sol maggiore per pianoforte su un tema originale. Thema – Andante quasi Allegretto. Il testo, di Giovanni Battista Niccolini (1824-1887) :

Tu che gli astri intorno movi
Per le azzurre vie del cielo,
Tu che guidi e che rinnovi
L’onde al mar ed al ruscel,
Tu che il verde doni al prato
E lo smalto doni ai fiori,
Tu che il campo fai beato
Delle messi, o buon Signor:

Sul mio labbro poni il canto
Della lode e dell’amore
Ti sia grato un pensier santo,
Un omaggio d’umil cor;
Co’ tuoi lumi e tuoi consigli,
Tu ne addita il buon sentiero;
Sempre a noi che siamo tuoi figli,
Splenda vivo il sol del ver!

Giovanni Battista Niccolini (San Giuliano Terme, 29 ottobre 1782 – Firenze, 20 settembre 1861) è stato un drammaturgo italiano. Visse a Firenze, Lucca e Prato, e fu socio dell’Accademia della Crusca.

Compose diverse tragedie di soggetto storico-patriottico, che hanno come tema il riscatto nazionale e la libertà del popolo. In politica fu liberale, repubblicano, anticlericale e contrastò l’ideologia neoguelfa. Fu conosciuto come un propugnatore dell’unità e dell’indipendenza d’Italia ma, data la relativa mitezza del Granducato di Toscana, di cui era suddito, non subì persecuzioni politiche. Amico del Foscolo (che gli dedicò le celebri Poesie del 1803 e la traduzione della Chioma di Berenice, del medesimo anno), nelle sue opere si attenne agli schemi neoclassici, ma con contenuti decisamente romantici.

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