Skizzenbuch Grasnick 14 Staatsbibliothek zu Berlin

Fugen Arr. von L. van Beethoven; vl (2) , vla, vlc (2); h-moll; Bwv 867/2; Hess 38 (1957). OPUS 33 NR 5, OPUS 33 NR 7

Friedrich August Grasnick (1798-1877) è il più misconosciuto degli importanti collezionisti ottocenteschi di manoscritti Beethoveniani. Figlio di un uomo d’affari di Berlino, studiò teologia per diversi anni sia a Berlino che ad Heidelberg. Una lettera autografa pervenutaci accenna che studiò anche con il compositore berlinese Ludwig Berger. Probabilmente questi furono studi occasionali e dilettantistici; a quel tempo veniva indicato semplicemente come “Rentier”, uomo che vive di rendita. La sua collezione di manoscritti musicali fu acquistata dalla Biblioteca Reale di Berlino nel 1879 da un certo professor Vatkc, che potrebbe essere stato un suo erede o un esecutore testamentario.

Non c’è nulla dunque che ci possa indicare Grasnick come musicista di qualsiasi livello; fu, tuttavia, un appassionato collezionista di autografi di compositori. Ciò è evidente dall’ inventario della collezione che la biblioteca fece poco dopo averla acquisita. Sebbene i singoli oggetti non siano stati specificamente descritti, l’elenco dei compositori rappresentati è imponente. È chiaro che Grasnick non condivideva l’interesse accademico di Landsberg per la musica pre-ottocentesca o per la letteratura teorica. I suoi interessi erano incentrati soprattutto sui classici viennesi e in quest’area la sua collezione era più ricca e varia di quella del Landsberg. Soprattutto per quanto riguarda i manoscritti di Beethoven. I numeri dei manoscritti si estendono da Grasnick 1 a Grasnick 35 e molti di questi lotti comprendono più di un fascicolo. Grasnick possedette un gran numero di spartiti di autografi oltre ad abbozzi e lettere, e sebbene la maggior parte di essi fossero riferiti ad opere relativamente minori, includevano gli autografi della Sonata Opus 26 e il secondo finale del Quartetto in si maggiore Opus 130.

La collezione Grasnick fu catalogata in modo temporale, con un’ appendice comprendente alcuni fogli  di abbozzi isolati (dal Grasnick 11 al 15) e due miscellanee.

Grasnick 1, quaderno di abbozzi del periodo 1798-1799
Grasnick 2, quaderno di abbozzi dell’ anno 1799
Grasnick 3, quaderno di abbozzi dell’ anno 1808
Grasnick 4, quaderno di abbozzi dell’ anno 1824
Grasnick 5, quaderno di abbozzi dell’ anno 1821
Grasnick 6, due fogli di abbozzi per WoO 135
Grasnick 20a, miscellanea di schizzi (11 fogli)
Grasnick 20b miscellanea di schizzi (24 fogli)
Grasnick 21 2 fogli dal quaderno di schizzi “Sauer”.
Grasnick 24 2 fogli di Autografi e per finire

Grasnick 32 5 fogli di schizzi e studi.

Rimandiamo ad una completa disamina della collezione completa, compresi i numeri non citati nella lista, ad un prossimo futuro.

Sembra che Grasnick abbia acquistato la maggior parte dei suoi manoscritti di Beethoven, compresi gli schizzi, a Vienna. Il Grasnick 2, il secondo finale dell’ Opus 130 e un gran numero di lettere provenivano dalla collezione di Aloys Fuchs, parte della quale Grasnick acquisì dalla vedova Fuchs nel 1853. Egli aveva incontrato Fuchs durante una visita a Vienna nel negli ultimi mesi del 1849, e fu apparentemente Fuchs a metterlo in contatto con diverse altre fonti private viennesi. Sappiamo anche che Grasnick fece affari con Artaria in quel periodo, poiché la copia manoscritta di una fuga di Händel di mano di Beethoven (Grasnick 13) porta l’ autenticazione di Artaria del 29 ottobre 1849. Probabilmente fu allora che Grasnick acquistò anche le miscellanee Grasnick 20a e 20b; entrambe nella collezione Artaria già dal 1844, data  in cui fu compilato il catalogo Fischhof.

Il maggior numero di acquisti di Grasnick non proviene tuttavia da Artaria, ma dalla famiglia di Tobias Haslinger, presumibilmente durante quella stessa visita del 1849. Alcuni autografi di opere completate (inclusa la Sonata Opus 26) furono precedentemente rintracciati da Grasnick presso Haslinger, e da quest’ ultimo acquisiti nella famosa asta Nachlass nel novembre 1827.

Tutti i quaderni di schizzi di Grasnick hanno subito danni, asportazioni e ruberie. Non ci sono prove tuttavia che egli stesso fosse il responsabile di queste amputazioni. Al contrario, almeno tre volumi – Grasnick 2 e le miscellanee Grasnick 20a e 20b – sono oggi conformi alle descrizioni fornite (da Fuchs e Artaria) prima della loro acquisizione da parte di Grasnick. E nel caso del Grasnick 1, qui trattato,  la rimozione di un blocco completo (8 fogli)  all’ inizio del volume è stata quasi certamente opera dello Haslinger, poiché un frammento di uno di quei fogli  recentemente identificato ha un’iscrizione che nomina Haslinger come provenienza. I danni ai Grasnick 3, 4. e 5 avrebbero potuto verificarsi in qualsiasi momento,  visto il  trattamento che Haslinger riservò al Grasnick 1. Alcuni fogli potrebbero essere stati asportati e dispersi addirittura prima del 1827, vivente Beethoven.

Il Grasnick 14, collocato temporalmente tra la fine del 1801 e l’ inizio del 1802, si colloca dopo il quaderno di abbozzi denominato “Sauer” e fa parte dello smembramento di un quaderno di cui faceva parte anche il Grasnick 13. Successivamente si colloca il quaderno Kessler.  Consta di 4 fogli, con sette facciate manoscritte ed una sola bianca, la 3 versus. Contiene i seguenti brani: da foglio 1 recto, rigo 1 a foglio 3 recto righi 1/5 Hess 038 – Trascrizione della fuga in si bemolle minore, dalla prima parte de “Il clavicembalo ben temperato” di J.S. Bach, per due violini, viola e due violoncelli. Il foglio 3 versus è bianco. Nel foglio 4 recto un abbozzo per la Bagattella Opus 33 numero 5.  Nel Foglio 4 versus due abbozzi per la Bagattella Opus 33 numero 7.

Originale della Fuga di Johann Sebastian Bach che si trova alla Biblioteca di Stato di Berlino

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Raffronto tra le due partiture

Hess 38
Trascrizione per Quintetto d’archi della Fuga numero 22 in sib minore dal Clavicembalo ben Temperato volume 1 di J. S. Bach.
1801-1802
Pubblicata in facsimile da Willy Hess in Schweizerische Musikzeitung Zurigo, ottobre 1953 [pagg. 402-405]. Qui riportiamo inoltre anche la fuga originale da Il clavicembalo ben temperato di Bach: la fuga in questione è la numero 22 della prima parte, nella tonalità di si bemolle minore.
Questa trascrizione della fuga di Bach sembra sia stata fatta da Beethoven per motivi di studio. All’incirca nello stesso periodo Beethoven ha realizzato alcune trascrizioni della fughe di Händel.[Green “Il nuovo catalogo Hess delle opere di Beethoven]

Il manoscritto si trova alla Staatsbibliothek di Berlino, insieme a 3 frammenti delle Bagatelle op. 33 e precisamente 1 per la Bagatella n. 5 e 2 per la n. 7, in un volumetto di soli 4 fogli denominato Grasnick 14
la Fuga occupa ben 5 delle 8 pagine che costituiscono il volumetto.
Beethoven ha ricopiato le 5 voci che comprendono la fuga di Bach in maniera precisa anche se con qualche differenza:

1) misura 5 Violino II : Beethoven si dimentica di indicare il bequadro sul sol del secondo movimento.
2) misura 14 Violino II : Beethoven sottintende che il la del secondo movimento sia bequadro come quello della misura precedente.
3) misura 14 Violoncello I : Beethoven si dimentica di aggiungere il bequadro al sol del terzo movimento
4) misure 17-18 Violino II : manca la legatura di valore
5) misura 20 Viola : Beethoven aggiunge un reb di minima che non troviamo nella Fuga originale
6) misure 20-21 Viola : Beethoven si dimentica di legare i due fa di minima.
7) misura 21 Viola : Beethoven aggiunge un sib di minima sul terzo movimento; anche questa nota non si trova nella Fuga originale. In aggiunta questo sib si lega a quello di semiminima della misura successiva.
8) misura 30 : nella Fuga originale troviamo un sib di semibreve che Beethoven spezza affidandolo prima al II Violino e poi alla Viola
9) misura 33 : nell’originale di Bach troviamo un mib legato di semiminima, proveniente dalla misura precedente che risolve sul reb mentre Beethoven scrive direttamente il reb che occupa tutta la misura
10) misure 33-34 Violoncello I : manca la legatura di valore sol reb.
11) misura 34 Violino I : troviamo un mib per l’intera misura che dovrebbe essere legato a quello della misura successiva; Beethoven non indica la legatura
12) misura 34 Violoncello I : all’inizio della misura troviamo un mib alla quarta voce (la nota più acuta nella chiave di basso) mentre Beethoven scrive reb.
13) misura36 Violino II : Beethoven sottintende che il fa sia bemolle
14) misure 36-37 Violoncello I : manca la legatura di valore sul mib.
15) misura 37 : In questa misura Beethoven scrive al II Violino l’unico bicordo di tutta la trascrizione aggiungendo un mib alla Viola che Bach non scrive.
16) misura 38 : qui Beethoven aggiunge alla quinta Voce un solb di semiminima che non si trova nella Fuga originale
17) misura 43 Violino II : in questa misura invece Beethoven aggiunge un bequadro al la di croma.

18) misura 46 Violoncello II : manca il bequadro al sol del primo movimento
19) misura 51 Viola : il re è sottinteso essere bequadro.
20) misure 53-54 Violino II : i sib di semibreve sono legati.
21) misura 54 : nel Violino I Beethoven non indica il bequadro sul re ma considerando che quello immediatamente prima era bequadro, possiamo considerare che Beethoven lo sottintenda.
22) misura 58 Viola : Beethoven si dimentica di aggiungere il bemolle al do dell’ultimo movimento.
23) misura 70 Violoncello II: Beethoven qui si dimentica del fa basso da affidare al II Violoncello
24) misura 74 Violoncello I: infine Beethoven al Violoncello I si dimentica in questa misura la legatura tra i due fa conclusivi

Abbiamo trovato invece una sola la differenza tra il manoscritto Beethoveniano e l’edizione della Gesamtgausgabe di W. Hess:
misura 49 violino II : nelle 4 crome all’inizio della misura Hess non mette il bequadro al re

Frammento per il Finale della Bagatella op. 33 n. 5
Si trova alla Biblioteca di Stato di Berlino in una serie di 4 fogli impaginati e denominati Grasnick 14; questi fogli contengono soprattutto la partitura della trascrizione fatta da Beethoven della Fuga in si minore BWV 867/2; nel foglio finale Beethoven scrive due schizzi per le Bagatelle op. 33 numeri 5 e 7. Lo schizzo qui presentato, che occupa tutta la penultima pagina, è per il finale della Bagatella numero 5 ed è praticamente sovrapponibile alla sua stesura definitiva. Beethoven scrive completamente la parte in chiave di violino lasciando incompleta la parte in chiave di basso. Da notare la mancanza delle Chiavi di Violino e Basso, la mancanza di alterazioni in chiave e soprattutto delle pause nelle misure 1-2-3. Differenze tra lo schizzo e la versione definitiva:

– a misura 6 mancano gli accordi del I movimento
– l’ultima misura.

Bagatella op. 33 n. 7 – inizio
Invece il secondo schizzo – inizio della Bagatella n. 7 – è scritto in maniera più precisa. Differenze tra lo schizzo e la versione finale:

• II ritornello misure 6-7-8 : in queste 3 misure le prime note nella edizione definitiva sono invertite (do-re-do nello schizzo – re-do-re nella versione finale)
• IV ritornello misure 4-5 : in queste 2 misure nella versione definitiva le note sono messe al contrario in senso cioè ascendente e non discendente
• IV ritornello ultima misura : nella versione definitiva mancano mi-do di semiminima.

Bagatella op. 33 n. 7 – Finale
Questo Frammento, contrariamente agli altri 2 che sono praticamente compiuti, è ancora in fase di ultimazione: mancano molte delle parti con gli accordi ribattuti (Beethoven indica solo la nota superiore) e le parti veloci sono appena abbozzate.
Da notare che nella mano sinistra a misura 19 Beethoven si dimentica di indicare il cambio di Chiave.

“Quale migliore occasione per ascoltare le Sette Bagattelle Opus 33?”

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