Biamonti 625 – Spunto per il Canto degli spiriti sopra le acque, di Goethe, 1815

Biamonti 625 – Spunto per il Canto degli spiriti sopra le acque, di Goethe, 1815, pagina 48. (Nottebohm, II, pagina 328). Il testo: “Vom Himmel kommt es zum Himmel steigt es,wieder der ieder wieder nieder. Erde muss es ewig wechseind“.

Annotazioni di Graziano Denini: in realtà si trova a pagina 49 alle righe 6 e 8. Nottebohm riproduce prima il terzo schizzo e poi il primo ed il secondo in modo che corrispondano al testo di Goethe. E’ scritto a matita per cui le note sono difficili da decifrare; ad esempio nel terzo schizzo (il primo per testo) le note sopra la parola “zum” sono quasi sparite; io ho intravisto un inciso che potrebbe essere do si-la-si sol. Nel primo schizzo (il secondo per Nottebohm) al primo “nieder” io individuo 2 crome mentre Nottebohm indica 2 semicrome; quindi, per me le 2 semifrasi “wieder nieder”  e “und wieder nieder” sono 2 schizzi separati e non un’unica melodia (Goethe scrive soltanto “und wieder nieder”). Infine nel secondo schizzo (il terzo per Nottebohm) egli non vede il si sulla parola “es” e scrive le prime due note, sulla parola “Erde”, come croma puntata e semicroma, mentre per me sono semiminima puntata e croma.  Questi 3 schizzi corrispondono alle righe 3-8 del testo di Goethe; stranamente manca l’inizio del canto

 

Gesang Der Geister Über Den Wassern

Des Menschen Seele
Gleicht dem Wasser:
Vom Himmel kommt es,
Zum Himmel steigt es,
Und wieder nieder
Zur Erde muß es,
Ewig wechselnd.

Strömt von der hohen,
Steilen Felswand
Der reine Strahl,
Dann stäubt er lieblich
In Wolkenwellen
Zum glatten Fels,
Und leicht empfangen
Wallt er verschleiernd,
Leisrauschend
Zur Tiefe nieder.

Ragen Klippen
Dem Sturz entgegen,
Schäumt er unmutig
Stufenweise
Zum Abgrund.

Im flachen Bette
Schleicht er das Wiesental hin.
Und in dem glatten See
Weiden ihr Antlitz
Alle Gestirne.

Wind ist der Welle
Lieblicher Buhler;
Wind mischt vom Grund aus
Schäumende Wogen.
Seele des Menschen,
Wie gleichst du dem Wasser!
Schicksal des Menschen,
Wie gleichst du dem Wind!

a

Canto degli spiriti sulle acque

Simile all’acqua
è l’anima dell’uomo.
Viene dal cielo,
risale al cielo,
di nuovo scendere
deve alla terra,
in perpetua vicenda.

Il getto limpido
sgorga dall’arduo
precipite dirupo;
sul sasso liscio
si frange in belle
nuvole di pulviscolo;
ondeggia accolto
in dolce grembo,
tra veli e murmuri,
al basso va scorrendo.

Scogli si drizzano
contro il suo émpito;
egli spumeggia iroso
di gradino in gradino
verso l’abisso.

Indi per lento letto
di prati volgesi,
e fa specchio di lago,
dove il lor viso
miran tutte le stelle.

Ma dolce amante
dell’onda è il vento;
e talvolta dal fondo
flutti spumanti suscita.
O anima dell’uomo,
come all’acqua somigli!
O destino dell’uomo
come somigli al vento!

Gli esempi musicali di questa pagina sono curati da Graziano Denini. Chi volesse consultare o richiedere questi file, può contattare l’ autore tramite il nostro modulo di contatto.

I testi e i documenti di questa pagina sono stati riveduti da  Cristina  Rapinesi. Chi volesse  contattare il revisore, lo può fare tramite il nostro modulo di contatto.