Passaggi estratti dalle opere per pianoforte di Ludwig van Beethoven

aggruppati, diteggiati e messi in forma di “Studi giornalieri” da Giuseppe Buonamici

Buonamici Giuseppe (Firenze, 19 febbraio 1846 – Firenze, 18 marzo 1914). Apprezzato pianista italiano, iniziò lo studio del pianoforte con la madre (figlia del noto cantante lirico Ferdinando Ceccherini) e poi con lo zio Giorgio Ceccherini. Ormai diciottenne, continuò i suoi studi con Jessie Taylor Laussot. stabilitasi a Firenze e promotrice dell’ambiente musicale della città. Nel 1868 fu questa donna a suggerire al Buonamici di perfezionare i suoi studi a Monaco di Baviera con Hans von Bülow e per la composizione con J. G. Rheinberger. La Laussot fu compagna di studi di Bülow e l’incontro fra quest’ultimo e il Buonamici fu molto fruttifero soprattutto perché i rapporti professionali tra Italia e Germania si intensificarono.

Bülow stimava molto il suo nuovo allievo e nelle sue lettere si trovano frequenti riferimenti al Buonamici. Definì la capacità di suonare “in modo celestiale”. Il Conservatorio a Monaco di Baviera aprì le porte a questo giovane talento italiano: gli fu assegnata la cattedra di pianoforte, quella lasciata dal Bülow. Ricoprì l’incarico per soli 3 anni e nel 1873, il B. preferì tornare alla sua città natale, accolto a braccia aperte dai compaesani. Buonamici non amava la sfida e la rivalità che è tipica dei virtuosi, era piuttosto schivo alle esibizioni in pubblico, pur avendo avuto una bella carriera concertistica in Italia e in Germania. Fu in tourneè per ben 4 volte (1887, 1890, 1892 e 1893) a Londra. Il 24 giugno 1887 suonò la Fantasia Corale di Beethoven e il 5 giugno 1890 suonò il concerto “Imperatore”, riscuotendo un enorme successo. Il figlio Carlo è stato uno stimato pianista e insegnante a Boston negli USA.

B. fu concertista stimato. Aveva una tecnica elevata e il suo suono era definito molto colorato e delicato, un tocco formidabile, come scrivevano sulle riviste dell’epoca. Si dedicò alla composizione ma, fu apprezzato per diversi lavori didattici e la revisione di musiche di L.v. Beethoven, M. Clementi e R. Schumann.   Insegnante formidabile e proprio la sua fama da didatta attirò a sé allievi da molte parti d’Europa e anche dalle Americhe. Fu grande amico di F. Listz e di Wagner. Quest’ultimo lo stimava particolarmente come lo dimostra un episodio avvenuto alla prima del Parsifal. Quando calò il sipario per la fine del primo atto, Buonamici che era seduto vicino al palco, si alzò per partecipare all’ovazione generale e Wagner lo vide e disse. “Quando sei venuto?”, Buonamici rispose che glielo avrebbe detto alla fine dell’opera ma Wagner, facendosi aiutare da due spettatori, trascinò Giuseppe vicino a sè e, li rimase per tutta la durata dell’opera.

Per onorare la memoria di G. Buonamici venne istituito nel 1924 il “Premio Buonamici”, riservato al vincitore di un concorso bandito ogni due anni per i diplomati in pianoforte presso il Conservatorio di musica di Firenze, a partire dal 1925.

Nota sulle edizioni della casa editrice Venturini di Firenze

La casa editrice fu fondata da Genasio Venturini nel 1868 a Firenze ed è rimasta in vita  fino a circa il 1906, da quanto rilevato dal bollettino di proprietà intellettuale facilmente reperibile su google.                                                                    La storia delle edizioni musicali italiane curata da I.a.m.l. fa notare che dalla metà dell’800, le case editrici hanno puntato molto sulle raccolte didattiche perché permettevano un buon commercio. Firenze era un polo culturale molto importante e la casa editrice Carisch, attorno al 1918 commercializzava la revisione di Giuseppe Buonamici delle 30 Invenzioni a due e a tre vocidi j.S. Bach. Come scrive Maria Borghesi in “Scripta sonant “un occhio esperto, tuttavia, riconosce nell’impaginazione e nella scarsità di indicazioni interpretative abitudini grafiche ed editoriali precedenti di qualche decennio. Il volume di Carisch, infatti, non è che una nuova impressione di un’edizione realizzata nel 1896 dall’editore fiorentino Genesio Venturini del quale la casa milanese aveva acquisito il fondo nel 1906: di questo precedente rimane traccia sia dall’organizzazione grafica del frontespizio (del quale nella nuova emissione viene modificata solo la ragione sociale), sia dal numero di lastra (che rimane invariato)” e Maria Borghesi continua: “Sin qui, nulla di strano: Buonamici, docente al Regio Istituto Musicale di Firenze si rivolge a una casa editrice locale per la pubblicazione della sua revisione, che poi verrà commercializzata anche nei decenni successivi. Tuttavia, osservando il materiale pubblicitario allegato al volume stampato da Venturini (e poi eliminato da Carisch) si legge che l’«opera [è] adottata alla R. Accademia di Londra, ai R. Istituti Musicali di Bologna, di Firenze ecc.»: se appare comprensibile la diffusione del volume nel contesto italiano, stupisce l’adozione dell’edizione di Venturini nella capitale britannica, sebbene in quegli stessi anni il revisore vi si distinguesse come virtuoso della tastiera. Grazie all’indizio offerto dall’annuncio pubblicitario di Venturini, si è risaliti a una contemporanea edizione (frutto di nuova lastrazione) realizzata nel 1896 dalla casa editrice londinese Augener & Co., che proponeva la revisione bachiana di Buonamici con note in tedesco, inglese e francese. Purtroppo non è stato possibile in questo caso ricostruire eventuali rapporti commerciali tra le case editrici: è probabile che Buonamici stesso abbia proposto la sua revisione ai due editori, i quali, afferendo a bacini d’utenza differenti, erano ugualmente interessati al lavoro del pianista fiorentino.”

Cfr. A.C.M., Giuseppe Buonamici (1846-1914), «The Musical Times», lv/855, maggio 1914, pp. 305-306. 18 Complete Two & three-part Inventions for the Pianoforte by Joh. Seb. Bach. Edited, carefully revised, phrased and fingered by G. Buonamici, London, Augener & Co., [1896], n. ed. 8012, n. l. 11120. La data di pubblicazione è dedotta da un confronto del numero editoriale e di lastra, dal timbro dell’editore nel fondo della prima pagina del testo (1896) e dal timbro del deposito legale alla British Library (3 nov. 1897). anni ’70 con la diffusione delle edizioni Urtext.

Tratto da

  1. I tempi musicali , vol. 55, n. 854 (1 aprile 1914), p. 247
  2. “Scripta sonant” contributi sul patrimonio musicale italiano. 2018 i.a.m.l. Italia, p. 109-111
  3. www.treccani.it

I passaggi del Buonamici fanno parte del progetto La ricerca diventa Arte

Una nuova vita per le opere sconosciute di Ludwig van Beethoven: Un’ esplorazione artistica a cura della pianista professoressa Antonietta Cappelli.

Parte prima

pianista: professoressa Antonietta Cappelli

Esercizi da 1 a 9
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizi da 10 a 12
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizi da 13 a 17
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizio numero 18
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizio numero 19
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizio numero 20
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizio numero 21
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizio numero 22
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizio numero 23
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizio numero 24
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizio numero 25
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizio numero 26
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizi numero 27 e 28
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizio numero 29
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizio numero 30
Antonietta Cappelli, pianoforte

Esercizi numero 31/34
Antonietta Cappelli, pianoforte

Parte seconda

pianista: professoressa Antonietta Cappelli

Fascicolo II: Studi n 1 e 2
Antonietta Cappelli, pianoforte

Opus 27 numero 1 Primo tempo Andante
Antonietta Cappelli, pianoforte

Fascicolo II: Studio numero 3
Antonietta Cappelli, pianoforte

Fascicolo II: Studio numero 4
Antonietta Cappelli, pianoforte

Consiglio sulla pagina del sito:

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