WoO 102 Abschiedsgesang (Canzone d’addio): Die Stunde schlägt, wir müssen scheiden (Scocca l’ora, dobbiamo separarci) per tre voci d’uomo a cappella

Andante ma non troppo

WoO 102 – Abschiedsgesang (Canzone d’addio): “Die Stunde schlägt, wir müssen scheiden” (Scocca l’ora, dobbiamo separarci) per tre voci d’uomo a cappella, maggio 1814, pubblicata nel Supplemento della GA., 1888. GA. n. 273 (serie 25/10) – B. 263 – KH. (Wo0)102 -T. 207 (attribuito erroneamente al 1816).

Il manoscritto originale è conservato nella biblioteca del conservatorio di Parigi. Gli abbozzi si trovano fra quelli del secondo Finale della terza redazione del Fidelio. Pagina d’addio, su parole semi-umoristiche di Joseph v. Seyfried, fratello del direttore Ignaz v. Seyfried (il noto amico e collaboratore di Beethoven nell’allestimento e nella direzione di concerti), composta per invito del magistrato viennese Mattia Tuscher (altro amico di Beethoven) in occasione della festa d’addio ad un dottor Leopold Weiss, trasferito in Stiria. 

 [Da Biamonti Giovanni – Catalogo cronologico e tematico delle opere di Beethoven comprese quelle inedite e gli abbozzi non utilizzati, Torino, ILTE 1968]

Titolo ufficiale: Wo O 102 Abschiedsgesang Lied (B-dur) nach einem Gedicht von Joseph Ritter von Seyfried für zwei Tenöre und Bass Widmung: -NGA XII/2 AGA 273 = Serie 25/10

Origine e pubblicazione: Canto composto probabilmente nell’aprile/maggio 1814 a Vienna. La prima edizione fu pubblicata postuma nel 1888 come parte dell’AGA da Breitkopf & Härtel a Lipsia. Secondo Otto Jahn, Beethoven scrisse questa canzone su richiesta di un suo amico, il magistrato Mathias Tuscher, per la festa d’addio di un certo Dr. Leopold Weiss, “Advocate in Vienna”, prima di trasferirsi a Steyr nell’Alta Austria. La datazione si basa sui abbozzi superstiti, che sono stati realizzati mentre il compositore stava lavorando al secondo finale del “Fidelio” op.72. Sul dott. Leopold Weiss non è stato possibile trovare altri dettagli. Testo: Secondo Jahn, la poesia fu scritta da Joseph Ritter von Seyfried (1780-1849), fratello minore del compositore Ignaz Ritter von Seyfried. Nel 1819/20 fu direttore della Verlag di Steiner & Comp. e pubblicò articoli anche per due giornali viennesi, Wiener Zeitungen Der Sammler e il Der Wanderer.

Prima esecuzione probabilmente alla suddetta festa d’addio. Abbozzi A-Wgm, A 40 (“Dessauer”), pp. 70-72. Datazione: aprile/maggio 1814, trascrizione parziale: Nottebohm/Beethoveniana ll pagina 297. Partitura: F-Pc (in: Pn), Ms 22. (vedi foto). Titolo: foglio 1 recto in basso „von LvBthwn um nicht weiter – tuschirt zu werden“. 4 fogli; 5 pagine di testo musicale. Carta: formato verticale, 40 x 26,5 cm, 20 righe (pentagramma aggiuntivo disegnato a mano libera a pagina 1 versus). Provenienza: Mathias Tuscher. – Aloys Fuchs, Vienna (secondo il „Catalog über Ludwig van Beethoven’s sämmtliche Werke thematisch zusammengestellt von A. F. 1843“ di Fuchs: „die eigenhändige Partitur dieses noch gänzlich unbekannten Stücks hat mir Hr. v. Tuscher für meine Sammlung verehrt.“). – Sigismund Thalberg. – Carl Meinert, Dessau (catalogo/Bonn 1890, n. 241). – Charles Malherbe, Parigi. – 1912 con la sua eredità alla F-Pc. – Dal 1964 conservato alla F-Pn. Facsimile: Gallica. Descrizioni: Unger/Conservatoire p.93 — Tiersot/Manuscrits pagina 70.

La copia del lascito di Otto Jahn in D-B (Ms. Mus. 1249/20; Rapporto di revisione AGA serie 25 p. III) servì da modello per l’AGA. Nota sul foglio 1 recto di ​​Jahn: „Das Terzett schrieb Beethoven auf Ansuchen des damal. Magistratsrathes Math. Tuscher für das Abschiedsfest des Dr. Leop. Weiss, Advokat in Wien, vor der Uebersiedlung des letzteren nach der Stadt Steyer. Der Text ist von Jos. Ritter v. Seyfried. Auf dem Original bei Al. Fuchs steht unten am Rande: ,von Beethoven – um nicht wieder tuschirt zu werden/“  e ancora da altra mano: „Die Bleistift=Correcturen enthalten die von Herrn S. Bagge mit dem Autograph aus Thalbergs Besitz (jedenfalls das Fuchssche Exemplar) besorgte Collation. / [unleserliche Initialen]“.

Prima edizione nell’  AGA. Bibliografia: JTW pp. 224-229, 341. – TDRIII p. 483.

WoO 102 fa parte del progetto La ricerca diventa Arte

Una nuova vita per le opere sconosciute di Ludwig van Beethoven: Un’ esplorazione artistica.
Performed by Claire Latosinsky (Soprano), Benjamin Gabbay (Tenor), and Nicholas Wanstall (Bass).

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