WoO 71 Variazioni (12) in la maggiore sulla danza russa dal balletto Das Waldmädchen di Paul Wranitzky

Thema – Allegretto (La prima parte senza replica)

WoO 71 Variazioni (12) in la maggiore sulla danza russa dal balletto “Das Waldmädchen” di Paul Wranitzky, 1801, pubblicate a Vienna, Traeg, 1802. Dedicate alla contessa di Browne, autunno 1796 , pubblicate a Vienna, Artaria, aprile 1797. G.A. numero 170 (serie 17/9) – Biamonti 107 – Bruers 182 – Kinsky-Halm (WoO)71 – L.IV, pagina 316/5/a – Nottebohm pagina 156 – P.83, Thayer 47.

Il manoscritto originale è sconosciuto. Thayer-Riemann (II,58) ci informa che il balletto “Das Waldmädchen” (La ragazza della foresta), del compositore moravo Paul Wranitzky, fu rappresentato a Vienna, teatro di Porta Carinzia, il 23 ottobre 1796, con successo – dovuto, soprattutto, alle danze straniere, specialmente quella moscovita, che vi erano introdotte – tanto da venir replicato lo stesso anno per sedici volte. Come per le precedenti variazioni, pure di Beethoven, sul tema di un Minuetto alla Viganò, l’editore ebbe particolare cura di ricordare nel titolo il nome della ballerina (“XII Variations pour le clavecin ou pianoforte Sur la danse russe dansée par M.lle Cassentini dans le Ballet: Das Waldmädchen“) mostrando così di fare assegnamento, per la diffusione, sulla notorietà dell’avvenimento teatrale che aveva dato all’opera la prima origine. Le variazioni, come altre del genere composte dal maestro nella stessa epoca, hanno più che altro un carattere di affermazione artistica mondana e brillante; senza, naturalmente, che ne sia risultato qualche cosa di troppo comune o banale.

Origine ed edizione: probabilmente composta nel dicembre 1796 / gennaio 1797. L’edizione originale fu pubblicata nell’aprile 1797 da Artaria a Vienna.

Beethoven deve aver composto queste variazioni dopo il 23 settembre 1796 (data della prima mondiale del balletto “Das Waldmädchen”) e prima del 29 aprile 1797 (data della pubblicità dell’edizione originale nella Wiener Zeitung). Poiché è annotato un abbozzo su un foglio di schizzi di un frontespizio per “Adelaide” op.46, la cui edizione fu annunciata l’8 febbraio 1797,   (fonte 1.1.3), Douglas Johnson presume che WoO 71 sia stato composto nel dicembre 1796 o gennaio 1797 (Johnson / Fischhof vol.1 p. 431).

Queste variazioni sono basate sul tema del balletto  “„Das Waldmädchen“ di Josef Trafieri (ca 1755-ca 1799) con musiche di Paul Wranitzky (1756-1808) e Joseph Kinsky. Fu rappresentato in anteprima il 23 settembre 1796 al Kärntnertortheater di Vienna e rimase in cartellone sino al 4 luglio 1804 replicato 130 volte nel teatro di corte (Hadamowsky / teatro di corte parte 1 p. 137). Wranitzky e Kinsky hanno utilizzato il tema del “Rondeau Russe” (una variante della canzone popolare russa “Kamarinskaja”) dal 14 ° Concerto per violino di Giovanni Mane Giornovichi (1740-1804 circa).

La riduzione per pianoforte stampata da Tranquillo Mollo (in Vienna) include il riferimento: “Russe par Jarnovich” (p. 20). A Joseph Haydn viene attribuito un arrangiamento di questo tema per un Flötenuhr (Hob. XIX: 4), che probabilmente non fu creato nel 1772 (Schmid / Flötenuhr p. 210-213), come normalmente viene riferito,  ma più probabilmente alla fine del 1796 (HaydnGA / Flötenuhrteile p. 82).

Dedica: ad Anna Margarete, contessa von Browne-Camus, geb. von Vietinghoff, vedi op. 10. Come ringraziamento per questa dedica, Beethoven ricevette in regalo un cavallo da equitazione dal Conte Browne (Wegeler / Ries p. 120s). La prima esecuzione non ci è nota.

Ecco i pochi schizzi sopravvissuti:

(1) D-B, Mus. ms. autogr. Beethoven 28 („Fischhof“), Bl. 27r, 29v. Datazione: dicembre 1796 / gennaio 1797 (Johnson / Fischhof vol.1 p. 431), assegnazione a WoO 71 non del tutto stabilita, facsimile: SBB / microfiches, trascrizione: Johnson / Fischhof vol.2 p. 133.

(2) GB-Lbl, Add. Ms. 29801 („Kafka“), Bl. 59r. Datazione: 1796 / gennaio 1797 (Johnson/Fischhof Bd. 1 S. 431), Faksimile e trascrizione: Kerman/Kafka vol. 2 pagina. 89.

(3) D-BNba, BH 99 Data: dicembre 1796 / gennaio 1797 (Johnson / Fischhof vol. 1 p. 431), facsimile: DBH / online, trascrizione: Johnson / Fischhof vol. 2 p. 133 s.

Prima edizione a stampa: 1797 (Aprile). Wien, Artaria et Comp., VN/PN 696. – Titolo: „XIIVARIATIONS / Pour le Clavecin ou Piano-Forte / Sur la danse Russe dansee par Mlle Cassentini / dans le Ballet: das Waldmädchen / Composees et dediees / Ä Madame La Comtesse de Browne / nee de Vietinghoff / Par / Louis van Beethoven / N° [hs.: 4] /

Das Waldmädchen di Paul Wranitzky fa parte del progetto La ricerca diventa Arte

Una nuova vita per le opere sconosciute attorno Ludwig van Beethoven: Un’ esplorazione artistica a cura di Jana ArcoDiva

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WoO 71 fa parte del progetto La ricerca diventa Arte

Una nuova vita per le opere sconosciute di Ludwig van Beethoven: Un’ esplorazione artistica con note tecniche a cura della pianista professoressa Antonietta Cappelli.

Tema composto da 19 battute, in tempo 2/4 e ritmo anacrusico. Forma ABB.

Questa struttura si conserva in tutte le variazioni, fatto eccezione per la n.12 scritta sempre in tempo binario ma a suddivisione ternaria.

Il tema si presenta molto chiaramente e la scrittura si presenta in stile contrappuntistico, molto evidente poi nella variazione n.6.

Siamo di fronte ad un Beethoven giovane che sta esplorando il suo modo di comporre.

La scelta della tonalità e il gioco modo maggiore/modo minore, creano contrasti di carattere. La brillantezza e spensieratezza del LA maggiore lascia posto alla malinconica e catartica tonalità di LA minore. Terzine, sincopi, contrattempi, fraseggio, scale, arpeggi, ottave… tengono viva l’attenzione di chi suona e di chi ascolta.

Tutti gli elementi di quest’opera, com’è noto, mettono in luce la grande padronanza della tastiera del nostro amico Beethoven. I romantici definiranno il genio come VIRTUOSO e Beethoven lo è stato senza ombra di dubbio.

Quest’opera è un esercizio ‘ginnico’ per qualsiasi pianista.

‘La ragazza della foresta’ è ben rappresentata: scene e scenografie riecheggiano nei suoni!

Beethoven prende il tema, lo volta e rivolta e crea questi balletti differenti e unici, angoli di foresta che la ragazza sceglie per ballare. Ritroviamo momenti più gioiosi e spensierati nelle var.1-2-4-8 e 9; enigmatico nella n.3; furioso nella n.7 (che definirei ‘Tarantella infernale’) e n.10; placido e appassionato nella n.5; lirico e delicato “le pas a deux” della var.6; e infine un’esplosione di malinconia nella n.11 che prepara la villanella della variante 12 per poi esplodere nella cadenza finale.

Antonietta Cappelli

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