La morte di W. A. Mozart: cause e misteri
Articolo a cura del Dott. Santi Notaro
I testi e i documenti di questa pagina sono stati curati dal dottor Santi Notaro, laureato in giurisprudenza presso l’università degli studi di Firenze ed ex magistrato, cultore e studioso della musica e della sua storia, con particolare riguardo ai grandi musicisti della prima scuola di Vienna (soprattutto, Beethoven).
Mozart moriva a Vienna 55 minuti dopo la mezzanotte (quindi all’una meno cinque) del giorno 5 dicembre 1791.[1] Essendo nato il 27 gennaio 1756, aveva quasi 36 anni: certamente una età alquanto giovane, ma non prematura, per l’epoca.[2] Quando Mozart morì, secondo il racconto[3] della cognata Sophie Haibel (presente all’evento), vi erano anche la moglie Constanze ed il suo allievo prediletto F. Sussmayr. Sempre secondo il racconto di Sophie, fu chiamato il medico curante, dr. Nicholas Closset, il quale venne a visitare il morente (solo dopo che ebbe fine l’opera cui assisteva a teatro)[4] e prescrisse impacchi freddi per calmare la forte febbre: cosa che, sempre secondo il racconto della cognata, avrebbe accelerato la fine del musicista per lo shock causatogli.
Allarmato dal peggiorare delle condizioni del paziente, Closset cercò l’aiuto, per un consulto, del collega dr. Matthias von Sallaba, medico capo dell’ospedale generale, ma subito i due medici si dimostrarono pessimisti sulle possibilità di sopravvivenza di Mozart.[5] Pare, ma non è certo, che sia stato chiamato un prete per somministrare al musicista la estrema unzione. Prete che si sarebbe rifiutato di intervenire per il fatto che Mozart fosse un massone[6]. Quanto alla causa ufficiale della morte, il registro dei morti della parrocchia di Santo Stefano, a Vienna, in data 5 dicembre 1791, indicava la dicitura “febbre miliare acuta”.[7] Nessun certificato di morte è stato ritrovato e pare che i due medici si siano rifiutati di rilasciarne uno, attesa la non poco chiara causa mortis. Non fu effettuata alcuna autopsia[8].
Il corpo del compositore veniva composto dal suo fidato factotum, Joseph Deiner,[9] su un catafalco eretto nel suo studio accanto al fortepiano ed avvolto in una tunica nera[10], il cui cappuccio ricopriva la testa fino alla fronte. All’alba del 5 dicembre veniva il conte Joseph Deym, che gli prendeva l’impronta del volto per la maschera mortuaria.[11] Poi, messo nella bara, il corpo era trasferito il giorno successivo nella cattedrale di Santo Stefano, dove veniva benedetto in una cappella, davanti ad un pulpito segnato da una croce, chiamata Cappella del Crocifisso. Lo stesso 6 dicembre, infine, era portato in una tomba nel cimitero di San Marco, insieme ai corpi di altre persone del quartiere, morte quel giorno.
Mozart veniva sepolto in una fossa comune, profonda mt 2,25, insieme ad altri corpi posti in due strati, ciascuno coperto da calce viva[12]. La fossa comune rimase senza nome. Il funerale di Mozart fu di 3^ classe, il meno costoso fra quelli disponibili,[13] ma non fu il funerale di un povero. Poche persone[14] avrebbero (il condizionale è d’obbligo, non essendovi notizie precise al riguardo) accompagnato il feretro fino alla porta della città, essendo dovute tornare indietro per le pessime condizioni del tempo: bufera di neve e vento. Peraltro, nel 1960, veniva ritrovato il diario di tale conte Karl von Zinzendorf, ove si diceva che nei giorni 5-6-7 dicembre 1791 a Vienna il tempo non era affatto brutto e non si faceva menzione né di pioggia né di bufera di neve, ma solo di un vento che avrebbe spazzato la nebbia che gravava sulla città.[15]
Come si diceva, il luogo della sepoltura di Mozart è rimasto ignoto. Pare che l’unico a conoscerne l’esatta ubicazione fosse il becchino, tale Joseph Rothmayer il quale, rendendosi conto della importanza della persona sepolta, annotò su una agenda il luogo esatto e avvolse un fil di ferro intorno al collo del morto. Quando 7 o 10 anni dopo quel che restava del corpo, insieme ad altri, fu riesumato per far posto ad altre salme, il becchino si impossessò del cranio di Mozart, che fu venduto a terze persone come una reliquia, fino ad approdare al Mozarteum di Salisburgo. Sulla cui autenticità, peraltro, non tutti gli studiosi sono d’accordo.[16]
E veniamo a quelle che sarebbero state le possibili cause della morte di Mozart.
Come si diceva, il registro dei decessi della parrocchia di Santo Stefano, ed i pochi necrologi che accompagnarono la scomparsa del musicista, parlavano di “febbre miliare acuta”. Ora questa dicitura evidenzia un termine medico usato nei secoli passati per indicare una malattia infettiva che provocava febbre acuta e prolungata, associata ad eruzioni cutanee simili a grani di miglio (da qui, il termine miliare) e che poteva portare alla morte.[17] Peraltro, secondo i vari musicologi e medici che si sono interessati della questione, la definizione di “febbre miliare acuta” è generica ed insoddisfacente, dato che descrive vagamente i sintomi, ma lascia in ombra la causa. E su quella che sarebbe stata la vera causa della morte di Mozart, regna la più grande incertezza, essendo state fatte qualcosa come oltre 150 diagnosi, nessuna delle quali è risultata soddisfacente.[18] Fra l’altro, molti termini medici usati nella medicina del 18° secolo sono equivoci e non corrispondono a quelli della moderna medicina. Vediamo, quindi, quali sono le possibili cause di questa morte, analizzate dagli studiosi, e quale è quella che appare la più probabile.
Anzitutto, va osservato che la morte di Mozart fu improvvisa. E’ vero che il 1791 fu per il compositore un anno di stess particolare: molti degli amici e conoscenti notarono un notevole pallore sul volto, debolezza (attribuiti alle fatiche dei continui viaggi effettuati da bambino e da ragazzo)[19] ed una personalità incline alla depressione ed alla paranoia[20]. Depressione che si fece più evidente con il passare dei mesi. Ma nulla faceva presagire ciò che si sarebbe verificato alla fine dell’anno. Infatti, nonostante tutto, Mozart proprio in questo periodo fu di una produttività notevole, componendo e rifinendo lavori impegnativi[21] e dirigendone, fino a qualche giorno prima di mettersi a letto, alcuni (il 18 novembre 1791 aveva diretto la cantata funebre massonica K 623, da lui composta pochi giorni prima; qualche mese prima -30 settembre 1791- aveva diretto al fortepiano l’opera “Il Flauto magico” K 620, composta quell’anno).
E, secondo il racconto della cognata Sophie[22] (riportato nella biografia di Nissen) e da quanto evidenziato dagli studiosi, egli si mise a letto il 20 novembre 1791, assalito da febbre alta, dolori addominali, vomito e con gonfiore in varie parti del corpo: tanto che (sempre secondo il racconto della cognata) dovettero confezionargli una veste da camera che si apriva da dietro in modo che la potesse calzare senza fare eccessivi movimenti, tanta era la sua difficoltà a muoversi. Situazione che andò peggiorando a vista d’occhio in 15 giorni, fino all’esito fatale. Le cause più probabili sono state raggruppate dagli studiosi e dai medici, che si sono occupati della questione, in cinque gruppi: malattia iatrogena, infezione con malattia cardiovascolare, malattia renale, avvelenamento, emorragia cerebrale. Malattia iatrogena. Con tale termine, si intendono una patologia, effetti collaterali o complicanze causate da trattamenti medici risultati errati. Nel caso di Mozart tali trattamenti sarebbero consistiti, secondo alcuni studiosi, in salassi (molto comuni all’epoca, che avrebbero indebolito il malato) e negli impacchi freddi prescritti dal medico curante Closset. Quanto ai salassi non risulta, dalle persone presenti, che negli ultimi giorni ne fossero stati praticati al compositore (nulla dicono al riguardo la moglie e la cognata Sophie). Quanto agli impacchi freddi, l’unica testimonianza è quella della cognata Sophie, che precisava che quando al morente furono praticati tali impacchi, su ordine del medico curante, per calmare la febbre, questi ebbe dei sussulti ed entrò in coma.
Anche in tal caso, peraltro, non si hanno prove mediche attendibili (praticare impacchi freddi, invece, dovrebbe essere di giovamento per abbassare la febbre alta).
Infezione
A parte la questione della infezione da sifilide, di cui si parlerà più avanti (nella parte relativa all’avvelenamento), altra causa di infezione ritenuta da alcuni studiosi è quella della endocardite batterica, dovuta a trichinellosi[23]. Essa si baserebbe sulle dichiarazioni di Mozart alla moglie in una lettera scritta ca 50 giorni prima della morte, nella quale il musicista confidava di avere mangiato e gustato una cotoletta[24]. Siccome la trichinella è un parassita che si trova nella carne di maiale (e di altri animali come cinghiale, selvaggina, cavallo) e si trasmette all’uomo, detti studiosi ritengono che la cotoletta mangiata da Mozart fosse poco cotta. In più, siccome il periodo di incubazione della malattia dura ca 50 giorni e, all’epoca, detta causa era sconosciuta[25], secondo detti ricercatori sarebbe stato lo stesso Mozart a rivelare, indirettamente, la causa della sua morte.
Malattia renale
Secondo altri studiosi e medici che hanno analizzato la documentazione esistente, Mozart sarebbe morto per uremia (dovuta ad infezione alle vie urinarie e che si verifica negli stadi avanzati di insufficienza renale cronica), i cui sintomi (stanchezza- nausea- vomito-sudorazione- pallore- gonfiore alle gambe) corrisponderebbero con quelli descritti dai presenti. L’uremia avrebbe avuto origine dalle frequenti infezioni streptococciche, che colpirono il compositore nel corso della sua vita e che gli avrebbero causato una nefrite (infiammazione dei reni). E secondo tali studiosi una “fotografia” di tale stato del musicista sarebbe evidenziabile nell’ultimo ritratto fattogli dal cognato Joseph Lange (marito della cognata Aloysia), ritratto indicato dalla moglie Constanze come il più somigliante, ove questi appare pallido in volto, dall’aria affaticata e con gli occhi gonfi.
Non pare invece che abbia credito scientifico la malformazione del padiglione dell’orecchio sinistro di Mozart, malformazione legata, secondo alcuni, a malattie renali. Invero anche il suo secondo figlio (Franz Xaver Wolfgang) aveva ereditato la medesima malformazione, ma visse fino alla rispettabile età di 53 anni (1791-1844) e non risulta da alcuna certificazione che la sua fine sia stata causata o accelerata da insufficienza renale[26].
Avvelenamento
Al riguardo, va sfatata la diceria che autore dell’avvelenamento di Mozart sarebbe stato il “rivale” Antonio Salieri. Questi, all’epoca, ricopriva la carica di maestro di cappella alla Corte Asburgica ed era insegnante e compositore di corte. Era uno dei musicisti italiani che avevano fatto fortuna presso gli Asburgo e che ricoprivano incarichi importanti e ben retribuiti. La diceria prese corpo quando Salieri, colpito da demenza senile, nel 1823 si autoaccusò dell’avvelenamento e della morte di Mozart. Da questo trasse spunto Aleksandr Puskin che scrisse nel 1830 una tragedia intitolata “Mozat e Salieri”, in cui l’invidia di quest’ultimo per Mozart sarebbe arrivata al punto da renderlo autore dell’avvelenamento.[27] Invero, sulla innocenza di Salieri si espresse già all’epoca, con vigore, il letterato Giuseppe Carpani nel 1824, il quale si avvalse della testimonianza del dr von Lobes, medico vicino a quelli che avevano cercato di curare Mozart morente, ed anch’egli difensore della innocenza del musicista italiano[28].
Inoltre, se si fosse trattato di fatto realmente avvenuto, Beethoven[29] non avrebbe dedicato a Salieri le tre sonate per violino e pianoforte op. 12. Altro elemento, che smentisce definitivamente tale diceria, va ravvisato nel fatto che, dopo la morte di Mozart, Salieri ne accolse il secondo figlio -Franz Xaver Wolgang- per impartirgli lezioni di composizione. Messo da parte, definitivamente, Salieri, i possibili candidati per un avvelenamento sono più di uno e tali ipotesi nascono da indizi clinici e da elementi fattuali. Certamente il vomito improvviso, la febbre alta ed il gonfiore di varie parti del corpo possono essere sintomi legati ad una ipotesi di avvelenamento. Lo stesso Mozart, secondo il racconto della moglie Constanze, poche settimane prima di morire e durante una gita in carrozza al Prater, le avrebbe confidato di essere stato avvelenato e che gli era stata somministrata acqua tofana[30]. Sulla ipotesi dell’avvelenamento vi sarebbero vari indiziati. Primo fra tutti, Il barone Gottfried van Swieten.
Mozart avrebbe contratto la sifilide per via delle sue molteplici scappatelle (forse, anche, per avere frequentato delle prostitute). A quel tempo detta malattia si curava con dosi di mercurio. Van Swieten (che era figlio del medico di Maria Teresa, il quale aveva messo a punto una ricetta a base di mercurio per la cura della sifilide), nel tentativo di curare Mozart, suo amico, e per evitare che la moglie si accorgesse di tale malattia, gli avrebbe somministrato dosi eccessive di tale sostanza e, quindi, colposamente avrebbe cagionato la morte del musicista[31]. Tuttavia, sulla presunta sifilide di cui avrebbe sofferto Mozart, non vi sono prove certe.
Poi la moglie Constanze.
Secondo alcuni studiosi, la moglie avrebbe propinato a Mozart dell’acqua tofana per nascondere una relazione intrecciata con l’allievo di suo marito, Franz Xaver Sussmayr. Mozart, pur amando la moglie, la tradiva spesso con altre donne, quali sue allieve di pianoforte e cantanti. Sulle prime Constanze cercò di perdonare le scappatelle del coniuge. Ma, colma la misura, quando si recò a Baden per curare i postumi di una tromboflebite post-partum, avrebbe intrecciato una relazione con l’allievo prediletto di quest’ultimo. E pare anche che Mozart qualche sospetto lo avesse avuto, come testimonierebbero alcune lettere in cui il compositore raccomanda alla moglie, di stanza a Baden, di stare attenta al suo onore ed a quello del marito ed alle persone che frequentava.[32] Del resto, sempre secondo tali studiosi, la “cattiveria vendicativa” di Constanze si sarebbe manifestata nel fatto che non seguì il funerale del marito (si disse perchè troppo avvilita e provata dall’evento); che, a chi le faceva osservare che sarebbe stato bene mettere una croce nel luogo di sepoltura di Wolfgang, avrebbe risposto che vi avrebbe provveduto il custode del cimitero; che, solo dopo 17 anni (nel 1808), si recasse al cimitero insieme al secondo marito Nissen ed al figlioletto minore Franz Xaver per cercare di rintracciare il luogo di sepoltura del primo marito, ma con esito negativo; che si sarebbe rifiutata di fare erigere (o, comunque, di partecipare alla sua erezione) un monumento funebre in onore dello scomparso (cosa che fecero, invece, vari ammiratori di Mozart)[33]; che non avrebbe tenuto con la dovuta cura la maschera mortuaria del volto del marito, che il conte Deym fece il giorno della morte (dichiarò nel 1820 che si era frantumata in mille pezzi per essere caduta a terra).
Anche la massoneria.
Secondo alcuni, la massoneria aveva più di un motivo per eliminare Mozart. Il musicista, il 14 dicembre 1784, si iscrisse come “apprendista” alla loggia “Alla beneficenza” (poi confluita in quella più grande “Alla felicità coronata”), ove percorse tutti i vari gradi (apprendista-compagno-maestro). La massoneria (che era tollerata da Giuseppe II ed aveva come obiettivo anche quello della mutua assistenza fra i fratelli massoni) aveva un suo rigido cerimoniale di ingresso ed era molto gelosa della osservanza di queste regole da parte dei suoi adepti, tanto da scomunicare e da infliggere sanzioni severe a coloro che le avessero violato. Mozart (oltre ad avere composto musiche per i fratelli massoni defunti -musica funebre massonica-) nel 1791 aveva composto l’opera il “Flauto magico”, ove vi era una forte allusione ai riti massonici[34]. L’avere violato la segretezza di tali rituali e, soprattutto, l’avere anche sbeffeggiato alcuni di questi principi su cui si reggeva la massoneria[35], avrebbe indotto i vertici ad ordinare la morte del musicista[36], che sarebbe stato avvelenato con una dose proprio di acqua tofana, versatagli in un bicchierino di rhum. Secondo altri studiosi, peraltro, a questa ipotesi andrebbe aggiunto il fatto (come dichiarato dalla moglie e come risulterebbe da alcuni appunti scoperti dopo la sua morte)[37] che Mozart progettava di creare una sua loggia segreta (la “Grotta”), della quale avrebbe anche scritto lo statuto, e nella quale progettava di dare ingresso pure alle donne. Infatti egli intendeva applicare i principi di uguaglianza e libertà, propri dell’illuminismo, con il consentire la partecipazione alla sua loggia anche alle donne, sovvertendo la regola che consentiva solo agli uomini la partecipazione a logge massoniche.
Anche nel “Flauto magico”, pieno di simbolismi massonici,[38] sintomatica, al riguardo, è la scena della principessa Pamina che veniva ritenuta degna di essere iniziata e di essere ammessa al sacerdozio.
Pure il clan dei musicisti italiani
Gli italiani, che al tempo di Mozart ricoprivano i più alti incarichi presso la corte imperiale e presso le altre Corti musicali sparse nel territorio dell’impero[39], sarebbero stati invidiosi del genio mozartiano il quale, come disse qualcuno di costoro dopo la sua morte, se avesse continuato a produrre quella messe di capolavori che in 35 anni era riuscito a produrre, avrebbe tolto loro il pane di bocca.[40]
In più l’invidia sarebbe nata dal fatto che Mozart avrebbe comprato una notevole quantità di lavori di vari Kapellmeister, adattandoli e spacciandoli per lavori propri[41].
Emorragia cerebrale
Secondo altri studiosi,[42] Mozart sarebbe morto per le bastonate inflittegli (o fattegli infliggere) da un marito geloso. Le bastonate avrebbero causato un trauma cranico ed il grosso ematoma formatosi sarebbe stato responsabile del gonfiore del corpo, del vomito, di difficoltà respiratoria e di una emiparesi. E questo, secondo detti studiosi, in considerazione del fatto che il musicista, fino al giorno 20 novembre -giorno in cui si sarebbe messo a letto- sarebbe stato in buona salute, tanto da dirigere fino a qualche giorno prima, come s’è visto, alcune sue opere. Quindi, l’improvviso aggravamento sarebbe stato conseguenza del trauma cranico riportato (per le bastonate o per la caduta dovuta alle bastonate). E gli elementi, a sostegno di tale tesi, sarebbero i seguenti: -su quello che si dice essere il cranio di Mozart sarebbe stata rilevata una frattura longitudinale, lunga dieci centimetri, sulla regione temporo-parietale sx. In particolare, la frattura sarebbe stata localizzata sul lato sx del cranio, cinque centimetri sopra l’orecchio, disposta obliquamente verso l’alto e all’indietro per dieci centimetri. Inoltre, la superficie interna del cranio mostra l’impronta di un coagulo di sangue formatosi a causa della emorragia (ematoma epidurale)[43]; -il cadavere del musicista sarebbe stato composto sul catafalco, vestito di una tunica nera che gli copriva anche la testa fino alla fronte[44], per nascondere gli eventuali segni del forte trauma subito; -non fu fatta l’autopsia sul corpo su suggerimento del barone van Swieten (regista per conto dell’imperatore di tutta la vicenda funebre del compositore), per evitare che si scoprisse la vera causa mortis;
-l’affrettato seppellimento di Mozart (seppellimento che sarebbe avvenuto il giorno 6 dicembre, subito dopo la benedizione della salma in S. Stefano) dato che, se si fosse scoperta la vera causa mortis, essa avrebbe gettato una luce poco edificante sul musicista Mozart, gloria musicale dell’impero, travolto da uno scandalo di corna;
– disporne il seppellimento (sempre su suggerimento di van Swieten) in una fossa comune, senza alcun riconoscimento, proprio per evitare che una successiva riesumazione del corpo potesse consentire l’effettuazione della autopsia in un secondo momento;
-l’ulteriore strana coincidenza che, il giorno dopo la morte di Mozart, il marito geloso si suicidasse, dopo avere cercato di uccidere la moglie che lo avrebbe tradito, moglie che però sarebbe rimasta solo gravemente sfregiata dalle rasoiate infertele dal coniuge;
-il fatto che il suicida, anzichè essere seppellito in terra sconsacrata avvolto in una pelle di vacca, come usava a quei tempi per i suicidi, fosse stato semplicemente sepolto fuori la cinta urbana, a dimostrazione del fatto che il suicidio del marito fosse stato un atto imposto dalle autorità per evitare che lo scandalo esplodesse;
-quanto al marito geloso, si sarebbe trattato di Franz Hofdemel (funzionario della Cancelleria imperiale, amico e fratello massone di Mozart, al quale in passato aveva prestato del danaro), la cui bella ed affascinante moglie, Magdalena, era stata allieva di pianoforte del compositore e che, pare, avrebbe confessato al marito le avances pesanti del musicista nei suoi confronti;[45]
-il fatto che il 10 maggio del 1792, quindi 5 mesi dopo la morte di Mozart, Magdalena Hofdemel partorisse un maschietto -Johann Alexander Franz.- che si riteneva fosse frutto della storia avuta con Mozart;[46]
-la storia fra Magdalena e Mozart era stata oggetto di voce corrente: Karl Czerny, allievo di Beethoven, narrava che il suo maestro, quando gli fu proposto di suonare per la vedova Hofdemel, rifiutò di farlo per via di quella storia che aveva avuto con Mozart.[47]
Vi era anche una lettera scritta da Karl Friedrich Zelter, compositore e consulente musicale di Goethe, datata 19 agosto 1827, nella quale questi affermava: ”ricordiamo le circostanze della morte di Mozart fin troppo bene. Come risultato di una preparazione molto approfondita, la sua produzione fu così scorrevole che egli ebbe tempo per fare cento cose, tempo che trascorse con le donne; per conseguenza ciò non gli fece alcun bene”;[48]
-Constanze, che evidentemente era a conoscenza della storia e che aveva acconsentito alla orchestrazione dei fatti da parte di van Swieten, pur non avendone diritto (Mozart era stato nominato Kammerkompositeur solo con decreto del 7 dicembre 1787 dell’imperatore Giuseppe II) otteneva dall’imperatore Francesco II una pensione, sia pur minima, di 266 fiorini annui[49]. Anche Magdalena otteneva una pensione di ben 560 fl annui, nonostante il marito avesse uno stipendio di soli 400 fl annui, come funzionario della cancelleria imperiale: a dimostrazione del fatto che le due vedove ebbero una pensione, non dovuta, come corrispettivo del loro silenzio (Magdalena si rifiutò sempre di raccontare come realmente si fossero svolti i fatti) e del coinvolgimento di alti personaggi dell’impero per soffocare lo scandalo.[50]
Fin qui, le varie e suggestive ipotesi formulate da studiosi e da medici appassionati sulla morte di Mozart. Al di là delle tesi avanzate (alcune delle quali motivate con logica e con argomentazioni coerenti) e senza potere dire nulla di preciso al riguardo, secondo la medicina moderna la probabile causa della morte di Mozart sarebbe consistita in una serie di concause naturali: aggravamento di attacchi del male che il compositore aveva avuto nella primissima infanzia[51]; la insufficienza renale latente da tempo; la febbre reumatica acuta causata da una infezione che infuriò a Vienna nel 1791.[52] Patologie che quasi certamente causarono un blocco renale, con interessamento del cuore.[53] E a parte l’irrisolto aspetto scientifico, una voce che circolava in pieno romanticismo a metà dell’800 attribuiva la morte improvvisa di Mozart al fatto che in Paradiso si era reso vacante il posto di kapellmeister, per cui c’era bisogno di un nuovo maestro di cappella.



