Wolfgang Amadeus Mozart, noto per la sua musica da concerto e per l’opera, scrisse numerose Messe che erano eseguite durante le festività natalizie. Le sue composizioni sacre, come la Messa in do minore, K. 427 (Spatzenmesse), caratterizzata da un’intensa drammaticità, la Messa in do maggiore, K. 317 (Coronation Mass), con la sua raffinatezza melodica e il suo carattere solenne, e la Messa in si bemolle maggiore, K. 275 (Messa del Papa), che riscuoteva un enorme successo liturgico, erano molto apprezzate nelle chiese viennesi. Mozart, con la sua straordinaria abilità nel combinare la bellezza melodica con la profondità spirituale, è ancora oggi considerato uno dei compositori più significativi nella musica sacra.
Al fianco di Mozart, un altro grande compositore della Vienna classica fu Joseph Haydn: “Mozart, in un periodo di grande fermento culturale e musicale a Vienna, non solo esprimeva la sua maestria nelle opere da concerto, ma si immerse anche nel mondo della musica sacra, scrivendo messe che univano perfezione musicale e profonda spiritualità.” (Blankenburg, A. (1998). Mozart und seine Zeit: Eine Musikgeschichte der Wiener Klassik)
Le sue Messe, come la Missa in tempore belli, scritta nel 1796 durante le guerre napoleoniche, la Missa Sancti Bernardi de Feltre, considerata una delle sue opere più potenti dal punto di vista liturgico, e la celebre Nelson Mass, composta nel 1798 per celebrare la vittoria di Napoleone, venivano eseguite regolarmente nelle chiese viennesi. Haydn riusciva a coniugare una maestosità formale con una profondità emotiva che rispondeva perfettamente alle esigenze liturgiche, diventando così una figura centrale nella vita religiosa viennese.
Ludwig van Beethoven, pur essendo principalmente conosciuto per le sue Sinfonie e Sonate, si dedicò anche alla composizione di opere sacre di grande importanza. La sua Missa Solemnis, Op. 123, composta tra il 1819 e il 1823, rappresenta una delle composizioni sacre più significative dell’epoca classica. Scritta in un periodo di crisi personale, la Missa Solemnis è caratterizzata da una straordinaria intensità emotiva e spirituale. Anche la sua Messa in do maggiore, Op. 86, sebbene meno conosciuta, riflette la maestria compositiva di Beethoven nel contesto liturgico, pur essendo una composizione meno complessa rispetto alla sua opera successiva. Beethoven, pur non avendo scritto opere esplicitamente natalizie, vedeva comunque la sua musica eseguita durante le festività in occasioni solenni e in salotti privati, dove le sue composizioni venivano apprezzate tanto quanto le opere di Mozart e Haydn.
“Lo stile classico di Haydn, Mozart e Beethoven, pur evolvendosi in direzioni differenti, condivideva un impegno profondo verso la forma e l’equilibrio, particolarmente evidente nelle loro composizioni sacre, che venivano eseguite in contesti liturgici e cerimoniali durante le festività.” (Rosen, C. (1997). The Classical Style: Haydn, Mozart, Beethoven)
Tra i compositori minori ricordiamo Johann Michael Haydn, fratello di Joseph, scrisse numerose messe che venivano regolarmente eseguite nelle chiese. La musica sacra di questi compositori e la loro importanza nella liturgia natalizia dimostrano come la musica fosse un elemento fondamentale della vita religiosa e sociale di Vienna durante il periodo classico.
C’è da fare una considerazione importante: durante il periodo classico, a Vienna (e in generale in Europa): La musica sacra non veniva quasi mai recensita nei quotidiani o nelle riviste perché era parte della liturgia religiosa, non di un evento pubblico aperto al pubblico pagante. Le critiche musicali pubblicate erano spesso dedicate a opere teatrali, non a messe o oratori eseguiti in chiesa o nella cappella di corte. Come riportato nel capitolo n.5 del libro Cultivating String Quartets in Beethoven’s Vienna, Boydell Press (2017): Questo è un fatto documentato dagli studi sulla critica musicale dell’epoca (che mostrano come le recensioni fossero rare persino per quartetti o sinfonie).
Nel periodo natalizio, non solo le chiese, ma anche i teatri e le case private erano luoghi in cui la musica veniva celebrata. I concerti di Natale, sebbene non sempre concentrati esclusivamente su temi natalizi come li conosciamo oggi, combinavano musica sacra e da concerto. Composizioni come le Vesperae solennes de confessore, K. 339 di Mozart venivano spesso eseguite durante le festività natalizie, mentre Haydn e Beethoven, con la loro musica da concerto, arricchivano l’atmosfera festiva in salotti privati e nei teatri come il Kärntnertortheater, dove venivano organizzati eventi esclusivi per le corti nobiliari.
Anche la tradizione dei mercatini di Natale, pur non avendo l’aspetto moderno che conosciamo oggi, era già presente in una forma primitiva. Il Christkindlmarkt, che risale al 1772, è il più antico mercato natalizio di Vienna e rappresenta una tradizione che sicuramente compositori come Beethoven e Mozart conoscevano. La consuetudine dello scambio di regali, sebbene non così diffusa come nelle festività moderne, esisteva già nelle famiglie nobili e nelle corti, dove venivano scambiati doni simbolici come dolci, articoli artigianali e libri.
Addobbare l’albero di Natale non era ancora una tradizione consolidata a Vienna, l’idea dell’albero decorato cominciava a diffondersi nelle regioni germaniche verso la fine del XVIII secolo. La cena della Vigilia di Natale, pur non essendo l’evento grandioso che conosciamo oggi, era comunque un momento importante per le famiglie, con piatti a base di pesce che rispettavano le tradizioni cristiane che vietavano il consumo di carne nella vigilia. Le famiglie nobili celebravano il Natale con cene eleganti, mentre le famiglie più umili vivevano una celebrazione più semplice, spesso in compagnia di amici e vicini.
In questo contesto, Vienna si confermava come centro di incontro per i più grandi musicisti d’Europa.
“La Vienna Philharmonic, nel periodo classico, non solo rappresentò l’eccellenza nella musica da concerto, ma si fece anche portatrice di una tradizione che vedeva nella musica sacra un pilastro della cultura viennese, celebrata in chiese e salotti nobiliari.” (Winter, R. (2012). The Vienna Philharmonic and the Classical Tradition)