Biamonti 763 – Appunto di Notazione metrica, 1818 – 1822
Biamonti 763 – Appunto di Notazione metrica, 1818 – 1822. (Quaderno III, pagina 127). (Nottebohm, II pagina 474).
Approfondimenti dal Centro Ricerche Musicali Beethoveniane (febbraio 2026): Si trova a Berlino nella Staatsbibliothek, manoscritto Artaria 201. Nottebohm (Zweite Beethoveniana pag. 474) li definisce “(p. 127) la notazione di due piedi metrici” mentre per Biamonti è solo un “Appunto di Notazione metrica”. Come l’abbozzo
precedente, e contrariamente a quello che scrivono Nottebohm e Biamonti, si trovano a pagina 125, righi 5 e 6, e non a pagina 127. Gli appunti sono quindi 2: il primo, al rigo 5, è definito col termine “Päon”. Päon in tedesco è un termine tecnico di metrica poetica. Indica un piede metrico dell’antichità composto da tre sillabe
brevi e una lunga, con la posizione della sillaba lunga variabile (la sillaba lunga può trovarsi in qualunque posizione). In italiano si traduce generalmente come “peone” (dal greco paíōn). Era il piede caratteristico del peana, il canto che accompagnava la danza in onore di Apollo. Il secondo, che troviamo al rigo immediatamente sotto, Nottebohm lo definisce “Anapäst”, in italiano anapèsto, che è un piede metrico della poesia greca e latina formato da: ◡◡– (2 sillabe brevi seguite da una lunga); produce un ritmo ascendente, spesso percepito come incalzante o marziale. Beethoven indica in entrambi gli abbozzi gli andamenti metrici.




