Biamonti 414 – Abbozzi per l’Aria di Marcellina O wär ich schon mit dir vereint (O fossi già unita a te) per soprano ed orchestra.

Gli esempi musicali e i testi di questa pagina sono curati da Graziano Denini.

Biamonti 414 – Abbozzi per l’Aria di Marcellina “O wär ich schon mit dir vereint” (O fossi già unita a te) per soprano ed orchestra (prima edizione in do maggiore), 1804, pubblicata in riduzione per canto e pianoforte : a Lipsia da O. Jahn, 1851 (edizione della seconda redazione dell’Opera, del 1806), poi da Erich Prieger, 1907 (appendice alla seconda edizione della prima redazione dell’opera, del 1805); in partitura: a Wiesbaden, da W. Hess, nel secondo fascicolo dei Suplemente zur G.A., 1960. . […] Il manoscritto originale è sconosciuto; copia della partitura si trova nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino [Autograph 19I (n.d.r.)]. […] La prima parte è di una linea melodica breve e non troppo espressiva, di cui soltanto lo spunto ritmico iniziale è passato nelle altre redazioni. Comune a tutte e cinque [le redazioni] è il tema della seconda parte.
Il contrasto espresso dal testo fra lo stato d’animo sospiroso della prima strofa e quello fiducioso della seconda, colorito nelle altre redazioni con il passaggio da una melodia in minore ad un’altra in maggiore, è qui stato reso, per quanto non con la stessa efficacia, da una effusione più ampia della seconda. Un abbozzo in maggiore che si trova nel Quaderno dell’Eroica, di cui parla Nottebohm (Zweite Beethoveniana, pagina 435) non ha punti di contatto con questa redazione, e neppure altri due che si trovano nel quaderno del Fidelio (tutti riportati dal sito). Altri invece, esistenti pure nel quaderno del Fidelio, vi si riferiscono chiaramente.

Nuovi studi dal Centro Ricerche Musicali Beethoveniane (Maggio 2025) : Questi abbozzi si trovano nel Quaderno di Schizzi Landsberg 6, l’Eroica Skizzenbuch che si trova a Cracovia, e nel Mendelssohn 15, più conosciuto come Fidelio Skizzenbuch, che è nella Biblioteca di Stato a Berlino. Nottebohm li cita al capitolo XLIV della sua Zweite Beethoveniana : “Il fatto che Beethoven avesse già progettato l’aria di Marcellina suggerisce ancora una volta che non era soddisfatto del suo lavoro precedente. Gli schizzi qui realizzati sono diversi. Appare per la prima volta (p. 89) [I versione nostra] un approccio da cui (p. 90) [II versione nostra] [del Mendelssohn 15]; uno schizzo più ampio che inizia con l’uso di una variante e che corrisponde all’arrangiamento nella riduzione per pianoforte di Jahn pag. 173 sono così vicini che si possono distinguere le versioni stampate. Successivamente (p. 146 e 147) due abbozzi completi di cui non si sa se Beethoven li abbia eseguiti. Bisogna sospettare il contrario quando si vede che ritorna immediatamente (p. 147) a un adattamento precedente.

Nottebohm – Ein Skizzenbuch aus dem Jahre 1803 (pag. 67): “Aus die Arie Marzellinens beziehen sich vier grössere und eine ziemliche Anzahl kleiner Skizzen. Letztere finden sich zum Theil in den grösseren wieder. Die grösseren Skizzen sind an den meisten Stellen verschieden. Die erste derselben (S.147)[Landsberg 6 – pagina 147, righi 6-13] zeigt, mit Ausnahme eines ab – und aufwärts geführten Ganges im Zwischenspiel, keine Aenhlichkeit mit einer der durch den Druck oder in Abschriften bekannt gewordenen Bearbeitungen. [Quattro schizzi più grandi e un numero considerevole di schizzi più piccoli si riferiscono all’aria di Marcellina. Questi ultimi si trovano in parte in quelli più grandi. Gli schizzi più grandi differiscono [tra di loro] nella maggior parte dei punti. Il primo di questi (p. 147), ad eccezione di un movimento discendente e ascendente nell’interludio, non mostra alcuna somiglianza con nessuno degli adattamenti noti tramite stampe o copie.]

Nottebohm – Zweite Beethoveniana (pag. 67): “Später (S. 146-147) erscheinen zwei vollständige Entwürfe, von denen es nicht bekannt ist, ob Beethoven sie ausgeführt hat. Man muss das Gegentheil vermuthen, wenn man sieht, dass er gleich darauf (S. 147) auf eine frühere Bearbeitung zurückkommt*[*es ist die in der vorigen Randnote angeführte Bearbeitung. Nur ist die Tonart geändert. Obige Skizze steht in C-dur, und die gedruckte Bearbeitung fängt in C-moll an und geht später nach C-dur.]. [“Successivamente (pp. 146-147) compaiono due bozze complete, di cui non si sa se Beethoven li abbia proseguite. Bisogna sospettare il contrario in quanto si vede che subito egli ritorna (p. 147) ad una versione precedente*[*è la versione citata nella nota marginale precedente. È cambiata solo la chiave. Lo schizzo sopra è in Do maggiore, mentre l’arrangiamento stampato inizia in Do minore e poi passa a Do maggiore.]

A proposito della partitura che si trova a Berlino, una curiosità: nel frontespizio troviamo la dicitura “del Sig.re van Bethuven”