WoO 133 In questa tomba oscura, arietta per voce e pianoforte

Lento

WoO 133 – In questa tomba oscura, arietta per voce e pianoforte, 1807, pubblicata a Vienna, Mollo (edizione privata), in una raccolta di 63 composizioni di autori diversi sullo stesso testo, dedicata al principe Lobkowitz, 1808. GA. n. 252 (serie 23/39) – Boett. VII/2 – B. 239 – KH. (WoO) 133 – L. IV, p. 350 – N. p. 180 – T. 138.

Il cat. KH. (pag. 596) cita come fonti due manoscritti: uno in possesso della Stanford University, Memorial Library of Music (Stanford, California); l’altro appartenente alla raccolta Julius Lichtenberger di Heidelberg. Secondo una notizia pubblicata nel novembre 1806 dal Journal des Luxus una der Moden di Weimar, la dilettante di canto contessa Alexandra Rzewuska avrebbe, durante una serata musicale, improvvisato un’aria sul pianoforte, per la quale poi il Carpani,1 improvvisando a sua volta, avrebbe scritto, ad imitazione di una canzonetta di Jacopo Vittorelli, i versi seguenti:

In questa tomba oscura
Lasciami riposar;
Quando vivevo, ingrata,
Dovevi a me pensar.

Lascia che l’ombre ignude
Godansi pace almen
E non, e non bagnar mie ceneri

D’inutile velen.

Questo scherzo diede origine ad una gara fra molti maestri viennesi per musicare a loro volta il testo suddetto. Delle 63 ariette così raccolte la stessa Rzewuska curò la stampa a mezzo dell’editore Mollo. Fra gli autori figuravano i nomi di Czerny, Dalberg, Danzi, Eberl, Förster, Gelinek, Gyrowetz, Himmel, Kozeluch, Mozart figlio, Paer, Righini, Salieri, Sterkel, Tomaschek, Vanhall, Dionys Weber, Weigl, Zelter, Zingarelli. Ultimo, in ordine di tempo, Beethoven. Non conosciamo le altre sessantadue canzonette e ci manca quindi la possibilità materiale di istituire confronti. Ma considerando quella di Beethoven in sé e per sé possiamo dire ch’essa, per la concisione della forma declamata e per la forza drammatica, sia, pur nel suo piccolo, pagina degna dell’autore. (Per ulteriori dettagli  su quest’ opera, e sulle altre liriche della raccolta, consultare la rubrica “Articoli”)