WoO 129 Der Wachtelschlag (II verso della quaglia): Horch wie schallt’s … (Senti come risuona …), per voce e pianoforte

Larghetto

WoO 129 – Der Wachtelschlag (II verso della quaglia): “Horch wie schallt’s …” (Senti come risuona …), per voce e pianoforte, 1803, pubblicato a Vienna, Kunst und Industrie Comptoir, gennaio-marzo 1804. GA. n. 234 (serie 23/20) – Boett. VI/7 – B. 237 – KH. (WoO) 129 – L. IV, p. 321/24 – N. p. 179 – T. 108.

Il manoscritto originale, non conosciuto da Thayer-Riemann né da Nottebohm, che pertanto assegnavano all’opera un’epoca anteriore, è conservato nel fondo Bodmer della Beethovenhaus, e porta il titolo: “Der Wachtelschlag, Komponirt für den Grafen Browne von Ludwig van Beethoven, 1803” (II verso della quaglia, composto per il conte Browne da Ludwig van Beethoven, 1803). Le parole iniziali del testo, come è detto nel cat. KH., non sono identiche in tutte le edizioni: “Ach mir schallfs” in quella originale, “Ach wie schallfs” in altre successive, “Horch wie schallfs”, come riporta la GA. seguita anche dal Bruers, che si è riferito all’edizione completa delle poesie di Sauter (Karlsruhe, 1845). Della «commissione» data a Beethoven dal conte di Browne, a cui sembra accennare il titolo del manoscritto, non sappiamo altro. L’opera è stata pubblicata senza dedica. Il testo — derivato da un canto popolare — fu scritto nel 1796 da Samuel Friederich Sauter, un maestro di scuola di Flehingen nel Baden; e, pubblicato in molti libri di lettura, si diffuse rapidamente. Esso imposta sulla periodica ricorrenza di un ritmo naturale, quello del verso della quaglia, le sue esortazioni ad onorare Iddio: “Furchte Gott! Liebe Gott! Lobe Gott! Danke Gott! Bitte Gott! Traue Gott!” (Temi Dio! Ama Dio! Loda Dio! Ringrazia Dio! Prega Dio! Fida in Dio!), esortazioni che hanno dato luogo nella musica ad episodi diversi, efficacemente coloriti pur nella loro brevità: pastorale, sereno, angoscioso, come altrettanti momenti di uno svolgimento drammatico. In alcuni punti vien da pensare alla seconda parte della Preghiera per la pace della Missa solemnis.

Ach! mir schallt’s dorten so lieblich hervor:
Fürchte Gott, fürchte Gott!
Ruft mir die Wachtel ins Ohr.
Sitzend im Grünen, von Halmen umhüllt,
Mahnt sie dem Horcher im Saatengefild:
Liebe Gott, liebe Gott!
Er ist so gütig, so mild.

Wieder bedeutet ihr hüpfender Schlag:
Lobe Gott, lobe Gott!
Der dich zu lohnen vermag.
Siehst du die herrlichen Früchte im Feld?
Nimm es zu Herzen, Bewohner der Welt:
Danke Gott, danke Gott!
Der dich ernährt und erhält.

Schreckt dich im Wetter der Herr der Natur:
Bitte Gott, bitte Gott!
Ruft sie, er schonet die Flur.
Machen Gefahren der Krieger dir bang:
[Tröstet mich wieder der Wachtelgesang:]
Traue Gott, traue Gott!
Sieh’, er verziehet nicht lang

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