WoO 99 Canti Italiani a cappella

Agli studi viennesi di Beethoven appartengono, come già si è accennato, anche quelli di musica vocale compiuti saltuariamente, ma durante parecchi anni, con Ferdinando Salieri. Ce ne viene un chiaro riflesso dalle Cannoni italiane (26 piccoli pezzi: duetti, terzetti, quaretti, a sole voci), su versi di Metastasio, scritte nel periodo fine 1792-principio 1803, e rivedute, spesso anche corrette, dal Salieri per la retta accentazione ritmica delle parole e la scorrevolezza e proprietà del fraseggio poetico-musicale. Uno sguardo al testo della canzone Bei labbri che Amore, per esempio, che integralmente riportiamo qui in calce, basta per rendersi conto di un tal lavoro di revisione. Il maggior numero dei manoscritti (originali o copie) faceva parte della « raccolta Artaria n. 166 », conservata già nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino ed oggi dispersa.

Alcuni pochi si trovano presso la società degli Amici della Musica di Vienna o in un altro manoscritto (copia) conservato egualmente a Berlino. Tutte queste canzoni, che Beethoven considerava come esercizi e che non pensò probabilmente mai | pubblicare, rimasero ignorate per lunghi anni anche dopo la sua morte. Il primo a parlarne è stato il Thayer nel n. 264 del suo catalogo (1864), comprendente Italienische Gesänge. Ein zwei bis vier-stimmig, meistherttheils ohne Begleitung und noch ungedruckt (Canzoni italiane a due e fino a quattro voci per lo più senza accompagamento e ancora non stampate), ne figurano 19 (Cioè i numeri 1-6, 16-19, 20-22 e 26-31. Invece i numeri 7-9, e 12-15 sono copie di canzoni di un barone Doblhof, altro allievo di Salieri, fatte da Beethoven per suo studio ed esercizio; così pure i nn. 10 e 11 sono copie di canzoni di A. Cornet, maestro di canto viennese dell’ epoca.

I quattro rimanenti numeri : 23 scena ed aria: No, non turbarti, per soprano ed orchestra d’archi, 24 canzone: O care selve antiche, per solo, coro e pianoforte, 25 duetto: Nei giorni tuoi felici, per soprano, tenore e orchestra e 32 scena ed aria: Primo amore piacer del ciel, per soprano e orchestra appartengono a Beethoven ma non rientrano nella categoria contemplata nel presente numero di catalogo e sono stati da noi trattati a parte), di cui nove sono state otto anni dopo pubblicate integralmente e commentate dal Nottebohm, con i testi originali e le correzioni di Salieri. Le rimanenti sono state trovate intorno al 1954 da Willy Hess, al quale si deve poi il catalogo comprendente 25 canzoni (non essendovi inclusa una prima redazione del duetto Fra tutte le pene) e la pubblicazione di 24 di esse (non essendovi inclusi il quartetto Silvio amante disperato e la melodia e duetto Languisco e moro) in edizione critica secondo le correzioni di Salieri (ma con menzione altresì in appendice dei corrispondenti passi originari di Beethoven) nel primo fascicolo dei Supplemente zur GA. Gli accompagnamenti di pianoforte menzionati dal cat. Thayer non sono di Beethoven, ma del Kapellmeister Benedict Randartinger, che fu anch’egli (insieme con lo Schubert) discepolo di Salieri. Nel prospetto riassuntivo che segue diamo l’ elenco di tutte le canzoni in ordine cronologico con i relativi riferimenti ai vari cataloghi e alle pubblicazioni nei Supplementi dello Hess e negli Studi del Nottebohm. La cronologia va intesa sempre con una certa approssimazione.

Prospetto delle canzoni italiane, come da catalogo Biamonti.

WoO Hess Biamonti
Titolo
Tonalità
Anno di composizione
1 211 58 Bei labbri che amore – Duetto S.T. (La Gelosia). Mi b. maggiore
1792 – 1794
5b 227 59 Giura in nocchier – Terzetto S. C. B. (La Gelosia). Do maggiore
1792 – 1794
6 212 60 Ma tu tremi – Terzetto S.C.T. (La Tempesta). Sol maggiore
1792 – 1794
7a 217 109 Nei campi e nelle selve – Quartetto S.C.T.B. (Prima redazione). (Cantata XXVII). Do maggiore
1792 – 1796
7b 220 110 Nei campi e nelle selve – Quartetto S.C.T.B. (Seconda redazione). (Cantata XXVII). Do maggiore
1792 – 1796
9 216 127 Per te d’ amiico aprile – Terzetto S..C. B. (Il nome). Mi bemolle maggiore
1792 – 1796
11 215 128 Scrivo in te – Duetto S.T. (Il nome). Re maggiore
1795 – 1796
228 141 Salvo tu vuoi lo sposo? Duetto S. .T. (Zenobia). Do maggiore
1796 – 1797
142 Fra tutte le pene – Duetto T. B.(Prima redazione). (Zenobia). Fa maggiore
1796 – 1797
3a 208 143 Fra tutte le pene – Duetto T. B. (Seconda redazione). (Zenobia). Fa maggiore
1796 – 1797
225 144 Fra tutte le pene – Terzetto S. C. T. (Prima redazione). (Zenobia). Mi bemolle maggiore
1796 – 1797
3b 209 145 Fra tutte le pene – Terzetto S. C. T. (Seconda redazione). (Zenobia). Mi bemolle maggiore
1796 – 1797
224 146 Fra tutte le pene – Quartetto S. C. T. B. (Prima redazione). (Zenobia). Si bemolle maggiore
1796 – 1797
3c 210 147 Fra tutte le pene – Quartetto S. C. T. B. (Seconda redazione). (Zenobia). Si bemolle maggiore
1796 – 1797
10b 218 148 Quella cetra – Terzetto S. T. B. (Cantata a Maria Teresa). La maggiore
1796 – 1797
10a 213 149 Quella cetra – Quartetto S. C. T. B. (Prima redazione). (Cantata a Maria Teresa). Sol maggiore
1796 – 1797
10c 219 150 Quella cetra – Quartetto S. C. T. B. (Seconda redazione). (Cantata a Maria Teresa). Sol maggiore
1796 – 1797
2 214 202 Chi mai questo core – Terzetto S. T. B. (Il ritorno). Do maggiore
1799
230 215 Giura il nocchier – Quartetto S. C. T. B. (La gelosia). Do maggiore
1795 – 1800
231 216 Sei il mio ben – Duetto S. T. (Cantata XXIV). Do maggiore
1800
232 217 E pur fra le tempeste – Melodia per Tenore. (La tempesta). Mi bemolle maggiore
1800
12 226 335 Silvio amante disperato. Quartetto S. C. T. B. (Cantata XXVII). La minore
1792 – 1802
5a 221 336 Giura il nocchier. Quartetto S. C. T. B. (Seconda redazione). (La gelosia). Si bemolle maggiore
1800 – 1802
4a 222 341 Già la notte s’ avvicina. Quartetto S. C. T. B. (La pesca). Si bemolle maggiore
1802
5b 223 342 Già la notte s’ avvicina (altra redazione) – Terzetto C. T. B. (La pesca). Do maggiore
1802
229 350 Languisco e moro – Melodia per soprano; duetto a conone per soprano etenore. (Autore e testo non precisati). Do maggiore
1802 – 1803

Willy Hess:

Sotto il numero 264 del suo Chronologisches Verzeichniss (Catalogo cronologico) delle opere di Beethoven, A.W. Thayer enumera 32 composizioni di canzoni italiane, alcune delle quali presumibilmente composte nel periodo di Bonn e altre non più tardi del 1814 circa. Ciò non e esatto. Gustav Nottebohm, in Beethovens Studien, Lipsia-Winterthur, 1873, sostiene che Beethoven aveva iniziato a comporre le canzoni a cappella tra il 1793 e il 1802, come studi sulla composizione di canzoni in italiano, sotto la guida di Antonio Salieri. Lo stesso Schubert ha fatto studi simili con Salieri, in parte usando gli stessi testi poetici di Pietro Metastasio che Beethoven aveva utilizzato a suo tempo. Cfr. Alfred Einstein, Schubert, Pan-Verlag, Zurigo, 1952, da p. 60.

Thayer inoltre include in questo raggruppamento alcune canzoni in maniera impropria. I pezzi da lui elencati coi numeri dal 7 al 15 non sono composizioni di Beethoven, ma canzoni di altri compositori che Beethoven stesso aveva copiato come esercizi per lo studio (per ulteriori riferimenti si veda il capitolo “Composizioni dubbie e spurie”). II pezzo 23 e la scena e aria “No, non turbarti!” (n. 119 del presente catalogo); il pezzo 25 e il duetto “Nei giorni tuoi felici” (n. 120 del presente catalogo); l’aria n. 32 “Primo amore piacer del ciel” è stata pubblicata nella GA, serie 25, col n. 271.

II pezzo numero 24 sarebbe più propriamente il lied con accompagnamento di pianoforte “O care selve antiche”, pubblicato nella GA, serie 25, col n. 279. Basandomi sul’ incipit dell’elenco tematico del Thayer, nelle precedenti edizioni del mio catalogo l’ho classificato, sotto il n. 69, come un coro a cappella a quattro voci. Hans Bottcher nel suo Beethoven als Liederkomponist, Benno Filser, Augusta, 1928, formula l’ipotesi che l’autografo di questo quartetto sia al British Museum, Add. Ms. 29801, folio 62v. [Si trova ora alla BL e l’autografo è parte del Kafka Sketchbook, localizzato da Kerman nel folio 62v.] II pezzo e elencato anche nella tabella III/4 di Bottcher. La stessa opinione e espressa nel Kinsky / Halm a p. 581. In ogni caso, l’autografo del Kafka Sketchbook di Londra è senza dubbio identico al lied con accompagnamento di pianoforte pubblicato nella GA. Esso riporta l’indicazione autografa di Beethoven “Coro, solo, Coro”, che anche il pezzo numero 24 del Thayer possiede, laddove invece in tutti gli altri pezzi del Thayer il numero delle voci (duetto, terzetto, quartetto) e dichiarato esplicitamente. I due pezzi sono pertanto, con ogni probabilità, identici, sebbene I’ incipit dato dal Thayer non coincida completamente con la canzone. Sottolineiamo qui inoltre alcune differenze tra il manoscritto di Londra e la GA (che si basa su un manoscritto contenuto nello Sketchbook 153 della Deutsche Staatsbibliothek di Berlino). Nella battuta in levare della parte vocale il basso del pianoforte ha una pausa, e la prima voce ha un si anziché un sol, cosa che probabilmente era già stata corretta nella seconda copia (che tiene conto del manoscritto di Berlino). Nella battuta numero 9, entrambi gli accordi del pianoforte sono distintamente re-la-do, e non mi-la-do; il basso e un po’ confuso, re invece di do. Pertanto, originariamente c’era un accordo di settima di dominante sul re (senza la terza), invece dell’accordo di sesta di la minore. Nella terzultima battuta, l’accordo della mano sinistra e sol-si-re, invece di sol-si. Inoltre, alia fine, sarebbe richiesto un “da capo” (per cui avrebbe senso l’indicazione “Coro, solo, Coro”); il pezzo finisce cioè con la parte corale della battuta 12. Si tratterebbe di un grande vantaggio, se visto dal punto di vista di una forma bella e scorrevole, ed e molto probabile che l’indicazione “da capo” sia stata semplicemente dimenticata nel manoscritto di Berlino e dunque anche nella GA.

L’accompagnamento di pianoforte indicato da Thayer per molti dei pezzi non e originale di Beethoven. Ritorneremo su questi pezzi quando discuteremo gli autografi. Cosi delle 32 composizioni enumerate da Thayer soltanto 19 restano fissate come canzoni a cappella propriamente dette, quelle cioè corrispondenti ai seguenti numeri: 1-6, 16-22 e 26-31. In aggiunta, ci sono altre canzoni che Thayer non conosceva affatto, alcune delle quali avrei poi ritrovato a Vienna non più tardi del 1954. Nell’elenco che segue do un panoramica di tutte le canzoni oggi conosciute, per le quali fornisco la datazione tentata da Nottebohm. L’ordine di presentazione segue quello di Thayer, con i pezzi a lui ignoti messi alia fine. Esprimo la mia gratitudine al prof. Giovanni Biamonti di Roma, per l’aiuto che mi ha fornito nella determinazione delle fonti dei testi non citati da Thayer.

Hess 208 – Canzone 1: Duetto Fra tutte le pene; per tenore e basso; in fa maggiore

Hess 208 – Canzone 1: Duetto “Fra tutte le pene”; per tenore e basso; in fa maggiore; 24 battute e da capo; Thayer, canzone 1. [WoO 99, n. 3a.]  Testo tratto dal terzo atto, scena nona, dell’opera di Metastasio Zenobia. Composta intorno al 1796-7. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 11, dove Hess la classifica come un pezzo esistente in due versioni. Giovanni Biamonti, nel suo Catalogo cronologico e tematico delle opere di Beethoven, ILTE, Torino, 1968, p. 154-5, elenca queste due versioni separatamente, coi numeri 142 per la prima versione e 143 per la seconda. Nel presente catalogo Hess non fa alcuna distinzione. La prima versione (Biamonti 142) corrisponde alia canzone prima delle correzioni di Salieri e la seconda (Biamonti 143) corrisponde alia stessa dopo tali correzioni. Per quanto possa sembrare strano Hess ha invece distinto, nei numeri 225, 209, 224 e 210, tra le versioni non corrette e corrette, essendo Hess 225 e 2241 versioni prima delle correzioni di Salieri e Hess 209 e 210 le versioni dopo tali correzioni.]

Manoscritto: Artaria 166 Pagina 1. Purtroppo andato perduto; tuttavia ne resta una  fotocopia alla Beethovenhaus di Bonn. La prima versione fu  pubblicata da Willy Hess nel primo libro  dei Supplemente zur G.A., nel 1959: Biamonti 142

La seconda versione fu pubblicata da Kinsky – Halm col numero di WoO 99-3a.

Il testo è tratto da ” Zenobia ” di Pietro Metastasio: Fra tutte le pene v’è pena maggiore? Son presso al mio bene, sospiro d’ amore, e dirgli non oso: sospiro per te. Mi manca il valore per tanto soffrire; mi manca l’ ardire per chiedere mercé, per chiedere mercé.

Hess 209 – Canzone 2: Terzetto Fra tutte le pene; per soprano, contralto, e tenore in mi bemolle maggiore

Hess 209 – Canzone 2: Terzetto “Fra tutte le pene”; per soprano, contralto, e tenore-in mi bemolle maggiore; 25 battute e da capo; Thayer, canzone 2. [WoO 99, n. 3b.] Composta intorno al 1796-7. [Pubblicata da Hess in SBG vol. I, 1959, p. 15. Come per il numero 208 precedente, il pezzo esiste anch’esso in due versioni. Giovanni Biamonti, nel suo Catalogo cronologico e tematico delle opere di Beethoven, ILTE, Torino, 1968, p. 155-6, enumera queste due versioni separatamente, coi numeri 144 per la prima versione e 145 per la seconda. Nel presente catalogo Hess non fa alcuna distinzione.] Il testo è tratto da ” Zenobia ” di Pietro Metastasio: Fra tutte le pene v’é pena maggiore? Son presso al mio bene, sospiro d’ amore, e dirgli non oso: sospiro per te. Mi manca il valore per tanto soffrire; mi manca l’ ardire per chiedere mercé, per chiedere mercé. (Midi creato da Pierre-Jean Chenevez )

Hess 210 – Canzone 3: Quartetto Fra tutte le pene; per soprano, contralto, tenore e basso; in si bemolle maggiore

Hess 210 – Canzone 3: Quartetto “Fra tutte le pene”; per soprano, contralto, tenore e basso; in si bemolle maggiore; 38 battute, da capo scritto per esteso; Thayer, canzone 3. [WoO 99, n. 3c.] Composta intorno al 1796-7. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 21. Hess elenca una versione riveduta dello stesso pezzo sotto il numero 224 che segue.]

Il testo è tratto da ” Zenobia ” di Pietro Metastasio: Fra tutte le pene v’é pena maggiore? Son presso al mio bene, sospiro d’ amore, e dirgli non oso: sospiro per te. Mi manca il valore per tanto soffrire; mi manca l’ ardire per chiedere mercé, per chiedere mercé.

 (Midi creato da Pierre-Jean Chenevez )

Hess 211 – Canzone 4: Duetto Bei labbri che Amore; per soprano e tenore; in mi bemolle maggiore

Hess 211 – Canzone 4: Duetto “Bei labbri che Amore”; per soprano e tenore; in mi bemolle maggiore; 24 battute e da capo; Thayer, canzone 4. [WoO 99, n 1] Testo tratto dalla cantata di Metastasio La gelosia. Composta intorno al 1792-4. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 9.]

Beethoven compose parecchie canzoni italiane tra 1792 e 1803. Il quasi totalità delle canzoni non ha accompagnamento ma è a Cappella. Il testo è di Pietro Metastasio (Roma 1698 – Vienna 1782).Queste canzoni sono degli esercizi; difatti alcune comportano delle correzioni di Antonio Salieri. In particolare Hess 211 che risale al periodo 1792-1793. Manuscript Artaria 166 S.46. Il testo in italiano (brano  da  ” Il ritorno “): Bei labbri che amore formò per suo nido, non ho più timore. Vi credo, mi fido: Giuraste d’ amarmi; mi basta così. Se torno a lagnarmi che Nice mi offenda, per me più non splenda la luce del dì..

Hess 212 – Canzone 5: Terzetto Ma tu tremi, o mio tesoro!; per soprano, contralto e tenore; in sol maggiore

Hess 212 – Canzone 5: Terzetto “Ma tu tremi, o mio tesoro!”; per soprano, contralto e tenore; in sol maggiore; 20 battute e da capo; Thayer, canzone 5. [WoO 99, n. 6.] Testo tratto dalla cantata di Metastasio La tempesta. Composta intorno al 1792-4. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. 1,1959, p. 13.]

Il testo: Ma tu tremi, o mio tesoro, ma tu palpiti, cor mio! Non temer; con te son io, né d’ amor ti parlerò. Mentre folgori e baleni, sarò teco amata Nice,quando il ciel si rassereni, Nice ingrata, io partirò.

Hess 213 – Canzone 6: Quartetto Quella cetra ah pur tu sei; per soprano, contralto, tenore e basso; in sol maggiore

Hess 213 – Canzone 6: Quartetto “Quella cetra ah pur tu sei”; per soprano, contralto, tenore e basso; in sol maggiore; 20 battute; Thayer, canzone 6 [WoO 99, n. 10a.] Testo tratto dalla Cantata pel giorno natalizio di Maria Teresa di Metastasio. Composta intorno al 1796-7. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. 1 1959, p. 231. Il testo: Quella cetra ah pur tu sei che addolcì affanni miei, che d’ ogni a suo talento, d’ ogni cor la via s’ aprì. AH! sei pur quella, che nel sen della mia bella tante volte, io la rammento, la fierezza intenerì.

(Midi creato da Pierre-Jean Chenevez )

Hess 214 – Canzone 7 Terzetto Chi mai di questo core per soprano, tenore e basso; in do maggiore

Hess 214 – Canzone 7 Terzetto “Chi mai di questo core” per soprano, tenore e basso; in do maggiore; 40 battute; Thayer, canzone 16. [WoO 99, n 2.] Testo tratto dalla cantata di Metastasio II ritorno. Composta al più tardi nel 1799. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 17.]

Beethoven compose parecchie canzoni italiane tra 1792 e 1803. Il quasi totalità delle canzoni non ha accompagnamento ma è a Cappella. Il testo è di Pietro Metastasio (Roma 1698 – Vienna 1782).Queste canzoni sono degli esercizi; difatti alcune comportano delle correzioni di Antonio Salieri. In particolare Hess 211 che risale al periodo 1792-1793. Manuscript Artaria 166 S.46.

Il testo in italiano (brano  tratto da  ” La Gelosia ” di Metastasio): Chi mai di questo core Saprà le vie secrete, Se voi non le sapete, [Begli occhi] del mio ben? Voi, che dal primo istante, Quando divenni amante, Il mio nascosto [amore] Mi conosceste in sen?

(Midi creato da Pierre-Jean Chenevez )

Hess 215 – Canzone 8: Duetto Scrivo in te l’amato no me per soprano e tenore; in re maggiore

Hess 215 – Canzone 8: Duetto “Scrivo in te l’amato no me” (non “Se vivo in te” come indica il Thayer); per soprano e tenore; in re maggiore; 20 battute; Thayer, canzone 17. [WoO 99, n. 11.] Testo tratto dalla cantata di Metastasio Il nome. Composta intorno al 1795-6. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 10.]

Autografo: Artaria 166 pagine 31/32. Testo in italiano di Metastasio (tratto della cantata “Il Nome”):Scrivo in te l’ amato nome di colei per cui mi moro, caro al sol felice alloro, come Amor l’ impresse in me come Amor l’ impresse in me. Qual tu serbi ogni tua fronda, serbi Clori a meco stanza; ma non sia la mia speranza infeconda al par di te, infeconda al par di te.

Hess 216 – Canzone 9: Terzetto Per te d’amico aprile; per soprano, contralto e basso; in mi bemolle maggiore

Hess 216 – Canzone 9: Terzetto “Per te d’amico aprile”; per soprano, contralto e basso; in mi bemolle maggiore; 22 battute; Thayer, canzone 18. [WoO 99, n. 9.] Testo tratto dalla cantata di Metastasio II nome. Composta tra il 1792 e il 1796. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 14.]

Il testo: Per te, d’ amico aprile, sempre s’ adorni il ciel; nè all’ ombra tua gentile posi Ninfa crudel, pastor fido. Fra le tue verdi foglie augel di nere spoglie mai non raccolga il vol; e Filomena sol vi faccia il nido.

 (Midi creato da Pierre-Jean Chenevez )

Hess 217 – Canzone 10: Quartetto Ne’ campi e nelle selve; per soprano, contralto, tenore e basso; in do maggiore

Hess 217 – Canzone 10: Quartetto “Ne’ campi e nelle selve”; per soprano, contralto, tenore e basso; in do maggiore; 45 battute e da capo; Thayer, canzone 19. [WoO 99, n. 7a]  Testo tratto dalla cantata XXVII di Metastasio, come riportata nell’edizione completa del prof. Bruno Brunelli, Tutte le opere di Pietro Metastasio, Mondadori, Milano, 1943-54, 5 voll. Non mi è noto da quale edizione delle opere di Metastasio il Thayer abbia ricavato, per il testo di questa canzone, la designazione di “Cantata IX”. Composta tra il 1792 e il 1796. Beethoven ha pesantemente cancellato il pezzo e al suo posto ci ha messo la canzone 13. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 19. Anche il Kinsky/Halm, a p. 561, fornisce come fonte del testo la “Cantata IX”.] Il testo: Nei campi e nelle seve seguivo già le belve, pascevo il gregge ancor libero pastorello, libero cacciator. Ora non sono più quello: Perdei la libertà. E quel ch’ è peggio oh Dio! Come se il mio tormento colpa non sia di lei, mostrare al mio lamento Clori non vuol pietà. (Midi creato da Pierre-Jean Chenevez )

Hess 218 – Canzone 11: Terzetto Quella cetra ah pur sei tu; per soprano, tenore e basso; in la maggiore

Hess 218 – Canzone 11: Terzetto “Quella cetra ah pur sei tu”; per soprano, tenore e basso; in la maggiore; 19 battute; Thayer, canzone 20. [WoO 99, n. 10b.] Per la fonte del testo si veda il numero 213 del presente catalogo (canzone 6). Composta intorno al 1796. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 16. Nel Kinsky/Halm si sostiene che sia costituita da 20 battute.]

Il testo: Quella cetra ah pur tu sei che addolcì affanni miei, che d’ ogni a suo talento, d’ ogni cor la via s’ aprì. AH! sei pur quella, che nel sen della mia bella tante volte, io la rammento, la fierezza intenerì.

(Midi creato da Pierre-Jean Chenevez )

Hess 219 – Canzone 12: Quartetto Quella cetra ah pur sei tu; per soprano, contralto, tenore e basso; in fa maggiore

Hess 219 – Canzone 12: Quartetto “Quella cetra ah pur sei tu”; per soprano, contralto, tenore e basso; in fa maggiore; 18 battute; Thayer, canzone 21. ‘[WoO 99, n. 10c.] Per la fonte del testo si veda il numero 213 del presente catalogo (canzone 6). Composta intorno al 1796. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 24.]

Il testo: Quella cetra ah pur tu sei che addolcì affanni miei, che d’ ogni a suo talento, d’ ogni cor la via s’ aprì. AH! sei pur quella, che nel sen della mia bella tante volte, io la rammento, la fierezza intenerì.

(Midi creato da Pierre-Jean Chenevez )

Hess 220 – Canzone 13: Quartetto Nei campi e nelle selve; per soprano, contralto, tenore e basso; in do maggiore

Hess 220 – Canzone 13: Quartetto “Nei campi e nelle selve”; per soprano, contralto, tenore e basso; in do maggiore; 36 battute e da capo; Thayer, canzone 22. [WoO 99, n. 7b.] Per la fonte del testo si veda il numero 217 del presente catalogo (canzone 10). Composta probabilmente dopo la canzone 10. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 20.]

Il testo: Nei campi e nelle seve seguivo già le belve, pascevo il gregge ancor libero pastorello, libero cacciator. Ora non sono più quello: Perdei la libertà. E quel ch’ è peggio oh Dio! Come se il mio tormento colpa non sia di lei, mostrare al mio lamento Clori non vuol pietà.

(Midi creato da Pierre-Jean Chenevez )

Hess 221 – Canzone 14: Quartetto Giura il nocchier che al mare; per soprano contralto, tenore e basso; in si bemolle maggiore

Hess 221 – Canzone 14: Quartetto “Giura il nocchier che al mare”; per soprano contralto, tenore e basso; in si bemolle maggiore; 23 battute; Thayer, canzone 26. [WoO 99, n. 5a.]  Testo tratto dalla cantata di Metastasio La gelosia. Composta intorno al 1801. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I 1959, p. 26.]

Il testo: Giura il nocchier che al mare non presterà il più fede, ma, se tranquillo il vede core di nuovo la mar. Di non trattar più l’ armi giura il guerrier talvolta, ma se una tromba ascolta, già non si può frenar.

Hess 222 – Canzone 15: Quartetto Già la notte s’avvicina; per soprano, contralto tenore e basso; in si bemolle maggiore

Hess 222 – Canzone 15: Quartetto “Già la notte s’avvicina”; per soprano, contralto tenore e basso; in si bemolle maggiore; 18 battute; Thayer, canzone 27. [WoO 99, n. 4a.] Testo tratto dalla cantata di Metastasio La pesca. Nottebohm sembra non essere a conoscenza di questo pezzo e di quello che segue. Entrambe le canzoni (15 e 16) appartengono probabilmente alle ultime composte per questa serie di studi, dal momento che non contengono correzioni di Salieri e sono tra le più mature e meglio sviluppate canzoni di questo ciclo. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 27.]

Il testo è tratto da ” La pesca” di Pietro Metastasio: Già la notte si avvicina , vieni o Nice, amato bene, della placida marina le fresch’ aure respirar. Non so dir che sia diletto chi non posa in queste arene, or che un lento Zefiretto dolcemente increspa il mar.

(Midi creato da Pierre-Jean Chenevez )

Hess 223 – Canzone 16: Terzetto già la notte s’avvicina; per contralto, tenore e basso; in do maggiore

Hess 223 – Canzone 16: Terzetto “già la notte s’avvicina”; per contralto, tenore e basso; in do maggiore; 16 battute; Thayer, canzone 28. [WoO 99, n. 4b.] Cfr. le note alla canzone 15. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 18.]

Il testo: Già la notte s’ avvicina, vieni, o Nice amato bene,della placida marina le fresch’ aure a respirare. Non so dir che sia diletto chi non posa in queste arene, or che un lento Zefiretto dolcemente increspa il mar

Hess 224 – Canzone 17: Quartetto Fra tutte le pene; per soprano, contralto, tenore e basso; in si bemolle maggiore

Hess 224 – Canzone 17: Quartetto “Fra tutte le pene”; per soprano, contralto, tenore e basso; in si bemolle maggiore; 24 battute e da capo; Thayer, canzone 29. [WoO 99, n. 3c.] Per la fonte del testo si veda il numero 208 del presente catalogo (canzone 1). La canzone e in parte una variazione della canzone 3 e in parte identica ad essa. Dato che l’autografo della canzone 3 mostra delle correzioni effettuate da Salieri, possiamo ritenere che essa sia probabilmente uno stadio iniziale di lavorazione della canzone 17 e anche sospettare che Beethoven l’avesse riscritta prima di sottoporla a Salieri per 1’approvazione. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 21.]

Il testo è tratto da ” Zenobia ” di Pietro Metastasio: Fra tutte le pene v’é pena maggiore? Son presso al mio bene, sospiro d’ amore, e dirgli non oso: sospiro per te. Mi manca il valore per tanto soffrire; mi manca l’ ardire per chiedere mercé, per chiedere mercé.

(Midi creato da Pierre-Jean Chenevez )

Hess 225 – Canzone 18: Terzetto Fra tutte le pene; per soprano, contralto e tenore; in mi bemolle maggiore

Hess 225 – Canzone 18: Terzetto “Fra tutte le pene”; per soprano, contralto e tenore; in mi bemolle maggiore; 25 battute e da capo; Thayer, canzone 30. [WoO 99, n. 3b.]  Per la fonte del testo si veda il numero 208 del presente catalogo (canzone 1). La canzone e una prima iniziale stesura della canzone 2, dal momento che non contiene correzioni da parte di Salieri. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 15.]. Il testo è tratto da ” Zenobia ” di Pietro Metastasio: Fra tutte le pene v’è pena maggiore? Son presso al mio bene, sospiro d’ amore, e dirgli non oso: sospiro per te. Mi manca il valore per tanto soffrire; mi manca l’ ardire per chiedere mercé, per chiedere mercé.

Hess 226 – Canzone 19: Quartetto Silvio, amante disperato; in la minore

Hess 226 – Canzone 19: Quartetto “Silvio, amante disperato”; in la minore; 26 battute, tempo di 6/8. [WoO 99, n. 12.]  Thayer assegna alia canzone il numero 31 e ne cita l’ incipit, di quattro battute, riportandone l’armatura di chiave e il numero to tale delle battute. A tutt’oggi comunque la sua rappresentazione definitiva non e stata ancora ritrovata. II testo, tratto dalla cantata XXVII, reperibile in Bruno Brunelli, Tutte le opere di Pietro Metastasio, Mondadori, Milano, 1943-54, 5 voll., è il seguente:

Silvio, amante disperato

Hess 227 – Canzone 20: Terzetto Giura il nocchier; per soprano, contralto e basso; in do maggiore

Hess 227 – Canzone 20: Terzetto “Giura il nocchier”; per soprano, contralto e basso; in do maggiore; 20 battute. [WoO 99, n. 5b.] Per la fonte del testo si veda p il numero 221 del presente catalogo (canzone 14). Composta intorno al 1792-4. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 13.]

Il testo: Giura il nocchier che al mare non presterà più fede, ma, se tranquillo vede il core di nuovo al mar, corre di nuovo al mar. Di non trattar più l’ armi giura il guerrier talvolta, ma se una tromba ascolta, già non si può frenar.

Hess 228 – Canzone 21: Duetto Salvo tu vuoi lo sposo?; per soprano e tenore; in do maggiore

Hess 228 – Canzone 21: Duetto “Salvo tu vuoi lo sposo?”; per soprano e tenore; in do maggiore; 20 battute. Testo tratto dal secondo atto, scena settima, dell’opera di Metastasio Zenobia. Composta intorno al 1796-7. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 12.]

Il testo: Salvo tu vuoi lo sposo? Salvo lo sposo avrai: lascia il tuo riposo lascia la cura a me. I dubbi tuoi perdono; tutto il mio cor non sai: gli spiegherà chi sono quel che io farò per te.

Hess 229 – Canzone 22: Duetto Languisco e moro per te, mio ben, ch’adoro.

Hess 230 – Canzone 23: Quartetto Giura il nocchier; per soprano, contralto, tenore e basso; in do maggiore

Hess 230 – Canzone 23: Quartetto “Giura il nocchier”; per soprano, contralto, tenore e basso; in do maggiore; 20 battute. Per la fonte del testo si veda il numero 221 del presente catalogo (canzone 14). II pezzo rappresenta una novità totale che ho scoperto, nel 1954, nell’archivio della Gesellschaft der Musikfreunde di Vienna. Beethoven l’ha pesantemente cancellata, come nel caso della canzone 10, e ha inserito al suo posto, senza ombra di dubbio, la canzone 14. Si può dunque stimare che l’anno di composizione sia al più tardi il 1800. Lo stesso dicasi per i due pezzi successivi, che sono stati scritti con la stessa calligrafia. A causa del fatto che gli abbozzi per le canzoni 24 e 25 si trovano nel manoscritto di Berlino assieme a quelle numerate 4 e 20 (v. oltre), si può assumere come periodo di composizione quello degli anni 1792-4. [II testo di questa canzone e lo stesso di quello usato per la WoO 99, n. 5a, anche se quella e in una tonalità differente. Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 25.]

Il testo: Giura il nocchier che al mare non presterà il più fede, ma, se tranquillo il vede core di nuovo la mar. Di non trattar più l’ armi giura il guerrier talvolta, ma se una tromba ascolta, già non si può frenar.

(Midi creato da Pierre-Jean Chenevez )

Hess 231 – Canzone 24: Duetto Sei mio ben; per soprano e tenore; in sol maggiore

Hess 231 – Canzone 24: Duetto “Sei mio ben”; per soprano e tenore; in sol maggiore; 14 battute.  Testo tratto dalla Cantata XXIV”, in Bruno Brunelli, Tutte le opere di Pietro Metastasio, Mondadori, Milano, 1943-54, 5 voll. Per la data di composizione, si veda quanto detto per la canzone precedente. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 9. Un facsimile dell’autografo di questa canzone e riprodotto a p. 106.]

L’autografo della canzone italiana è l’ Artaria 166 pagina 45. La canzone è stata scoperta di Willy Hess ed è stata pubblicata in fac-simile nel “Neue Winterthurer Tagblatt” del 16-7-1955, infine nel suo catalogo, pagine 64-65 e, finalmente, nel 1° libro dei Supplemente zur G.A. ,1959.

Il testo in italiano: Sei il mio ben, sei mio conforto, per te porto al cor catene, per te pene di Amor mi dà. Per te calma e pace spero, col pensiero a te m’ aggiro: Né sospiro altra beltà, né sospiro altra beltà.

Hess 232 – Canzone 25: Melodia per tenore solo E pur fra le tempeste; in mi bemolle maggiore

Hess 232 – Canzone 25: Melodia per tenore solo “E pur fra le tempeste”; in mi bemolle maggiore; 20 battute.  Testo tratto dalla cantata di Metastasio La tempesta. Cfr. il numero 230 del presente catalogo (canzone 23) per la data di composizione. [Pubblicata da Hess in SBG, vol. I, 1959, p. 28, con un possibile accompagnamento scritto da Hess.]

E pur fra le tempeste la calma io ritrovai: ah, non ritorni mai più sereno il di. Questo dei giorni miei, questo è il più chiaro giorno, viver così vorrei, vorrai così morire, vivere così vorrei, vivere morire così si.