WoO 57 Andante in fa maggiore, per pianoforte

Andante grazioso con moto

WoO 57 Andante in fa maggiore, per pianoforte, novembre 1803 – primavera 1804, pubblicato a Vienna, Bureau d’ arts et d’ industrie, settembre 1805. GA. n. 192 (serie 18/10) – B. 170 – KH. (WoO) 57 -L. IV, p. 323/35 – N. p. 151 – T. 112.

Il manoscritto originale è sconosciuto. Gli abbozzi si trovano, insieme con quelli del primo e dell’ultimo tempo della Sonata op. 53, nel quaderno dell’Eroica. Il titolo di Andante favori, con il quale il pezzo fu’ designato per la prima volta in una edizione del 1807 di Breitkopf e Haertel ed è oggi ancora comunemente conosciuto, gli deriverebbe, secondo Czerny, proprio da Beethoven che sembra lo abbia prediletto e suonato volentieri in riunioni private. A quanto riferiscono Ries e Czerny, questo Andante avrebbe dovuto far parte, come secondo tempo, della Sonata in do maggiore op. 53. Un amico fece notare a Beethoven che l’opera sarebbe risultata troppo lunga; osservazione che, male accolta in principio, convinse tuttavia il maestro, dopo una certa riflessione, a sostituire il pezzo con l’attuale Introduzione (Adagio molto) al Rondò. In realtà il carattere statico e monocolore dell’Andante non legava troppo con la splendida animazione degli altri due tempi. Come ha scritto Rolland il suo difetto principale non era quello di occupare troppo posto, ma di non essere a posto: cosa della quale alcuni (secondo noi a torto) ancora oggi non sono convinti. La forma è come nel Finale della Sonata, quella di Rondò (e anche questo, cioè la successione nella stessa opera di due movimenti, alquanto lunghi, dello stesso tipo, avrebbe forse nuociuto all’armoniosità della struttura generale, nonostante il loro diverso carattere). Il ritornello, nel cui tema D’Indy ha notato analogia con un episodio del Finale di una Sonata di Rust.

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