WoO 33 Cinque pezzi per Flötenuhr o per strumento meccanico

I) Adagio assai – II) Scherzo – III) Scherzo – IV) Allegro non più molto -V) Allegretto

WoO 33 numero 1 Adagio assai in fa maggiore per musica meccanica

Adagio assai

WoO 33 – 1 – Adagio assai in fa maggiore per musica meccanica, 1799, descritto e pubblicato la prima volta da A. Kopfermann in Musik, appendice al 20° quaderno del marzo 1902 ; in redazione per pianoforte (insieme con lo Scherzo, l’Allegro, l’Allegro non più molto e Allegretto di cui ai seguenti nn. 198, 199 e 200) da G. Schünemann, Mainz, Schott, 1940; secondo la redazione originale da W. Hess nel settimo fascicolo dei Supplemente zur GA., 1963. B. 284 – H. 103 – KH. (WoO)33 – P. 110.

Il manoscritto originale è conservato, insieme con quelli di cui ai seguenti nn. 198 e 199, nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. I tre pezzi furono probabilmente scritti da Beethoven per il Flötenhur (organo meccanico) della Galleria d’arte del conte Deym (lo « Hofstatuarius Müller ») a Vienna. La loro attrattiva doveva consistere nell’effetto timbrico del particolare strumento, ricco d’arpeggi, di fioriture e di volate intorno alla semplice melodia.

Di varie trascrizioni di questo Adagio, per violoncello e pianoforte, violino e pianoforte, quartetto d’archi, quintetto e altri complessi di strumenti a fiato, ci da parimenti notizia lo Hess nel suo catalogo, pagg. 34 e 35.

WoO 33 numero 2 Scherzo in sol maggiore per musica meccanica

Allegro

Scherzo in sol maggiore per musica meccanica (Spielhur, Carillon), 1799, pubblicato per pianoforte insieme con l’Allegro di cui al seguente n. 199 dallo Chantavoine (Deux airs pour boite à musique), Parigi, Heuge. au Ménestrel, 1902; e nei Sudeten Monatsheften, giugno 1936; insieme con l’Adagio assai, l’Allegro e l’ Allegro non più molto e Allegretto di cui al precedente n. 197 e ai seguenti 199 e 200 da G. Schiinemann, Mainz, Schott, 1940; secondo il manoscritto originale: da E. Becking, Das Scherzo Thema, ecc., 1921 e da W. Hess nel settimo fascicolo (Appendice) dei Supplemente zur GA., 1963.H. 104 – KH. (WoO)33/2.

Il manoscritto originale (a due righe, in chiave di violino) è conservato anch’esso nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino.

WoO 33 numero 3 Scherzo in sol maggiore per musica meccanica

Allegro

Scherzo di cui al Biamonti 198 da Chantavoine, Parigi, Heugel, pz; e nei Sudeten Monatsheften, giugno 1936, insieme all’Adagio, lo Scherzo e l’Allegro non più molto e Allegro di cui ai nn. 197, 198 da da G. Schünemann, Mainz, Schott, 1940; secondo la redazione originale da W. Hess in Ricordiana, Milano, maggio 1957 e nel primo fascicolo dei Supplemente zur GA., 1963.H. 105 – KH. (WoO)33/3.

Scritto per la stessa destinazione di cui ai nn. 197 e 198 dello stesso carattere.

WoO 33 numero 4 Allegro non più molto in do maggiore, senza indicazione di strumento

Allegro non più molto

Allegro non più molto in do maggiore, senza indicazione di strumento, 1799, pubblicato da G. Schünemann, insieme all’Adagio, allo Scherzo e all’Allegro di cui ai precedenti nn. 197, 198, 199, Mainz, Schott, 1940, e da W. Hess nel settimo fascicolo dei Supplemente zur GA., 1963. B. 317 – H. 106 – KH. (WoO)33/4 e 5 – T. 29.

Il manoscritto originale, conservato già nella Preussische Staatsbibliothek di Berlino, è scomparso dopo la fine della guerra 1939-1945; ne esiste però la fotocopia presso la Beethovenhaus. E’ scritto originalmente in due righi, rispettivamente in chiave di contralto e di tenore. È possibile, dice lo Hess nel suddetto numero di catalogo, che questi due pezzi siano stati scritti a Bonn e nel Supplemente aggiunge “o nei primi tempi di Vienna per uno Spielhur;” ma non ne sappiamo niente di preciso. Anche il catalogo Thayer accenna con qualche dubbio al periodo bonnense. Per contro il catalogo KH. li assegna al 1799.

WoO 33 numero 5 Allegretto (Minuetto con Trio) in do maggiore, senza indicazione di strumento

Allegretto

Allegretto (Minuetto con Trio) in do maggiore, senza indicazione di strumento, 1799, pubblicato da G. Schünemann, insieme all’Adagio, lo Scherzo e l’Allegro di cui ai precedenti nn. 197, 198, 199, Mainz, Schott, 1940, e da W. Hess nel settimo fascicolo dei Supplemente zur GA., 1963. B. 317 – H. 106 – KH. (WoO)33/4 e 5 – T. 29.

Il manoscritto originale, conservato già nella Preussische Staatsbibliothek di Berlino, è scomparso dopo la fine della guerra 1939-1945; ne esiste però la fotocopia presso la Beethovenhaus. E’ scritto originalmente in due righi, rispettivamente in chiave di contralto e di tenore. È possibile, dice lo Hess nel suddetto numero di catalogo, che questi due pezzi siano stati scritti a Bonn e nel Supplemente aggiunge “o nei primi tempi di Vienna per uno Spielhur;” ma non ne sappiamo niente di preciso. Anche il catalogo Thayer accenna con dei dubbi al periodo di Bonn. Per contro il catalogo KH. li assegna al 1799.

Dell’Adagio esistono diverse edizioni e trascrizioni:

  • Una trascrizione per violoncello e pianoforte, in re maggiore, da J. van Lier, Steingräber 1902.
  • Una trascrizione per pianoforte solo, apparsa nel 1902 a Stoccolma, sulla rivista «Damemas Musikblad», a cura di Victor Patrik Vretblad.

Una trascrizione per violino e pianoforte, a cura dello stesso trascrittore, apparsa tra il 1906 e il 1910 a Stoccolma, sulla rivista « Orgel- und Pianomagasin » di Nahlstròm. La trascrizione è stata catalogata in “Hess 3” col n. 270. Devo a Donald y/. MacArdle (U.S.A.) l’informazione che questo “Adagio sconosciuto per violino e pianoforte” è effettivamente una trascrizione dell’Adagio per lo Spieluhr.

  • È altrettanto verosimile che l’Adagio sconosciuto per quartetto d’archi citato da Marion Scott (Beethoven, Dent & Sons, Londra 1934, p. 250) sia identico all’Adagio per Spieluhr, poiché la Deutsche Staatsbibliothek viene indicata come l’istituzione che possiede l’autografo, ma non si ha notizia che lì vi sia conservato altro Adagio che non sia quello per lo Spieluhr. E’ più verosimile che si tratti di un errore, dato che l’Adagio per lo Spieluhr è scritto in quattro chiavi. Hess lo classifica col n. 271.
  • Una trascrizione per flauto, oboe, clarinetto, fagotto e corno, scritta dal Kapellmeister Böhme, è stata eseguita a Bonn nel 1902, ed è ancora inedita. E’ probabile che Max Unger si riferisca a questa trascrizione quando cita una versione per strumenti a fiato dell’ Adagio (in “Hess 3” catalogata col n. 16). Lo stesso pezzo è citato in Die Musik, vol. 1, n. 15/16, 1902, p. 1474. Non c’è da nessuna parte l’evidenza che sia mai esistita una versione per strumenti a fiato originale di Beethoven.
  • Una trascrizione per flauto, due oboi, due clarinetti, due fagotti e due comi, è apparsa, a cura di Willy Hess, in un’edizione della Breitkopf & Härtel, Wiesbaden 1957.

[Per essere chiari fino in fondo, si noti che il riferimento, nel testo, a “Hess 3” è alla terza edizione del catalogo Hess, quella stampata in italiano a Roma nel 1953, e non al numero 3 del presente catalogo. Cfr. il riferimento a tale edizione nel primo paragrafo della prefazione originale di Willy Hess.39]

Lo Scherzo e l’Allegro sono stati pubblicati in una trascrizione per pianoforte solo da J. Chantavoine, nell’edizione Deux airs pou boite à musique, Au Ménestrel, Heugel & Cie., Parigi 1902; e di nuovo, sempre per pianoforte solo, nella « Sudetendeutsche Monatshefte », VI (giugno 1936).

Le trascrizioni per pianoforte di tutti e tre i pezzi, insieme ai due numeri di catalogo che seguono, sono stati pubblicati da Georg Schiinemann nell’edizione Ludwig van Beethoven. Stuckefiir die Spielhur, B. Schott Sohne, Mainz, 1940.