WoO 6 Rondò in sì bemolle maggiore per pianoforte e orchestra

Rondò : Allegro

WoO 6 – Rondò in sì bemolle maggiore per pianoforte e orchestra, 1795 circa, pubblicato a Vienna in parti staccate, Diabelli, giugno 1829; sulla scorta di queste, in partitura nella GA. Un’altra edizione moderna della partitura sulla base del manoscritto originale è opera recente di W. Hess nel terzo fascicolo dei zur GA.,1960. GA. n. 72 (serie 9/9) – B. 151 – KH. (WoO)6 – L. IV, p. 362// – N. p. 141 – P. 112 – T. 280.

Questa composizione, trovata fra le carte di Beethoven dopo la sua morte, fu inclusa nel catalogo, compilato per la vendita all’asta del 5 novembre 1827, fra i lavori abbandonati, incompiuti e autografi (Interlassene, nicht Wollstandige und Eigenhandig) al n. 177 con il titolo : Rondò fur Orchester furs P. F., unbekannt (Rondò con orchestra per pianoforte, sconosciuto). Il manoscritto originale è stato ritrovato soltanto nel 1898, ed è oggi conservato nell’archivio della società degli Amici della Musica di Vienna. L’abbozzo dell’Andante centrale è riportato dal Nottebohm insieme con quello della Romanza per cembalo, flauto e fagotto. L’annotazione, apposta ad un catalogo manoscritto da L. Sonnleithner e’ basata su una dichiarazione di Diabelli che il Rondò sarebbe stato lasciato incompiuto da Beethoven e ultimato per l’accompagnamento dallo Czerny, non risponde a verità, come ha precisato a suo tempo, cioè dopo la scoperta della partitura di cui sopra ed in seguito ad un confronto con quella pubblicata dalla GA., il Mandyczewsky. Lo Czerny in realtà si è limitato all’introduzione delle cadenze ed al completamento di alcuni passaggi del solista che Beethoven aveva appena accennato. La recente pubblicazione della partitura ad opera dello Hess ci offre la possibilità di valutare con esattezza, anche riguardo alle conclusioni del Mandyczewsky, l’opera dello Czerny che, pur entro i limiti accennati, appare informata a criteri virtuosistici e non tiene conto dell’estensione della tastiera dei pianoforti di allora. Si è pensato da alcuni — lo Jahn per il primo — che questo Rondò fosse stato in origine destinato a Finale del Concerto per pianoforte e orchestra in si bemolle maggiore, e il Mandyczewsky ha fatto notare vari passi che potrebbero apparire come primi accenni di quanto poi nel Finale suddetto è stato realizzato; ma si tratta di una supposizione non avvalorata da prove decisive. Orchestra: i flauto, 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni, archi.

Il rondò inoltre è stato registrato a cura di Inedita, nostro partner e sostenitore, nel volume 2 della collana, con Roberto Diem Tigani alla direzione dell’ orchestra di Sassari, e Maurizio Paciariello al pianoforte. Il file sonoro è tratto dal loro demo posto sul sito. Esistono inoltre registrazioni dello stesso cd che potete ascoltare su Youtube, sebbene non autorizzate da Inedita stessa. (Midi creato da Pierre-Jean Chenevez)