WoO 1 Musik für einem Ritterballet (Musica per un balletto cavalleresco) per orchestra

I) Marsch – II) Deutscher Gesang. Allegro moderato – III) Jagdlied. Allegretto (Deutscher Gesang. Allegro moderato). – IV) Romanze. Andantino (Deutscher Gesang. Allegro moderato) – V) Kriegslied. Allegro assai con brio (Deutscher Gesang. Allegro moderato) – VI) Trinklied. Allegro con brio (Deutscher Gesang. Allegro moderato) – VII) Deutscher Tanz. Walzer (Deutscher Gesang. Sezione breve)) – VIII) Coda. Allegro vivace – Andantino

WoO 1 Musik für einem Ritterballet (Musica per un balletto cavalleresco) per orchestra, inverno 1790-1791, pubblicato la prima volta (partitura) nel Supplemento della GA., 1888. GA. n. 286 (serie 25/23) – B. 149 – KH. (WoO) l – P. 29 – Sch. p. 217/27 – T. 12. Il manoscritto originale è conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino.

Il conte boemo Ferdinand Ernst Waldstein, intelligente dilettante di musica e tra i primi amici e protettori di Beethoven era venuto a Bonn (nel 1787 al più tardi) per compiere il noviziato nell’ordine dei Cavalieri Teutonici, nel quale fu poi ammesso con solenne investitura il 17 giugno 1788.

Il Balletto cavalleresco, da lui allestito con la collaborazione del coreografo Habich di Aachen, fu rappresentato nella sala del Ridotto di Bonn il 6 marzo 1791, ultima domenica di carnevale, con la partecipazione di tutta la nobiltà in antichi costumi germanici. Esso aveva per oggetto, a quanto è riferito dal corrispondente del Theater Kalender di Gotha per l’anno 1791, «la vita dei nostri primi padri dediti alla guerra, alla caccia, alle avventure d’amore e ai conviti ». La musica fu per qualche tempo attribuita allo stesso Waldstein, e con il suo nome figurava nella prima rappresentazione; ma è di Beethoven, il quale forse, secondo l’opinione di qualche studioso, si sarebbe dovuto a bella posta « tener basso » perché l’attribuzione al suo nobile collaboratore avesse più verosimiglianza. Potrebbe anche darsi però che qualche tema sia stato del Waldstein. L’opera consta di otto piccoli pezzi tutti in re maggiore, meno il quarto che è in si minore:

I. Marcia (flauto piccolo, 2 clarinetti, 2 corni, 2 trombe, timpani e archi):

II Deutscher Gesang (Canto tedesco) (2 clarinetti, corni e archi):

III Jagdlied (Canzone di caccia) (flauto piccolo, 2 clarinetti, 2 corni e archi):

IV Romanza (archi soli, pizzicato): seguita da una ripresa del Deutscher Gesang.

V. Kriegslied (Canzone di guerra) (2 corni, 2 trombe, timpani ed archi): seguita da una ripresa del Deutscher Gesang.

VI. Trinklied (Brindisi) (flauto piccolo, 2 clarinetti, 2 corni, 2 trombe, timpani ed archi):

VII. Deutscher Tanz (Danza tedesca) (Valzer) (2 clarinetti, 2 corni e archi)

VIII. Coda (flauto piccolo, 2 clarinetti, 2 corni, 2 trombe, timpani e archi) : con intercalato ancora un breve ritorno del Deutscher Gesang.

CURIOSITA’

Le opere di Beethoven che giustamente e solitamente destano in noi maggiore interesse, sono le Sinfonie e le Ouvertures, ma, in realtà, queste rappresentano solo una parte della sua produzione musicale. Esistono, infatti, moltissime opere che furono scritte su committenza e nelle quali, quindi, Beethoven si adattò alle regole di “mercato” del tempo, sacrificando quella ricerca assai più complessa e profonda che caratterizzò la sua grande musica sinfonica.

Ma se invano dunque cercheremmo in queste partiture “leggere” il Beethoven titanico, sarebbe altrettanto sbagliato liquidare queste opere in maniera superficiale.

Il Ritterballet, ad esempio, pur essendo la prima vera opera di taglio solo orchestrale di Beethoven e legata ad una commitenza, ha qualche spunto interessante.

Il balletto, visto il soggetto cavalleresco, è molto vivace e consta di otto pezzi. Lo spirito militare caratterizza la Marcia introduttiva, il quinto pezzo “Kriegslied” (Canto di guerra) – uno dei tre migliori – dove trombe e timpani la fanno da padrone e la Coda finale che è in forma bitematica.

Il secondo pezzo è il “Deutscher Gesang” (Canto tedesco) che, oltre ad essere uno dei tre brani migliori, è quello che si intervalla fra un pezzo e l’altro e lo ritroviamo, infine, nella Coda attaccato al secondo tema principale ed infine, Beethoven lo riprende nella finale riproposizione del primo tema: «(…) riattaccando ingegnosamente con una parodia (…) compresso in un contesto ritmico più serrato e sospinto (…)»[1]

Il canto è ciò che caratterizza tutto il balletto: il n. 3 Jagdlied (Canto di caccia), il n. 4 Romanze (Canto d’amore), il n. 6 Trinklied (Canto del brindisi).

La Romanze è il terzo brano che si eleva rispetto al resto della musica: «(…) per soli archi, che suonano sempre in pizzicato, questo brevissimo movimento, (…) è una serenata in miniatura e riecheggia la romanza di Pedrillo nel terzo atto del Ratto del Serraglio (…)»[2] di Mozart.

[1] Luigi Della Croce: Ludwig van Beethoven. La musica sinfonica e teatrale. L’Epos editore

[2] Luigi Della Croce: Ludwig van Beethoven. La musica sinfonica e teatrale. L’Epos editore

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