Unv. 3 – Biamonti 838 – Decima sinfonia (Frammento)

Marzo 1825 – Maggio 1826 (Nottebohm II, pagina 11 – 12).

Si trovano al principio del terzo quaderno, con alcuni abbozzi per l’ouverture sul nome di Bach, di cui al numero 832. Secondo una annotazione in margine dello Schindler si riferirebbero allo scherzo e all’andante di una 10ª sinfonia, allora progettata da Beethoven. Nottebohm al contrario sostiene che si tratta di abbozzi che non avrebbero avuto una finalità precisa, rimasti senza seguito. Studi più moderni autorizzano però ad ammettere che Beethoven abbia in realtà in questo ultimo periodo della sua vita non solo progettato, ma anche fissato gli estremi di una nuova sinfonia, almeno negli elementi essenziali (di cui gli abbozzi suddetti potrebbero ben considerarsi un primo accenno), in altri quaderni oggi irreperibili. Molti musicologi hanno provato a ricostruire il volto della 10ª sinfonia (fra i quali Barry Cooper, ad esempio, che potete ascoltare qui sotto).

Nel nostro sito Internet vi presentiamo anche gli abbozzi ricostruiti dall’amico e musicologo tedesco Gerd Prengel. A voi il giudizio su questa opera misteriosa.

Dopo alcuni contatti epistolari col musicista giapponese Hideaki Shichida, la sua squisita disponibilità fa si che il nostro sito possa presentare la sua integrale ricostruzione della Decima, suddivisa nei canonici quattro tempi. Ecco dunque il suo lavoro, presentato senza riferimenti estetici o di merito.

Hideaki Shichida, Composer. Born in 1957, Nationality: Japanese. 1977~1981 majored in composition at the  “Tokyo National University of Fine Arts and Music”.

Major works*
1979 Concerto for Cello and Orchestra
1980 Serenade for Strings
1987 Festival Overture for Orchestra
Music for the National Cultural Festival
1999 Music for the National Athletic Meeting
2002 Barcarolle for Orchestra
2012 Festival Overture for Wind Brass
2013 Beethoven’s tenth Symphony, First movement.
Festival Prelude for Wind Brass
March No.2 for Wind Brass

Il primo movimento, diretto dal maestro Pierangelo Gelmini con l’Orchestra Sinfonica del Lario durante il concerto intitolato “Beethoven X, l’ inaudito”, si può vedere ed ascoltare sul nostro sito

Unv. 3 – Biamonti 838 – Decima sinfonia (Frammento) Discografia

Marzo 1825 – Maggio 1826 (Nottebohm II, pagina 11 – 12).

Unv. 3 – Biamonti 838 – Decima sinfonia (Frammento)

Risorse Internet

Unv. 3 – Biamonti 838 – Decima sinfonia (Frammento)

Risorse da “Il Giornale della Musica” anno quarto numero 32 dell’ ottobre 1988

Per un secolo e mezzo siamo stati tutti convinti che l’ultimo, supremo testamento artistico di Beethoven fosse tutto nella sua Nona sinfonia. Ora siamo invece di fronte a un avvenimento eccezionale: gli appunti per il primo movimento (Andante-Allegro-Andante di dodici minuti) della Decima Sinfonia di Ludwig van Beethoven sono stati scoperti e completati dal musicologo scozzese Barry Cooper. L’inedito verrà eseguito il prossimo 18 ottobre durante un gala alla Royal Festival Hall di Londra con cui la Royal Philharmonic Society inaugurerà la sua stagione 1988/89. La Royal Liverpool Philharmonic Orchestra sarà diretta da Walter Weller. Pubblichiamo qui una nota di Barry Cooper per la prima mondiale del brano.

“Otto giorni prima della sua morte Beethoven, in risposta ad una generosa donazione della Philharmonic Society di Londra, s’offrì di comporre «una nuova sinfonia che si trova, già abbozzata, syl mio tavolo di lavoro». Alcuni anni più tardi il suo amico Karl Holz confermò che Beethoven aveva il primo movimento «pronto in testa» e gliel’aveva suonato al pianoforte. Holz ne diede persino una breve descrizione: una delicata introduzione in sol bemolle maggiore seguita da un poderoso Allegro in do minore. Ma tentativi di identificare alcuni tra le migliaia di appunti come quelli definitivi per una nuova sinfonia sono stati per decenni senza successo. Soltanto in questi Anni Ottanta è stato identificato un significativo gruppo di abbozzi: e questi abbozzi corrispondono esattamente alla descrizione di Holz. Possiamo essere sicuri che questi erano quelli cui faceva cenno Beethoven nella sua lettera alla Philharmonic Society. Gli abbozzi sono frammentari: nessuno è più lungo di una ventina di battute e molti di essi non contengono indicazioni armoniche o di orchestrazione. Ma per chi ha grandissima familiarità con i metodi compositivi di Beethoven, questi rivelano un grande livello, superiore alle apparenze. Avendo già studiato abbozzi di Beethoven per numerosi altri lavori, durante la stesura di un mio libro {Beethoven and thè Creative Process, che sarà pubblicato dall’Oxford University Press) mi sono sentito in sufficiente dimestichezza per tentare di costruire un movimento che credo ragionevolmente aderente a quanto Beethoven aveva in mente. Due terzi circa di questo movimento sono basati direttamente su abbozzi di Beethoven: la parte rimanente l’ho sviluppata dagli stessi materiali tematici, attenendomi il più possibile a quanto mi pareva avesse in mente Beethoven. 

Lo stesso obbiettivo ho perseguito per restituire lo spirito artistico sotteso al progetto beethoveniano, e per collocare i suoi abbozzi, che sono di eccellente qualità (persino superiore ai suoi più alti standard) il più possibile nel contesto per il quale essi erano stati concepiti. Il risultato è certamente molto più vicino alla Decima Sinfonia di Beethoven di qualsiasi altra ricostruzione tentata sinora, e questo significa che la Royal Philharmonic Society, che sta per darne la prima esecuzione, può infine avere un piccolo riconoscimento per la generosità che 161 anni fa dimostrò a un Beethoven ormai morente.”

Barry Cooper 

I testi e i documenti di questa pagina sono stati riveduti da  Cristina  Rapinesi. Chi volesse  contattare il revisore, lo può fare tramite il nostro modulo di contatto.