Trattato di armonia e composizione – Parte seconda

CAPITOLO VIII – Della quarta specie del contrapunto semplice a tre parti.

In questa specie non si possono impiegare che accordi dissonanti,.  Al tempo forte in cui si trova la legatura, si possono collocare dissonanze accompagnandole di intervalli che appartengono alla natura dell’accordo. L’ accordo di quarta e sesta parimente piò essere impegnato tempo forte. Tutte le dissonanze si risolvono discendendo (di un grado). Gli accordi vuoti senza terza possono servire nella prima e nell’ultima misura al tempo debole. La Terza minore può essere raddoppiata: la terza maggiore può essere raddoppiata come terza nota (del tuono) nella parte intermedia, ma non mai come nota sensibile. Molte cose che le regole vietano nella parte superiore, sono premesse nell’ inferiore, atteso che questa è meno sensibile all’orecchio. Quando il basso si ferma sopra un pedale e una parte superiore sincopa, le dissonanze che ne provengono, lungi dall’essere difettose sono di buon effetto. Le terminazioni possono essere fatte in tre modi, secondo che il contrappunto è alla parte superiore, inferiore, o intermedia.

In questo esempio le legature di settima si riproducono di troppo: si sarebbe potuto evitare questo difetto rompendo la sincope con una consonanza. Dalle misure quarta e quinta, contando dalla fine, si trovano quinte nascoste.

Qui pure la legatura di seconda vi è troppo ripetuta. (Queste successioni di quinte moltiplicate non sono considerate come un errore. Cosa singolare! Quanto a me, non saprei trovarvi alcun piacere).

Lo stesso canto fermo con un nuovo contrappunto e un’altra parte di basso.

Pagina tratta da : Ludwig van Beethoven – Studi ossia Trattato di armonia e di composizione; prima versione italiana con note di F.G. Fétis (1784-1871) e L.F. Rossi (1805 – 1863)  Milano, Luigi Ricordi & C. 1855, traduzione da Ignaz Xaver von Seyfried Ludwig van Beethoven’s Studien im Generalbasse, Contrapunkte und in der Compositions=Lehre , Wien, Tobias Haslinger, 1832. (traduttore Luigi Felice Rossi)