Trattato di armonia e composizione – Parte prima

CAPITOLO III –

Gli accordi fondamentali sono quelli da cui gli altri derivano. Non ve n’ ha che due: il perfetto, o accordo di tre suoni e l’accordo di settima. Tutti gli altri accordi sono ricavati da questi per rivolto o per derivazione. Se si scrive un basso nel quale non appariscano se non accordi perfetti e di settima, esso è un vero basso fondamentale.

La dissonanza si risolve ordinariamente discendendo di un grado diatonico; nullameno v’ha parecchi intervalli dissonanti, particolarmente gli intervalli eccedenti che si risolvono ascendendo di un grado: in questo caso la risoluzione si fa nella parte più acuta.

Quando la dissonanza, posta per esempio in una parte superiore, fa un salto verso il basso o sopra la nota di un’ altra palle, ciò chiamasi un rivolto della risoluzione.

Quando il basso prende un intervallo dell’armonia precedente prima che abbia avuto luogo la risoluzione, il movimento è regolare, poiché i due accordi hanno la stessa origine.

Il movimento anticipato delle parti superiori di un accordo o soltanto di un intervallo di questo stesso accordo con quello del basso dicesi anticipazione.

Soltanto dopo un accordo dissonante può trovarsi un’ anticipazione di risoluzione della specie qui accennata : poiché qui, nel secondo esempio, la quinta falsa che costituisce la dissonanza, è già risolta anticipatamente: ciò che tuttavia non sempre avviene.

Le anticipazioni possono egualmente impiegarsi nel basso, come vedesi nell’ esempio seguente.

Nelle note di passaggio, è mestieri distinguere quelle che fanno parte dell’armonia, e particolarmente quelle che sono disposte nell’ accordo come segue:

Le risoluzioni intermedie sono pure della stessa specie.

Lo stesso ha luogo sul basso pedale.

Altrettanto dicasi per un cangiamento di dissonanza in una consonanza o viceversa.

l’ accordo perfetto ordinariamente non si prepara (e non s’indica) tuttavia scontransi talvolta al disopra o al disotto, isolati o riuniti de’ numeri che determinano gl’intervalli di quest’ accordo : ciò proviene spesse volle dalle dissonanze di prolungazioni d’altri accordi sulle note fondamentali di quello.

Talora altresì ad evitar qualsiasi errore, s’indica con diversi nume a l’accordo perfetto, allorché questo è seguito da dissonanze.

Alcune volte si numera particolarmente una nota d’accompagnamento che parrebbe dover essere considerata come nota di passaggio.

Le terze maggiori accidentali hanno una tendenza ascendente, qualche volta però esse discendono nelle armonie a quattro parti,

II numero è l’indicazione usata dell’accordo di sesta. Talvolta vi si aggiungono i segni degli altri intervalli dell’ accordo. Tutte le successioni non melodiche sono evitate col raddoppiamento di un intervallo.

A ciò particolarmente è necessario attenersi, quando la quinta segue la sesta e reciprocamente.

Nello stile elegante accomagnasi altresì la sesta coll’ ottava.

La sesta può essere impiegata con l’ ottava diminuita, senz’ essere compagnata da alcun altro intervallo.

La dissonanza di sesta diminuita è usata raramente

Quando in un basso non numerato la parte superiore cangia, per mezzo di una nota breve, la terza o la sesta, si continua a sostener 1’ accordo, quand’ anche il movimento è lento. Alcune volte la successione esige che l’ accordo di sesta sia scritto a cinque parti.

L’ accordo impropriamente chiamato perfetto diminuito o armonico è numerato coll’ indicazione ordinaria della quinta falsa o non lo è affatto. Né tuoni per diesis, si pone alla quinta un bequadro a vece di un b. Talvolta trovansi altri segni al disopra della nota di basso di quest’ accordo. Alcuni compositori, avendo osservato sensatamente che l’accordo di quinta e colla sua quinta falsa non è soventi volte numerato se non col segno 5b o 5bequadro, credettero necessario segnar l’accordo diminuito con un — al disopra del 5b o 5bequadro. Il accordo detto impropriamente perfetto eccedente, armonico, si compone, oltre la quinta eccedente, della terza maggiore e dell’ottava giusta, Esso non è numerato che del segno della quinta eccedente. vien tuttavia accompagnato talvolta de’ segni degli altri intervalli dell’ accordo. Questa quinta è una dissonanza che non può guari essere impiegata senza preparazione, e che ha sempre un moto ascendente.

Quest’intervallo, per mezzo dell’alterazione che converte la nota naturale in una quinta eccedente, è introdotto d’ordinario come eleganza del canto nelle modulazioni di lento movimento.

L’accordo di quarta e sesta è rappresentato in modo assai chiaro dai numeri. La quarta diminuita debb’ essere preparata: la quarta giusta non lo è sempre.

Questa quarta giusta, benché leggermente dissonante debbe risolversi regolarmente, eccetto quando è impiegata come nota di passaggio.

La quarta consonante può essere accompagnata dalla sesta maggiore o minore, e la sua risoluzione si fa immediatamente sull’accordo perfetto.

Ciò non è sempre necessario, si muova il basso o non si muova, atteso che la serie de’ numeri fa bene spesso nascere altri accordi pe’ quali la risoluzione della quarta è qualche volta sospesa, non però mai annientata.

Quando nell’ accordo di sesta, la terza si prolunga sulla quarta, questa delicata armonia debb’ essere accompagnata a tre parti. Se vuolsi nulla meno accompagnare a quattro, si raddoppia la sesta in luogo del basso all’ottava. Le tre specie di quarta e le due consonanti possono essere impiegate in questo modo, le prime debbono essere preparate e risolversi distendendo: gli è perciò necessario d’indicarle con un segno all’ accompagnatore poco esperto. Colla quarta diminuita la sesta è minore.

Colla quarta eccedente, la sesta è maggiore.

Colla quarta giusta, essa può essere maggiore o minore.

Quando sopra una nota del basso immobile si percuote l’ armonia di quarta e sesta e reciprocamente, giova accompagnare a sole tre parti.

Si più tuttavia intromettere la quarta parte, raddoppiando la sesta all’ ottava.

L’ accordo di quarta e sesta qui è soltanto di passaggio, la successione semplice somiglia piuttosto alla seguente.

Quando la quarta eccedente è di passaggio, il basso può non sempre discendere: può talvolta restar come pedale.

Nell’ esempio seguente, la quarta eccedente va per anticipazione a vece di risolversi sulla sesta un ottavo più tardi.

E meglio, quando vogliasi cangiare l’andamento naturale dulie parli, appoggiare la risoluzione della quinta falsa al basso per mezzo di un salto, che di far risolvere questa quinta sull’ottava del basso colla voce superiore; in conseguenza del che si accomodano i numeri,

La quarta giusta colla sesta si trova talvolta seguita dalla quinta colla settima sul basso sostenuto : essa accompagnasi allora a tre parti.

Quando il basso è ascendente, gli accordi di sesta e ottava e di quarta e sesta, succedonsi per moto contrario, debbono essere parimente accompagnati a tre parti.

Se, a cagione di una appoggiatura faciente una quarta di passaggio, si credesse necessario numerar l’accordo di quarta e  sesta come nel seguente esempio, sarebbe mal fatto, poiche questa nota è puramente di gusto, e l’armonia può esser ridotta come segue:

L accordo di terza, quarta e sesta è indicato dai numeri 3/4  e non vi si aggiunge il 6 se non quando e accompagnato da un segno di alterazione #6, 6, b6 e  \natural  6, o quando la risoluzione della dissonanza si fa sull’ intervallo di sesta.

o ben anche quando la sesta, procedendo per gradi congiunti sul basso che resta immobile, s’alza verso un altro intervallo.

Le seste minore, maggiore ed eccedente, le quarte giusta ed eccedente,e le terze minore e maggiore sono gl’ intervalli ch’entrar possono nella formazione di questo accordo.

Caso in cui la sesta maggiore è accompagnata dalla quarta eccedente e dalla terza maggiore.

Caso in cui la sesta minore è accompagnata dalla quarta giusta e dalla terza minore.

Caso in cui la sesta maggiore è accompagnata dalla quarta eccedente e dalla terza minore.

Caso in cui quest’ intervallo è accompagnato dalla quarta giusta e dalla terza maggiore.

Caso in cui la sesta eccedente è accompagnata dalla quarta eccedente e dalla terza maggiore.

Spesso all’accordo di terza, quarta e sesta si aggiunge l’ ottava, non per completar l’armonia, ma per la risoluzione di una dissonanza precedente o per la preparazione d’una seguente.

In un caso come il seguente impegnasi soltanto l’accordo di sesta, poiché l’accordo di terza e quarta sarebbe troppo duro per la melodia. L’ accompagnamento completo di questo accordo è tuttavia necessario per le successioni seguenti.

L’ accordo di quinta e sesta è composto della terza, della quinta e della sesta: indicasi con 5/6 ,e talvolta con una quinta falsa, il solo numero 5b. Questo accordo può essere accompagnato con tre specie di seste cioè, la sesta eccedente, la maggiore e la minore: con due specie di quinte, la falsa e la giusta, e con due specie di terze, la maggiore e la minore.

Negli esempi seguenti vedesi un cangiamento d’ armonia e una anticipazione della modulazione.

Talvolta, a motivo della risoluzione o della preparazione di una dissonanza, impiegasi l’ottava come quinta parte.

Quando la nota del basso rimano immobile (pedale), se l’accordo di quinta e sesta si risolve sull’accordo di quarta o sesta, si prende per quarta parte l’ottava in vece della terza, l’armonia altro non essendo in realtà che un accordo di quarta e sesta, in cui la quarta è ritardata dalla quinta giusta, che si trova del pari preparala.

Se tuttavia la nota di basso essendo sostenuta, la quinta è seguita da altri intervalli che la quarta, o se la nota di basso non è pedale, si conserva l’ordinario accompagnamento dell’armonia di quinta e sesta: negli esempi precedenti,e particolarmente nelle cadenze prolungateci pone l’ arco di Telemann  sopra il 5.

Sopra una nota di basso immobile dello stesso genere, l’armonia di quinta può essere seguita dalla terza e quarta e da qualche altro accordo, sia che la nota di basso si nuova in seguito, sia che rimanga al suo luogo.

La sesta eccedente è sempre accompagnata in questo accordo dalla quinta giusta e dalla terza maggiore.

Gli esempi seguenti provano che la sesta può esser percossa senza preparazione insieme con la quinta falsa.

Questa quinta falsa non preparatale questa risoluzione della dissonanza si fanno buone negli esempi seguenti.

La conservazione di una buona posizione (della mano), la progressione naturale della melodia, e la necessità d’evitare cattive successioni, sono motivi sufficienti per non preparare la quinta falsa, la quale per altra parte può essere presa liberamente di posta. Alcune volte si accompagna la quinta falsa con la terza raddoppiata a vece della sesta, comechè quest’ultima non sia contraria alla regolarità della modulazione; ciò ha luogo per evitare che  alla risoluzione di dissonanze precedenti, la sesta presa di posta non produca uno spiacevole effetto, per mantenere la purezza della melodia ed evitare errori nello stile puro e corretto.

L’  accordo di seconda è composto della seconda, della quarta e della sesta. La sesta può essere maggiore o minore; la quarta, eccedente o giusta la seconda, maggiore, minore ed eccedente. L’  intervallo dissonante si trova sempre preparato; o, come nota di passaggio nel basso, è sempre risolto discendendo.

Quando la seconda maggiore è accompagnata dalla quarta giusta e dalla sesta maggiore, la quarta può salire, discendere, rimaner pedale o fare un salto discendendo.

Quest’intervallo è ugualmente libero, quando è accompagnato dalla seconda maggiore o minore e dalla sesta minore.

Quando la quarta eccedente è accompagnata dalla seconda maggiore e dalla sesta maggiore, può restar immobile o salire. Lo stesso avviene quand’ essa è accompagnata dalla seconda eccedente e dalla sesta maggiore: in questo caso, essa può anche discendere accidentalmente, ma è mestieri che incontri immediatamente la quinta.

Qualche volta la quarta eccedente fa un salto discendendo

Per fare men sensibile ciò ohe v’ha di difettoso nel salto della quarta eccedente, si raddoppia la seconda.

Impiegasi senza preparazione la quarta eccedente colla sesta maggiore, la seconda minore colla sesta minore colla seconda eccedente, la quarta eccedente e con questa la sesta maggiore, e la seconda maggiore con un segno doppio d’alterazione 4, o 4# .

Nell’ esempio seguente la quarta deve egualmente essere impiagata con un segno d’alterazione.

L’accordo di seconda e quinta si compone come, l’ indica il suo nome, della seconda e della quinta. Si raddoppia uno di questi due intervalli per quarta parte. La sua indicazione è 5/2 La seconda è maggiore, la quinta giusta, e la dissonanza è posta, come in tutte le armonie di seconde legate, nel basso.

Nelle successioni irregolari ove son note di passaggio, impiegasi talvolta la quinta eccedente.

L’  accordo di seconda, quarta e quinta contiene gl’ intervalli che indica il suo nome. Il primo è maggiore, gli altri due devono essere giusti. Quest’ accordo è indicato dai numeri 5/4/2.

L’ accordo di seconda e terza è composto della seconda minore, della terza maggiore e della quinta giusta; indicasi con un 2 accompagnato dal segno di abbassamento o di un 3.

Quest’ accordo si presenta talvolta nelle successioni irregolari come un accordo di terza e quarta anticipato, accompagnato dalla seconda maggiore, o dalla terza minore.

L’ accordo di settima si presenta sotto varie forme. E’ con la terza e la quinta; 2° colla terza e l’ ottava; 3° colla terza raddoppiata. Egli è designato da un 7, o da un 5. Può essere formato dalle settime diminuita, minore e maggiore, le quinte eccedente, giusta e falsa, le terze maggiore e minore, e l’ottava giusta. La settima è una dissonanza che impiegasi con o senza preparazione, e che discende per risolversi. Le settime di passaggio possono risultare altresì da un suono sostenuto, come lo provano gli esempi seguenti.

Se la settima non è colpita nel tempo stesso che la nota del basso, essa debbe nullameno risolversi discendendo.

Negli esempi seguenti trovansi raddoppiamenti del basso

Accordo di settima con terza maggiore.

Le settime di ritardi debbono esser trattati con molta cura

Tutte le note di passaggio che trovansi in queste armonie, non debbono essere numerate.

Risoluzioni buone di settime.

L’accordo di sesta e settima è formato della settima, della sesta e della terza, o della settima, della sesta e della quarta. Nel primo caso, è segnato con 7/6 /5; nel secondo la quarta dev’esser posta al disopra della nota del basso, e risolversi sulla terza, nel tempo stesso che la sesta sulla quinta 7/6/4 /5/3.

La seconda surroga qualche volta la quarta.

L’ accordo di quarta e settima è rappresentato da 7/4 e racchiude, oltre i due intervalli nominati, la quinta e l’ottava. Esso può esser composto delle settime maggiore, minore e diminuita, dell’ottava giusta, delle quinte eccedente, giusta e falsa, e delle quarte diminuita, giusta ed eccedente. Quest’ultima può risolversi nel tempo stesso che la settima.

La quarta può risolversi prima della settima, e viceversa.

L’ accordo di settima maggiore si compone della settima maggiore, della quarta giusta e della seconda maggiore ; designasi con 7/4/2. Impiegasi come armonia di passaggio del pari che come nota di melodia, e se si aggiunge la quinta, l’ accordo può essere accompagnato a cinque parti.

L’ accordo di nona è composto della terza, della quinta e della nona si indica con 9/8, quando la nona è risolta sull’ ottava del basso: ma s’ essa è risolta sopra un altro intervallo, il solo numero 9 è sufficiente. Quest’ accordo contiene le none maggiore e minore, le quinte eccedente, giusta e falsa, e le terze maggiore e minore. La nona è una dissonanza che dev’essere sempre preparala, e che discende di un grado alla risoluzione.

La nona può altresì non aver risoluzione, o questa risoluzione può essere ritardata.

A motivo delle successioni difettose, la nona non può mai essere preparata sull’ ottava del basso.

L’ accordo di sesta e nona contiene la terza, la sesta e la nona; designasi con 9/6, co’ segni d’alterazione necessarii, poiché i tre intervalli possono essere maggiori e minori.

L’ accordo di quarta e nona è composto della quarta, della quinta e della nona; è designato per 9/4. Se la risoluzione di queste due dissonanze si fa sulla stessa nota di basso,  8/3 debbono essere i numeri seguenti.

In quest’ accordo la nona può essere maggiore o minore, la quinta eccedente, giusta o falsa; la quarta deve sempre essere giusta.

Se la quinta è surrogata dalla sesta, che può essere maggiore o minore,  è mestieri indicarla coi numeri 9/6/4.

L’ accordo di settima e nona contiene ancora la terza, oltre que’ due intervalli. Esso è designato per 9/7 coi segni d’ alterazione necessarii. Quando queste dissonanze sono risolte sulla stessa nota di basso, esse devono discendere sull’ ottava o sulla sesta.

I tre Intervalli che compongono quest’ accordo possono essere maggiori o minori.

Se la terza è surrogata dalla quarta, è necessario indicarla coi numeri.

L’ accordo di quarta e quinta è composto dell’ottava, della quinta e della quarta. Quando la quarta è risolta immediatamente, l’accordo è designalo dai numeri 4/3 0 5/4 /3; nel caso contrario, il numero 4 basta. Gli intervalli che si presentano in quest’ accordo, sono le quinte giusta e falsa, l’ottava giusta e la quarta giusta. Quest’ultima ha la sua risoluzione.

Nello stile elegante impiegasi qualche volta quest’ accordo senza preparazione, facendolo precedere da un accordo consonante. La quarta giusta e non preparata è impiegata colla quinta. Per esempio, (N°1) si può attaccare la quarta giusta per salto.

Nell’esempio N° 2. la quarta eccedente non può essere attaccata che per gradi.

Si può altresì come nell’esempio N° 3, e per mezzo del silenzio di un respiro nella mano diritta, sopprimere la quarta eccedente come sottintesa.

Nel N° 4 si può colla nota precedente impiegare tutte le forme dell’ accordo di sesta e saltare immediatamente sull’ accordo di quarta e quinta giusta.

Bisogna tuttavia evitare in questo caso le successioni erronee di due quinte giuste.

Pagina tratta da : Ludwig van Beethoven – Studi ossia Trattato di armonia e di composizione; prima versione italiana con note di F.G. Fétis (1784-1871) e L.F. Rossi (1805 – 1863)  Milano, Luigi Ricordi & C. 1855, traduzione da Ignaz Xaver von Seyfried Ludwig van Beethoven’s Studien im Generalbasse, Contrapunkte und in der Compositions=Lehre , Wien, Tobias Haslinger, 1832. (traduttore Luigi Felice Rossi)