Opus 128 Der Kuss (Il bacio): Ich war bei Chloen ganz allein (Ero solo soletto con Cloe) Lied per voce e pianoforte

Opus 128 – Der Kuss (Il bacio): Ich war bei Chloen ganz allein (Ero solo soletto con Cloe) per voce e pianoforte, Opus 128 (redazione definitiva), dicembre 1822, pubblicato a Mainz, primavera 1825, B. Schott Sohne. G.A. 227 (serie 23/13) – Boett. IV/8 – Bruers 128 – KH. 128 – Biamonti 748 – L. IV, pagina 301 – Nottebohm 128 – Thayer 237.

Il manoscritto originale è oggi disperso. Abbozzi comunicati da Nottebohm, II, pagine 477, 478. Questa è la redazione definitiva della canzone cui al numero 169, non molto differente peraltro rispetto a quello che si conosce della prima. Il testo è di Christian Fr. Weisse. Una piccola opera, particolarmente riuscita per lo spirito e la felice maliziosa rispondenza del fraseggio musicale al testo poetico: “Mit Lebhaftikeit, jedoch nicht in zu geswindem Zeitmass und scherzend vogetragen” (con vivacità) dice l’annotazione in principio dello spartito.

Ich war bei Chloen ganz allein,
Und küssen wollt ich sie:
Jedoch sie sprach,
Sie würde schrein,
Es sei vergebne Müh.

Ich wagt es doch und küßte sie,
Trotz ihrer Gegenwehr.
Und schrie sie nicht?
Jawohl, sie schrie,
Doch lange hinterher.

I testi e i documenti di questa pagina sono stati riveduti da  Cristina  Rapinesi. Chi volesse  contattare il revisore, lo può fare tramite il nostro modulo di contatto.