Opus 90

Sonata in Mi minore per pianoforte
I) Mit Lebhaftigkeit und durchaus mit Empfindung und Ausdruck – II) Nicht zu geschwind und sehr singbar vorzutragen

Il manoscritto originale, dice il cat. KH. (1955), è in possesso di T. Odling a Londra. Gli abbozzi, che si trovano dopo quelli del secondo Finale dell’ultima redazione del Fidelio, sono comunicati dal Nottebohm. La Sonata è una di quelle che hanno la loro storiella, diffusa naturalmente, in nome di Beethoven, da Schindler. Beethoven avrebbe voluto simboleggiare la vicenda amorosa del principe Moritz Lichnowsky che, superando contrasti familiari e pregiudizi di casta, si era finalmente deciso a sposare in seconde nozze una artista dell’Opera di Vienna. Il primo tempo avrebbe voluto esprimere un Combattimento fra la testa e il cuore e rendere lo stato di indecisione e di lotta del nobile amico; il secondo: Conversazione con l’ amata, sarebbe invece stato dedicato alla descrizione del lieto e tranquillo stato matrimoniale seguito a tante inquietudini. Che questo aneddoto debba considerarsi, come tanti altri, uno scherzo — Beethoven si è anche divertito qualche volta a mistificare i suoi ammiratori — appare anche da un passo dei Quaderni di conversazione. Ma il privilegiato spirito dell’artista ha elevato la musica a poema di malinconia e di dolcezza. Nel primo tempo l’intreccio dei temi e legami tematici è d’una organicità che dà all’insieme il carattere di un poema retto da un concetto unico. Vedasi il procedere a piccole frasi tronche del tema iniziale e la risposta supplichevole e inquieta della frase legata (ci viene in mente per analogia il primo tempo del Quartetto in mi bemolle maggiore op. 127), l’armoniosità delle ottave, sia nel passaggio al secondo tema che nella seconda parte di questo, tanto liricamente effusa poi nella figura melodica discendente fino alla cadenza (il cui sussulto richiama lo Schermo del Quartetto op. 59 n. 2); e anche la formazione della prima parte del secondo tema stesso, che accentua il procedimento a frasi tronche impiegato già nel primo tema. Vedasi il delicato, nuovo lirismo dello sviluppo con i potenziamenti espressivi dei vari elementi suddetti fino al passo conducente alla ripresa, ove il disegno di tre note risolvente sulla tonica sembra, affrettandosi e sovrapponendosi a se stesso (con espediente armonico che ricorda un passo analogo della fine del primo tempo dell’op. 81 e della Sinfonia eroica), voler moltiplicare gli avvolgimenti. Vedasi ancora, dopo la ripresa, il progressivo dileguarsi di tutte le forme nella conclusione in pianissimo, ritardando. Il tema principale deriva da una delle Bagattelle dell’op. 33 portante l’indicazione: con una certa espressione parlante, carattere che qui può dirsi maggiormente accentuato. Col primo tempo fa contrasto — ma dolce e pacifico — il secondo ed ultimo. Esso rappresenta, dopo tanta inquieta malinconia, una stasi di serenità e si svolge a lungo in una forma di rondò che appare la più naturale, con i suoi ritorni, ad esprimere la dolce indolenza del sentimento. È tuttavia, musicalmente, un sentimento mosso da qualche delicata fluttuazione di colore attraverso gli elementi secondari che collegano le varie riprese del ritornello. Possiamo dire con lo Scuderi che « il nuovo disegno della frase in si maggiore, a cui le terzine del basso danno una nota ritmica più vibrante» (e che il Casella avvicina al tema in maggiore dell’Allegretto della Settima Sinfonia) « pare debba creare un contrasto drammatico; ma è solo un momento che si perde subito nella ripresa del movimento di rondò, con cui ritorna la dolce nota lirica che informa di sé tutto il tempo, sia presentandosi integralmente nel disegno melodico del tema di rondò, sia nel brevi-modo minore o nei tentati diversivi ritmici e nella frase di contrasto ». Non possiamo non notare l’affinità che passa fra il tema di questo rondò e quello di una canzone che, come riferisce il Wegeler, Beethoven avrebbe sentito molte volte cantare a Bonn dalla giovane Jeannette d’Honrath, conosciuta in casa Breuning e per la quale egli avrebbe nutrito allora un tenero sentimento. Anche le parole hanno una qualche attinenza con il riferimento al romanzetto del conte Lichnowsky: “Mich heute noch von dir zu trennen und dieses nicht zu ändern können schlägt zu empfindsam dieses Herz”. (Separarmi da te oggi ancora, e non poter far niente perché questo non avvenga, colpisce tanto sensibilmente questo cuore).

Gli esempi musicali in MIDI di questa pagina sono curati da Pierre-Jean Chenevez. Chi volesse consultare o richiedere questi file, può contattare l’ autore tramite il nostro modulo di contatto.