Hess 318 -319 – Due quintetti d’archi non identificati.

Nei numeri 318 e 319 del suo catalogo, Hess parla di due quintetti d’archi non identificati, come da notizia contenuta nella “Cyclopedie Survey of Chamber musik”, I (Londra 1929) di W.W. Cobbet: il primo incompiuto, anteriore ai trii dell’Opus 1, il secondo menzionato in una lettera di Beethoven ad Artaria del 1°giugno 1805 e si domanda se non siano la stessa cosa del quintetto che De Lenz dice posseduto dal Principe Galitzin, cui Hess 39, e del quintetto inviato da Beethoven all’elettore di Colonia, di cui al numero 49 del catalogo Biamonti.

Opus 319: Quintetto per archi, menzionato da Beethoven in una lettera del primo giugno 1805 ad Artaria. [La lettera è la n. 117 in Anderson, op. cit., voi. 1, p. 137 e la n. 224 in Brandenburg, op. cit., voi. 1, p. 258.] Cobbett, a p. 283, osserva come il destino di quest’opera sia “a matter of complete uncertainty; it certainly never arrived at publication“. [Anderson, in una nota a piè di pagina 137, commenta: “probabilmente non è mai stato scritto“.] La questione è se qualcuno dei nostri numeri 39, 316, 318 e 319 possa essere identico ad esso. [La domanda retorica di Hess è in realtà qualcosa di più di un’affermazione ambigua. Tutti e quattro i numeri indicati si riferiscono a quattro quintetti d’archi e tutti provengono da fonti e riferimenti diversi. Ciò che Hess sta realmente dicendo è che senza un’ulteriore identificazione o evidenza avvalorante, questi numeri possono, di fatto, riferirsi ad un unico pezzo, o a parti di esso. Cfr. le note del n. 316 precedente.]

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