Hess 146 – Der freie Mann (L’uomo libero), prima redazione del WoO 117

Hess 146 – Der freie Mann (L’uomo libero), prima redazione del WoO 117, scritta intorno al 1792-1793. Gli abbozzi significativi apparsi sono stati parzialmente pubblicati da Schiedermair in Der junge Beethoven, p. 339 e in Nottebohm II, p. 562. Due redazioni complete del pezzo risalgono al 1794 o all’inizio del 1795, la seconda delle quali è stata utilizzata nella Gesamtausgabe. [Tanto per essere chiari, Hess distingue tre redazioni di “Der freie Mann”. La prima, risalente al 1792-3, è il numero Hess 146. La seconda, risalente al 1794-5 è citata sotto questo numero ma in realtà non è stata catalogata da Hess. La terza, anch’essa risalente al 1794-5, è stata pubblicata nella Gesamtausgabe e possiede il numero del Kinsky/ Halm WoO 117. Una quarta versione (non propriamente una nuova redazione e non di Beethoven), è quella massonica sotto descritta.] Prima della pubblicazione nella GA, il pezzo ha avuto diverse pubblicazioni, fra le quali quella del 1806 riveduta da Wegeler, pubblicata presso Simrock, che includeva lo scritto massonico “Was ist des Maurers Ziel?” (Qual è l’obiettivo del massone?). La redazione originaria è stata pubblicata per la prima volta da W. Hess in «Musica», X (numero di giugno del 1956), assieme a un’altra che nel Kinsky/Halm, a p. 578, è erroneamente attribuita a un organico di quattro voci maschili. Questa redazione e gli autografi delle due stesure di quella originaria, si trovano tutte nel Kafka Sketchbook (Add. Ms. 29801) al British Museum. Le due stesure complete si trovano sui fogli 61 v e 62r, mentre l’abbozzo è sul foglio 153v. [Tutti i fondi del British Museum, incluso il Kafka Sketchbook, si trovano ora alla BL. Il Kafka Sketchbook è stato stampato in facsimile e in trascrizione da Joseph Kerman col titolo Autograph Miscellany, from ca. 1786 to 1799, (2 voli., British Museum, Londra 1970).] L’abbozzo, inteso anche per l’utilizzo con un ritornello corale all’unisono, è stato probabilmente scritto nel 1794. Il pezzo è discusso da Willy Hess nel suo articolo Derfreie Mann: Eine ungedruckte Friihfassung von Beethovens lied, «Musica», X, n. 6, p. 332-85.