Hess 137 Ich wiege dich in meinem Arm Lied per voce e pianoforte

Hess 137 – “Schwinge dich in meinen Dom” (Ti dondolo nel mio duomo). Cfr. il mero di catalogo che segue. [Hess ha commesso un errore nel riportare il titolo del pezzo. La frase proposta non ha un senso compiuto, mentre il titolo giusto dovrebbe essere “Ich wiege dich in meinen Arm” (Ti cullo tra le mie braccia). L’autore del testo è comunque ignoto. Cooper ne fissa la data di composizione al 1795, su una base tuttavia “puramente congetturale”. L’autografo è andato perduto. A giudicare dal titolo corretto, si trattava probabilmente di una ninna nanna. Questa canzone, altrimenti sconosciuta, è venuta fuori dal riferimento che ne viene fatto in un listino prezzi compilato da Beethoven nel 1822 per una possibile pubblicazione. La fonte dell’errore di Hess nel titolo sembra che sia il Thayer. Su questo punto Alan Tyson scrive: “Nell’appendice al terzo volume della sua biografia di Beethoven, Thayer cita un listino prezzi che Beethoven ha compilato per un certo numero di sue opere inedite (e in un paio di casi non ancora composte). Thayer sembra che ne sia venuto a conoscenza da una trascrizione di Otto Jahn, e il suo testo pubblicato contiene alcuni errori. Fortunatamente è possibile correggerli, dato che il listino si trova oggi alla SBB, catalogato come ‘Mus. Ms. Autogr. Beethoven 35, 80’. Il listino non reca, come ci si può aspettare, alcuna data, dal momento che il documento era probabilmente destinato a essere consultato solo da Beethoven. Thayer ha pubblicato il listino insieme al carteggio di Beethoven, degli anni 1815-1817, con Steiner e Haslinger, e ha aggiunto una nota a piè di pagina piuttosto enigmatica per dire che, secondo gli indizi contenuti nel carteggio di Steiner e Streicher, il documento è databile alla fine del 1816. (Cfr. Thayer III, p. 487-88; ristampata senza modifiche in Thayer-Deiters-Riemann III, p. 619-20. La nota a piè di pagina è stata omessa in Thayer/Krehbiel e in Thayer/Forbes). La datazione di Thayer non è stata messa in dubbio da Nottebohm. Oggi è comunque chiaro che il listino deve essere collocato temporalmente in avanti di oltre cinque anni. La dimostrazione più evidente per una data successiva è contenuta in una lettera che Beethoven scrisse all’editore di Lipsia C.F. Peters il 5 giugno 1822”. Questa lettera è catalogata come Anderson 1079/Brandenburg 1468. La lettera contiene un elenco di opere proposte all’editore Peters per la pubblicazione, comprendente il pezzo di cui al presente numero di catalogo e, tra gli altri, quelli relativi ai numeri Ile 138. Questo è solo uno dei molti pezzi che Hess ha deciso di includere nel suo catalogo senza sapere con certezza se fossero mai stati scritti. Non ci sono abbozzi, né frammenti, né autografi di questo pezzo. Cfr. Alan Tyson, A Beethoven Price List of 1822, Beethoven Essays: Studies in Honor of Elliot Forbes, Harvard University Press, Cambridge, Mass., 1984. Cfr. anche C/C, p. 264.1

The International Beethoven Project ha presentato la prima performance assoluta del lied Beethoveniano “Liebe” ovvero “Ich wiege dich in meinem Arm” (Hess 137) al Chicago Beethoven Festival, Sabato 8 settembre 2013, presso il Central Daylight Time.

Perduto sin dal lontano 1822, e conosciuto solamente tramite un appunto scarabocchiato del suo incipit da un listino di prezzi spedito da Beethoven all’ editore C.F. Peters in quell’ anno, il testo poetico è stato ritrovato dal direttore dal Direttore del Centro di Ricerche Beethoveniane Unheardbeethoven Mark S Zimmer, e gli schizzi musicali di Beethoven rintracciati dal Direttore Musicale dello stesso Centro Albert Willem Holsbergen che ha completato una realizzazione di questi materiali.

Originalmente scritto da Beethoven approssimativamente nel 1797, questo lavoro ha eluso le ricerche degli studiosi per quasi due secoli fino alla sua riscoperta questa estate.
La première dell’ 8 settembre 8 è stata affidata al tenore Dominic Armstrong ed al pianista George Lepauw. Ed ecco finalmente la registrazione di questa unica performance!

E leggiamo assieme quanto scrive il critico musicale di Chicago Lawrence Johnson sulla “Chicago Classical Review“:

“Earlier, the festival offered a singular event with what was billed as a Beethoven world premiere. The Wisconsin-based Beethoven scholar Mark Zimmer unearthed a version of Liebe, a Beethoven song that is in the Hess catalogue but was viewed with suspicion. An alternative score, uncovered by Zimmer, was subsequently authenticated. The song title fits the festival theme—“We commissioned it,” Lepauw joked—-and certainly sounds like genuine Beethoven. (Whether the puritanical Beethoven would have set music to a text with ribald banana references is open to question.) Still, if no masterpiece, it’s an attractive work, and received an ardent performance by Armstrong and Lepauw”.

Nella speranza di aggiungere altri particolari, si deve mettere l’ accento sulla considerazione circa quante sorprese ci riserva ancora la penna e la mente del nostro Beethoven.

Referenze:

La pagina originale del sito da cui è tratto quest’ articolo: “A Beethoven World Premiere: Sunday 8 September 2013”

La pagina di accoglienza del sito Unheardbeethoven.org

Il testo originale della pagina che annucia la ricostruzione del lied, e che potete consultare sul sito Unheardbeethoven:

We at The Unheard Beethoven are extremely excited to announce our recent discovery of a Beethoven song for male voice and piano, lost since 1822. The song, “Ich wiege dich in meinem Arm” (I cradle you in my arms) Hess 137, was a complete mystery for nearly two centuries. The only trace of it known to survive was in an 1822 price list that Beethoven prepared for C.F. Peters. Alan Tyson transcribed the price list in an article published in Beethoven Studies in Honor of Elliot Forbes. This mysterious song was listed amongst several other known songs, Seufzer eines Ungeliebten und Gegenliebe, WoO 118, and Ein Selbstgespräch, WoO 114. Until Tyson’s transcription, Beethoven’s utterly illegible handwriting had made previous researchers look for a song with the comical title “Ich schwinge dich in meinen Dom” (I swing you in my cathedral), which did not help matters.

Since Beethoven was offering the song for sale in 1822, it was obviously in a state that he felt was close enough to being finished that he could list it as something available for sale. That turned out to be correct. The lyrics are complete, the vocal line of the through-composed song is very nearly complete, but the piano accompaniment is rather fragmentary. Our own Willem has been able to render a most striking completion, which is under discussion for world premiere in the very near future. Stay tuned for more news about this never-before-heard Beethoven song, lost for nearly two centuries!

Liebe,
An Henriette B.

Ich wiege dich in meinem Arm.
Wovon ist dir dein Haendchen warm?
Ach! ist so warm von Liebe!

Wovon, mein liebes Maedchen, o!
Wovon brennt dir die Wange so?
Ach! brennt dir so von Liebe!

Wovon mein liebes Maedchen, o!
Wovon schlaegt dir dein Herzchen so?
Ach! schlaegt dir so von Liebe!

Wovon, o Maedchen schmeichelt so
Dein blaues Auge mild und froh?
Ach! schmeichelt so von Liebe!

Wovon, ach! ist dein Kuss so suess,
Wie Pisang war im Paradies?
Ach! ist so suess von Liebe!

Und deiner Engelstimme Ton,
O! floetet ja so suess! wovon?
Ach! floetet so von Liebe!

Ich wieg’ in meinem Arme dich;
Sieh her! mit Thraenen freu’ ich mich,
O Maedchen, deiner Liebe!

F.W.A. Schmidt

Friedrich Wilhelm August Schmidt