Hess 116 – Parte vocale del Ritterballet.

Hess 116 – Parte vocale del Ritterballet. Il Thayer I, a p. 308, sostiene che il Ritterballett conteneva anche dei pezzi vocali, che sono andati perduti. In una nota in fondo alla stessa pagina, Hugo Riemann, avanza l’ipotesi che un foglio venduto all’asta a Londra nel 1910, catalogato come “Autografo di Beethoven. Canzone a quattro voci a cappella del periodo di Bonn/’, possa aver contenuto il “Minnelied” tratto dal Ritterballett. Forse successivi ritrovamenti chiariranno la faccenda. [Nella nota a piè di pagina di Riemann ci sono molte più informazioni di quante Hess ne riporta. L’asta ebbe luogo “intorno” al 1910, non “nel” 1910 come dice Hess. Per questa edizione, Rob Ritchie, di Londra, ha intrapreso una ricerca approfondita nei microfilm della British Library per individuare una qualsiasi documentazione dell’asta. Non è riuscito però a trovare alcuna traccia di oggetto, corrispondente alla descrizione, che sia stato battuto a un’asta di Londra, tra la metà del 1909 e i primi mesi del 1911. Hess non ci dice che Riemann, in verità, non vide la “canzone a quattro voci a cappella”. Secondo Riemann, la canzone fu esaminata e copiata da Edward Speyer (1839-1934), che informò Riemann delle sue scoperte. Cfr. il riferimento a Edward Speyer al numero 133 di questo catalogo. Ne esiste sia un testo che un distico. Il testo recita:

Doch liebt geichwohl Amynt und spricht, dass nichts so süss wäre.

Voli Ungeunssheitfieli3 ich dir, geib du o Liebe, selber mir Verstand, zu entscheiden.

il  distico viene dato come:

Bringt Liebe, Lust, bringt sie Gefahr,

Sagt der Amynt der Mutter wahr.

Riemann suggerisce che il testo fosse per il “Minnelied” (Romanza n. 4) e il distico, che corrisponde metricamente molto bene alla melodia, potesse essere usato come ritornello per il “Deutscher Gesang” (Canzone tedesca n. 2), ripetendolo parecchie volte nel corso del balletto. Nel 1927 la Beethoven-Haus ha reso pubblica la riduzione per pianoforte del pezzo, come “Musik zu einem Ritterballett mit Gesang”, senza alcuna spiegazione di come, e in che forma, essa contenesse delle parti vocali. Cfr. Das Beethoven-Haus in Bonn und seine Samntlungen, di F.A. Schmidt e Fr. Knickenberg, Bonn 1927, p. 94 (Cfr. il numero 89 di questo catalogo)-]