Hess 32 Quartetto in fa maggiore (prima redazione dell’Opus 18 numero 1)

I) Allegro con brio – II) Adagio affettuoso ed appassionato -III) Scherzo – Allegro – IV) Allegro

Hess 32 Quartetto in fa maggiore (prima redazione dell’Opus 18 numero 1), dedicato ad Amenda (vedi. numero Biamonti 185, nota), 1798 -giugno 1799. Hess 32 Biamonti. 225. Per maggiori notizie di questa composizione e delle sue differenze dalla redazione definitiva rimandiamo il lettore alla trattazione dei sei Quartetti dell’op. 18, portati a compimento posteriormente, di cui all’ Opus 18. (Lo riporto comunque in calce – N.d.A.):

Si è accennato ad una prima redazione del Quartetto in fa maggiore, II manoscritto originale, con dedica ad Amenda, trovasi nell’archivio della Beethovenhaus, e porta la data del 25 giugno 1799; ma in una lettera allo stesso del 1° luglio 1801 il maestro scrive: «Mi raccomando di non passare ad altri il tuo Quartetto, al quale ho apportato alcune modifiche sostanziali. Soltanto ora ho imparato come si scrivono i quartetti; te ne accorgerai, credo, quando li riceverai ». Questa prima redazione è stata pubblicata, nel 1922, da Hans Wedig con un ampio studio introduttivo dedicato genericamente al quartetto viennese dell’ultimo ventennio del secolo decimottavo, poi in modo particolare ad Emanuel Forster, alla redazione definitiva (op. 18 n. 1) del quartetto in oggetto ed al suo confronto con la prima redazione. Delle relative differenze diamo poco appresso un cenno molto sommario (pag. 252); qui vogliamo notare (perché riguarda anche gli altri quartetti dell’op. 18) come, parlando degli immediati precursori di Beethoven, il Wedig attribuisca molta importanza ad Emanuel Förster considerandolo come «il più importante artista» per lo sviluppo del quartetto viennese, accanto a Mozart e ad Haydn. Sembra infatti che il Förster (1748-1823), legato a Beethoven da molta amicizia e, per diversi anni, da rapporti di una dimestichezza quasi familiare, frequentatore assiduo delle matinées musicali del venerdì in casa Lichnowsky, abbia esercitato sulla formazione del giovane maestro una influenza particolare. Non è privo di significato il fatto che certi critici del tempo si siano espressi nei riguardi dei quartetti di Förster con apprezzamenti che ben sarebbero convenuti a musica di Beethoven.