Hess Anhang 8 – Quintetto per flauto, violino, due viole e violoncello.

I) Allegro assai – II) Tempo di menuetto, ma molto moderato – III) Allegro vivace

Hess Anhang 8 – Quintetto per flauto, violino, due viole e violoncello. Hess Anhang 8 -KH., pagina 76.

E’ una trascrizione della sonata per pianoforte e violino Opus 30 numero 3, pubblicata nel 1811 come: “Quintetto pour Flute, Violon, deux Altos et Violoncelle compose par L. van Beethoven Op: 85“: Braunschweig, Spehr (“A Brunsvic / au Magazin de Musique de I. P. Spehr / dans la rue: die Höhe.”). VN. 1025.

L’autenticità è molto dubbia.  Lo studioso Theodor Frimmel nel suo “Beethoven Handbuch” (1926) riporta che Franz Aubell in “Die Flote in der Kammermusik”, supplemento della Obersteirische Volkszeitung, Leoben, n. 26 del 5 marzo 1925, p. 4, ritiene che il quintetto possa essere attribuito a Beethoven. Lo scomparso Georg Kinsky (nel suo catalogo del 1955) esclude la possibilità che questa opera possa essere stata trascritta da Beethoven, senza tuttavia addurre alcuna ragione. In seguito Hess trascura di dire che Frimmel, nel suo “Beethoven Handbuch”, vol. II, Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1926, p. 47-8, fa di tutto per dimostrare che questa trascrizione possa essere di Beethoven. Egli sostiene che uno dei fratelli di Beethoven potesse aver inviato il quintetto a Spehr, all’insaputa del Maestro. In ogni caso, è possibile che il quintetto sia stato  trascritto da uno dei trascrittori di Spehr, come J.H.C. Bomhardt o, più verosimilmente,  Franz Anton Hoffmeister, un trascrittore molto prolifico che aveva realizzato altri lavori per Spehr.

Questa edizione del quintetto fu annunziata dalla Allgemeine Musikalische Zeitung nel Intelligenz-Blatt no. VIII del Giugno 1811 “Beethoven, L.v. Quintetto p. Flûte, Violon 2 Altos et Violoncelle. Op. 85. (G dur) 1 Thlr. 6 Gr.”

Successivamente nel catalogo “Thematisches Verzeichniss sämmtlicher im Druck erschienenen Werke von Ludwig van Beethoven” pubblicato nel 1851 in Leipzig da Breitkopf & Härtel viene elencato con altre edizioni “Uebertagungen” dell’Op.30. Lo stesso fa Lenz al volume 3 del suo catalogo “Kritischer Katalog sämmtlicher Werke Beethovens mit Analysen derselben: dritter Theil, II. Periode op. 21 bis op. 100 ; zweite Hälfte op. 56 bis op. 100” pubblicato  nel 1860 in Hamburg da Hoffmann & Campe, nel quale, sotto l’opera 85 (Oratorio), cita questa edizione del quintetto.

Questa partitura è molto rara e se ne trovano attualmente solo pochissime copie; la tiratura, quindi, fu molto esigua forse a dimostrazione di quanto sopra esposto. Il numero d’opera, inoltre, è errato; come sappiamo l’opera 85 del catalogo è a buon diritto del Christus am Ölberge (Cristo sul monte degli ulivi), oratorio per soli (soprano, tenore e basso), coro e orchestra.

L’attribuzione di numeri d’opera sino a quel momento lasciati vacanti e poi occupati da altre opere non è pratica inconsueta; ci occuperemo dell’argomento in un apposito studio ora in fase di elaborazione.

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