Giovanni Mura – I temi utilizzati da Ludwig van Beethoven nelle sue sinfonie

Articolo scritto dal Dottor Giovanni Mura, contenente molte interessanti riflessioni sulla genesi dei temi della sinfonie. Articolo tuttora inedito.

Giacomo Manzoni Guida alla musica sinfonica – prima edizione – 1967

Gentili lettori, scrivo questo articolo, perché volevo esprimere un parere su alcuni scritti che ho visionato circa la presunta genesi di alcuni temi delle sinfonie di Beethoven.

Va fatta una premessa importante: come riporta anche il musicologo Giorgio Pestelli, nelle opere di Beethoven i temi iniziali in sé non sono molto significativi, perché spesso sono propedeutici al vero motivo che viene esposto qualche misura dopo, pertanto non hanno molta importanza.

Per esempio, Beethoven nella V sinfonia parte da quattro note e poi espone il tema e analogamente nella VI parte da un motivo di carattere popolare e qualche battuta dopo espone il vero tema che costituisce la vera creazione. Anche nell’allegretto della VII sinfonia si comincia con un tema tipo di marcia e poi si perviene ad una melodia più elaborata e creativa.

Fatta questa opportuna premessa, parlerò di alcune letture fatte circa alcuni temi beethoveniani. Tempo fa, nel 1991, nel libro di Giacomo Manzoni ‘’Guida all’ascolto della musica sinfonica’’, nel commento riguardante la sinfonia 6 pastorale del musicista di Bonn, veniva riportato, circa il I movimento, quanto segue: ‘’il tema, un antico canto popolare croato che Beethoven ha introdotto fedelmente nella propria opera, prepara l’atmosfera pastorale’’.

Nell’edizione successiva, tuttavia, sempre a tale riguardo, si legge: ‘’Qui il compositore ha inserito, quasi di peso, la melodia di un canto popolare croato, sottoponendola a tutte le evoluzioni più raffinate, senza mai fargli perdere la caratteristiche di campagnola serenità’’.

Questa lieve variazione di scrittura mi ha fatto riflettere, era come se l’autore del saggio smussasse in parte la precedente chiave di lettura, ed ho fatto delle ricerche in merito.

Alcuni autori, come Guanti e Carli Ballola, nei loro saggi su Beethoven, non fanno menzione di tale melodia croata, altri invece, come Gastone Belotti nel suo libro su Chopin, scrivono che ‘’basta raffrontare il canto croato 1016 della raccolta Kuhac per notare una forte rassomiglianza con il tema iniziale della sinfonia 6 di Beethoven, rassomiglianza che talora rasenta l’identità, specie dalla misura 37 alla misura 40’’. Il canto in questione sarebbe il lied croato ‘’Sirvonja’’, presente nella raccolta effettuata dall’etno-musicologo Kuhac, canto comunque identico nel suo incipit al canto 1015, chiamato ‘’Kisa Pada’’, sempre della suddetta raccolta.

Personalmente non sono riuscito a reperire su internet e nei cd una esecuzione del canto Sirvonja, mentre ho ascoltato varie esecuzioni di Kisa Pada e, da un punto di vista di impatto emotivo all’ascolto, ho trovato rassomiglianza, ma non totale: a mio parere i temi rassomigliano, ma non sembrano essere. Ho anche provato la partitura di Sirvonja al pianoforte e ho riscontrato una lieve differenza: l’introduzione del lied consta di quattro note, il tema beethoveniano consta di tre note ed in rapida successione; questa differenza, pur se lieve, è significativa. Inoltre ci manca la prova diretta storica dell’impiego del tema croato nella sinfonia; non solo mancano testimonianze certe e documentate di amici e critici del compositore, ma anche negli appunti di Beethoven sono assenti riferimenti espliciti; non dimentichiamo che, per esempio, negli appunti riguardanti la sonata op. 27 n. 2, Beethoven fece delle precise annotazioni dalla morte del Commendatore dal Don Giovanni di Mozart. Inoltre ricordiamo che Beethoven ha pubblicato e poi rielaborato canti popolari europei, ma il suo interesse è puramente folclorico, non certo creativo, cioè Beethoven non è Bartòk, non parte da temi popolari per poi ricrearli. Ho personalmente anche spulciato fra gli archivi della biblioteca croata, ove è custodita la raccolta Kuhac, ma il nome di Beethoven non figura tra i visitatori.

In conclusione, a mio parere, l’inserimento del tema del lied Sirvonja nella VI sinfonia potrebbe essere ammissibile solo come reminiscenza, udita dal maestro di Bonn per la strade di Vienna (non so se Beethoven all’epoca sentisse parzialmente, ma propendo per il sì), tuttavia la lievissima differenza lo rende originale o, come lo definiscono i critici, si parla di ‘’tema trasfigurato’’, non certo lesivo della creatività beethoveniana; alternativamente si tratta di un tema originale, per caso molto rassomigliante al tema croato. Altri studiosi hanno visto, sempre nella stessa sinfonia VI, nel quinto movimento, una forte rassomiglianza tra il secondo tema e la slavonic tune 810 della già citata raccolta Kuhac. Io ho provato personalmente anche la slavonic tune 810 al pianoforte ed ho notato che in questo caso c’è una effettiva quasi identità con il secondo tema sinfonico, tuttavia quest’ultimo, più che un secondo tema, costituisce una coda melodica della prima esposizione, coda che tra l’altro non viene più ri-esposta, pertanto il suo uso, forse in questo caso più evidente, a mio parere, rispetto al presunto uso del tema popolare del I movimento, è da ritenersi poco significativo.

Sinfonia Pastorale, abbozzi, British Library Add. MS 31766, f.2

Nel libro ‘’Beethoven and his nine symphonies’’ viene riportato un altro caso: il tema dell’incipit della Sinfonia III Eroica di Beethoven sarebbe praticamente identico al tema iniziale dell’Ouverture dell’opera ‘’Bastiano e Bastiana’’ di Mozart. Ho fatto anche a tale proposito delle ricerche ed ho scoperto che testimonianze dell’epoca riferiscono che Beethoven probabilmente non conosceva la partitura mozartiana che a quel tempo non era stata tra l’altro ancora pubblicata; alcuni studiosi sostengono che sia Mozart che Beethoven abbiano usato entrambi tale melodia prendendola dalla stessa fonte ignota, tuttavia oggi non abbiamo una prova stringente e documentata di questa teoria; io ritengo che si tratti di due temi casualmente pressoché coincidenti e che del resto l’uguaglianza è solo nelle prime battute.

L’ultima notazione riguarda il tema dell’Inno alla Gioia della Nona Sinfonia: il carattere di tale melodia è sicuramente di tipo popolare, cioè è volutamente semplice, visto il pubblico cui è rivolta. Secondo alcuni autori tale morivo è tratto dai temi del Lied ‘’Sorriso di un disamato ed amore reciproco ’’ del 1795 e dalla Fantasia op. 80 dello stesso Beethoven. Secondo altri un frammento di tale tema è presente nell’Offertorio K 222 di Mozart; tale tesi può sembrare convincente non tanto per il tema in sé, quanto per il trattamento in contrappunto doppio, cioè rivoltabile: che si trova in Beethoven quando mette insieme il tema della Gioia con quello sulle parole ‘’Abbracciatevi milioni’’ (in tempo lento): i due temi si combinano passando sopra e sotto (contrappunto doppio), come nel brano di Mozart, brano che il maestro di Bonn poteva avere tra le mani in quel periodo; l’affinità puramente melodica con il Lied e la Fantasia però resta per me l’ipotesi più valida.

Nel concludere questo mio scritto, spero di avere dato una risposta convincente a quanto spesso si legge sui testi dedicati alle sinfonia beethoveniane da me menzionate; ringrazio Armando Orlandi che ha collaborato alla stesura del mio articolo e ringrazio anche il musicologo Giorgio Pestelli, i cui pareri sono stati illuminanti e di rilevante importanza per approfondire le tematiche trattate.

                                                     Giovanni Mura