Ludwig van Beethoven :  Midi - Variazioni per pianoforte

In queste pagine troverete la più grande raccolta di file audio dedicata ad un singolo compositore presente ad oggi sul WEB. Periodicamente viene aggiornata con nuove opere, sia in formato MIDI che in formato MP3. In questo momento (settembre 2011) disponiamo di 1608 midi e 944 mp3..

Questa sterminata collezione è nata per poter fornire al visitatore una panoramica generale dell' opera del Maestro di Bonn, con un particolare riguardo alle opere meno conosciute, frammentarie e di difficile, se non impossibile, reperibilità sul mercato discografico.

A questo riguardo, ho provveduto personalmente a convertire i MIDI in MP3, grazie al software professionale Sonar 8.5 abbinato al modulo esterno Vienna Symponic Orchestra Library.

Per quanto riguarda i files musicali in formato MIDI, sono musiche elettroniche, dove il suono è generato da un software dedicato. I musicisti che compongono questo tipo di musica si avvalgono di particolari programmi, chiamati "Sequencer". Non sono musiche "reali" ovviamente, e, data la scarsa qualità sonora generata, servono solamente per aiutare l' eventuale ricercatore o amatore che non è in grado di leggere la musica. Per quanto riguarda una descrizione più dettagliata di questo tipo particolare di file, non esitate a consultare la nostra rubrica "Alcune precisazioni sui midi files".

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TitoloAscoltare le variazioni per pianoforte di Ludwig van Beethoven

OPUS 35 QUINDICI VARIAZIONI E FUGA IN MIb MAGGIORE.

Disponibile in mp3 mp3 18' 55'' (16 700 Ko)
Mp3 creato da Fiorella e Armando Orlandi

Opus 35 Variazioni (15) con una Fuga, in mi bemolle maggiore per pianoforte op. 35, dedicate al conte Moritz Lichnowsky, autunno 1802, pubblicate a Lipsia, Breitkopf e Härtel, agosto 1803. Queste Variazioni dovevano in un primo tempo essere dedicate all’abate Maximilian Stadler, musicista e compositore viennese, il quale, benché poco ammiratore, per le sue idee arretrate, dell’arte di Beethoven, era tuttavia con lui in un certo rapporto d’amicizia. Ma nella lettera deir8 aprile 1803 il maestro chiese agli editori Breitkopf e Härtel di sostituirne il nome con quello del conte Moritz Lichnowsky. « Si tratta del fratello del principe Lichnowsky e solo di recente mi ha reso un favore che non mi aspettavo; ed io non ho, per il momento, altro modo di fargli cosa gradita. Se Lei ha già stampato la dedica all’Abbé. Molte delle variazioni hanno un carattere prevalentemente ornamentale e rispondono ad intendimene brillanti e concertistici. Ma non vi mancano certo elementi di originalità, come il gentile canone all’ottava della sesta, la levità degli arpeggi legati che avvolgono la semplice linea melodica dell’ottava, l’incisività de: pedali di dominante della nona, decima (tanto ruvidamente alterato qui col ritmo in do bemolle ribattuti: fortissimo in quattro ottave) e tredicesima, la desolata frase in minore della quattordicesima sulla traccia della figurazione del basso del tema trasportata nella riga superiore. La quindicesima (Largo 6/8) torna al modo maggiore presentando il tema nella sua genuina forma melodica in valori ingranditi, più fiorito e ricco di armonie, senza peraltro che l’elementare costituzione ed espressione ne vengano interiormente potenziate. La Fuga a tre voci, che segue (basata, come avverrà nei due fugati del Finale della Sinfonia, sulle prime quattro note del basso), dimostra quale importanza Beethoven abbia qui voluto dare all’opera concludendo, sul modello di classici autori precedenti, il lavoro della fantasia con una severa forma costruttiva :1 coronata ancora (e più nello spirito di solennità festosa delle ultime pagine della Sinfonia) da una ulteriore magnificazione del tema melodico.
I II manoscritto è conservato nell’archivio della Beethovenhaus (fondo Bodmer). Parecchi abbozzi, frammisti a qualche spunto tematico delle Variazioni op. 34,  cui al numero precedente, si trovano nel quaderno Kessler fra quelli delle Sonate op. 30 n. 1 per I pianoforte e violino e op. 31 n. 1 per pianoforte. Altri vari abbozzi sono contenuti nel quaderno Wielhorsky. Dell’importanza che Beethoven attribuiva anche a 1 questa sua composizione fa fede il passo della lettera a Breitkopf e Härtel già riportato nel numero precedente a proposito dell’ op. 34. I L’opera ci si presenta come un lavoro preliminare per il Finale della Sinfonia Eroica, del quale ha non soltanto il tema base, introdotto del resto già da Beethoven, in forme più semplici, nel Finale delle Creature di Prometeo (n. 288, XVI) e nella raccolta delle Dodici  Contraddanze per due violini e basso (n. 295), ma la stessa maniera di presentazione iniziale con il semplice basso « a due, a tre, a quattro » cioè con progressivo I aumento di parti contrappuntistiche, passando da una  formazione elementare ad altre più complesse: come una introduzione da cui infine sboccia il tema vero e proprio nella sua realizzazione melodica.

Opus 34
1802
12'29"
6 Variazioni in fa maggiore, per Piano, su un tema originale Composto da
Bunji Hisamori
Opus 76
1809
5'29"
6 Variazioni, in re maggiore, per Piano su un tema originale Composto da
Bunji Hisamori
Opus 120
1823
48'41"
33 Variazioni per Piano in do maggiore – Variazioni "Diabelli" Composto da
Bunji Hisamori
Opus 120
1823
55'49"
33 Variazioni per Piano in do maggiore – Variazioni "Diabelli" Composto da
Danny Ross Lunsford
WoO 63
1782
15'14"
9 variazioni, in do minore, per piano su una marcia di Ernst Christoph Dressler Composto da
Bunji Hisamori
WoO 64
avant 1793
3'19"

6 variazioni, in fa maggiore, per piano, su un canto svizzero

Anche disponibile in mp3 mp3 (3 081 Ko)

WoO 64 Variazioni (6) in fa maggiore su un tema svizzero per pianoforte o arpa, 1790, pubblicata a Bonn, Simrock, 1798.

GA. numero 177 (serie 17/16) - Bruers 183 - KH. (WoO) 64 - L. IV, pagina 320/12 Nottebohm pagina 156 - P.97 Sch. pagine 148/17 e 150/17 (rispettivamente della seconda e terza edizione; nella prima manca).

Il manoscritto orginale è conservato nella Beethoven Haus (fondo Bodmer). Il tema svizzero è quello della canzone Es batt e' Buur e' Tochterli, pubblicata nel 1790.
Composto da
Fiorella e Armando Orlandi
WoO 64
avant 1793
3'49"
6 variazioni, in fa maggiore, per piano, su un canto svizzero Composto da
Bunji Hisamori
WoO 65
1791
22'26"

24 variazioni in re maggiore, per pianoforte, sul tema dell’aria Venni, Amore di Righini, dedicate alla contessa Hatzfeld, 1801 (seconda redazione), pubblicate a Vienna, Traeg, 1802.

Anche disponibile in mp3 mp3 (21 163 Ko)

GA. numero 178 (serie 17/17) – Bruers 177- KH.(WoO)65 - L.IV, pagina 320/13 - Nottebohm pagina 154 - Peters 24 - Schunemann pagine 217/24 Thayer 11.

Della prima, introvabile edizione di questa opera, apparsa nel 1791, abbiamo dato notizia a suo tempo. Non è possibile sapere se e quanto essa sia stata diversa dalla presente. Si è pensato a rimaneggiamenti considerevoli; ma la questione è rimasta insoluta per l'impossibilità del confronto. Certo, se differenze notevoli non vi sono state, queste Variazioni debbono considerarsi come una delle più importanti opere pianistiche composte da Beethoven nel periodo bonnense.

Il tema consta di due parti, ciascuna su due frasette di quattro battute, in note staccate, d'una certa leggera leziosaggine. Nella prima variazione la melodia si fa più fluida e si sviluppa in un movimento di piccole frasi in contrappunto che aumentano la consistenza e l'interesse dell'insieme. La seconda ricalca via via su tutte le note del decorso tematico un breve disegno ritmico appoggiato a pieni accordi staccati in contrattempo; la terza vi intreccia un movimento rapido di scale. Caratteristica della quarta è la frase trillata che si accompagna alla melodia principale; nella quinta dominano le ottave, in una figurazione a terzine della mano destra, sopra l'elementare disegno del basso. Nella sesta il tema è trattato in un movimento di crome in terze a cui si alterna nella seconda parte, con maggior senso di varietà, una figura sincopata.

La settima torna al procedimento della ripetizione di un disegno stereotipo, svolto qui in strette imitazioni. Scorrevole e spigliata è la melodia dell'ottava, e resa anche qui più agile, nella seconda parte, dal fraseggio sincopato della melodia. La nona ha carattere dinamico, con le sue scale cromatiche con­cluse ogni volta dalla percussione di accordi staccati fortissimo. Nell'andamento saltellante della prima parte della decima il terna è come incanalato fra due note pedali all'acuto e al grave; la seconda parte poggia invece su un disegno legato che passa alternativamente dal registro superiore all'inferiore dileguando in pianissimo. Nella undicesima l'uniformità del pesante ritmo di marcia a pieni accordi è temperata dalle alternative di registro che creano una certa varietà di colore.

Con le due variazioni che seguono - le centrali dell'opera - entriamo nel campo, sempre tanto espressivo in Beethoven, del modo minore; la dodicesima, una patetica melodia accompagnata, si richiama, anche per la tonalità (re), ad altre precedenti e più sviluppate pagine del maestro, particolarmente agli Adagi della Serenata op. 8 per trio d'archi e delle Sonate per piano. forte op. io n. 3 e op. 28; la tredicesima ci riporta in modo più impegnativo alle immagini tempestose già affiorate nella nona, con il suo movimento di scale in tripla ottava, punteggiato nel basso dallo staccato del tema nella prima parte, e le brevi alternative cupo ­ imploranti della seconda.

Alla serenità del ritorno in maggiore della quattordicesima variazione si unisce l'interesse di un nuovo trattamento del tema: ogni periodo infatti è presentato due volte in forme e fisionomie espressive differenti:

prima nel movimento ordinario 2/4 d'una facile scorrevolezza, poi in un Adagio 3/4 che sembra rispondergli con un certo spirito di gravità tra bonaria e caricaturale. Come un brillante studio si presenta la quindicesima, con il tema avviluppato dal movimento legato in terzine, ascendente e discendente. Nella sedicesima il costante spostamento degli accenti melodici ha indotto il Muller-Blattau a pensare a Brahms e a Schumann.

La diciassettesima assume, in virtù del movimento armonico e delle cadenze calando e rallentando, pianissimo (la seconda soprattutto, dopo la pausa di un inatteso punto coronato), un qualche aspetto di mistero. Più dolce la diciottesima, il cui leggero volteggio è concluso al termine di ogni periodo dalla perentorietà di una percussione in ottave, forte. La diciannovesima impiega ancora le ottave con una figurazione modellata in 6/8 e condotta a dialogo Secondo una regolare alternativa tra la parte superiore e il basso. Più semplice, scherzando, la ventesima interessa per il carattere timbrico e strumentale e fa pensare ad un qualche tipico effetto di corni. La ventunesima dà al tema una nuova fisionomia: nella prima parte con la differente condotta delle armonie, nella seconda con le imitazioni discendenti che al Muller-Blattau richiamano un procedimento delle ultime Bagattelle. La ventiduesima è impiantata, come la undicesima, su un ritmo di marcia, senza però l'incisività e la compattezza ritmica e armonica di quella, e snellita dal movimento del basso. La ventitreesima (Adagio, 3/4) costituisce, si può dire, il centro di gravità dell'opera per il fraseggio ampio e diffuso (come nelle variazioni finali delle opere 34 e 35) dove affiora a tratti un respiro melodico che ne avvicina fisionomicamente qualche punto all'Andante (amabile, nello stesso tono di re maggiore, del Trio 0pus 97 per pianoforte, violino e violoncello; ed induce a considerare anche le più adorne articolazioni introdotte nella ripetizione di ciascuna delle due parti come dirette al progressivo conseguimento di una più larga espressività. La ventiquattresima (Allegro), in disegni di crome legate a gruppi di due, torna alla semplicità del tema originario: peraltro con una risoluzione alla tonica (invece della sospensione alla dominante) nella fine della prima parte e un più libero svolgimento della seconda.

Quello che segue (Un poco meno allegro) ha fisionomia piuttosto di improvvisazione, con divagazioni tonali su frammenti del tema (procedimento non nuovo, come si è già avuto occasione di notare anche in altre serie di variazioni di Beethoven) che soltanto in ultimo tornano al fondamentale re maggiore come in una vivace stretta (Allegro) precipitando poi in un Assai presto. Alla fine il tema fissandosi nella figura di corni già apparsa nella ventesima, rallentando gradatamente il suo ritmo e discendendo di ottava in ottava (seguito dal movimento che già lo accompagnava) porta alla conclusione nelle quinte gravi re -la (sintesi del suo impianto melodico tonale) a cui poi si aggiunge nella parte superiore il fa diesis, definendo l'accordo.

Il file Midi che potrete ascoltare e liberamente scaricare dal sito, è costato all' autore molte giornate di lavoro, anche perché i sequencer in commercio non hanno, per loro natura, una rappresentazione grafica pari alla notazione scritta. Tuttavia mi sembra un lavoro dignitoso, che porterà ulteriore lustro al sito.

Composto da
Fiorella e Armando Orlandi
WoO 66
1792
12'54"
13 variazioni in la maggiore, per piano sull'aria "Es war einmal ein alter Mann" dall'opera "Das rote Kappchen" di Karl Ditters von Dittersdorf Composto da
Bunji Hisamori
WoO 68
1795
15'49"
12 variazioni in do maggiore, per piano sul "Menuetto à la Vigano" dal balletto "Le nozze disturbate" di Jakob Haibel Composto da
Bunji Hisamori
WoO 69
1795
6'04"
9 variazioni in la maggiore, per piano, sul tema "Quant' è più bello l’ amore contadino" dall'opera "La Molinara" di Giovanni Paisiello Composto da
Bunji Hisamori
WoO 70
1795
6'12"
6 variazioni in sol maggiore, per piano, sul duetto "Nel cor più non mi sento" dall’ opera "La Molinara" di Giovanni Paisiello Composto da
Bunji Hisamori
WoO 71
1796
11'42"

12 variazioni in la maggiore, per pianoforte sulla danza russa dal balletto "Das Waldmädchen" di Paul Wranitzky, Tema - Allegretto

Anche disponibile in mp3 mp3 (10 500 Ko)


Dedicate alla contessa di Browne, autunno 1796 , pubblicate a Vienna, Artaria, aprile 1797.
G.A. numero 170 (serie 17/9) - Biamonti 107 - Bruers 182 - Kunsky-Halm (WoO)71 - L.IV, pagina 316/5/a - Nottebohm pagina 156 - P.83, Thayer 47.
Il manoscritto originale è sconosciuto. Il Thayer-Riemann (II,58) ci informa che il balletto Das Waldmädchen (La ragazza della foresta) , del compositore moravo Paul Wranitzky, fu rappresentato a Vienna, teatro di Porta Carinzia,
il 23 ottobre 1796, con successo - dovuto, soprattutto, alle danze straniere, specialmente quella moscovita, che vi erano introdotte - tanto da venir replicato lo stesso anno per sedici volte.
Come per le precedenti variazioni, pure di Beethoven, sul tema di un Minuetto alla Viganò l' editore ebbe particolare cura di ricordare nel titolo il nome della ballerina (XXII Variations pour le clavecin ou pianoforte Sur la danse russe dansée par M.lle Cassentini dans le Ballet: Das Waldmädchen ) mostrando così di fare assegnamento, per la diffusione, sulla notorietà dell' avvenimento teatrale che aveva dato all' opera la prima origine. Le variazioni, come altre del genere composte dal maesrto nella stessa epoca, hanno più che altro un carattere di affermazione artistica mondana e brillante; senza, naturalmente, che ne sia risultato qualche cosa di troppo comune o banale.

Composto da
Fiorella e Armando Orlandi
WoO 72
1795 ?
8'48"
8 variazioni in do maggiore, per piano, sul tema "Mich brennt ein heifes Firber" (Une fièvre brûlante) dall'opera "Richard Lowenherz" di A.E.M. Grétry Composto da
Bunji Hisamori
WoO 73
1799
12'47"
10 variazioni in si bemolle maggiore, per piano, sul tema del duetto "La stessa, la stessissima" dall'opera "Falstaff" di Antonio Salieri Composto da
Bunji Hisamori
WoO 74
1799/1803
6'01"
Ich denke dein: lied e 6 variazioni in re maggiore, per piano a 4 mani - Autore del testo: Johann Wolfgang von Goethe Composto da
Bunji Hisamori
WoO 75
1792
10'53"
7 variazioni in fa maggiore, per piano, sul quartetto "Kind, willst du ruhig schlafen" dall'opera "Das unterbrochene Opferfest" di Peter Winter Composto da
Bunji Hisamori
WoO 76
1799
8'42"
8 variazioni in fa maggiore, per piano, sul trio "Tandeln und scherzen" dall'opera "Soliman II" di Franz Xaver Sussmayr Composto da
Bunji Hisamori
WoO 77
1800
7'27"
6 variazioni facili in sol maggiore, per piano, su un tema originale Composto da
Bunji Hisamori
WoO 78
1802/1803
7'30"
7 variazioni in do maggiore, per piano, sul canto popolare inglese "God save the King" Composto da
Bunji Hisamori
WoO 79
1803
4'13"
5 variazioni in re maggiore, per piano, sul canto popolare inglese "Rule Britannia" Composto da
Bunji Hisamori
WoO 80
1806
10'35"
32 variazioni in do minore, per piano, su un tema originale Composto da
Bunji Hisamori
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TitoloI creatori dei files midi
  • Bunji Hisamori
    è un grande ammiratore di Beethoven, che considera come il più grande compositore di tutti i tempi. Giapponese, compone numerosi ed ottimi midis e ci offre il piacere di ascoltarli. Grazie mille Bunji.

  • Danny Ross Lunsford
    La sua personale sfida è quella di realizzare l'integrale delle sonate per piano ed delle variazioni Diabelli in Midi...
    A voi di scegliere l'interpretazione che preferite.
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© Armando ORLANDI
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