Opus 16 - Quintetto per Piano e strumenti a fiato -
1796
In mi bemolle, per pianoforte, oboe, clarinetto, fagotto, corno.
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Opus 17 - Sonata in Fa Maggiore per pianoforte e corno -
1800
Dedicata alla Baronessa di Braun, prima metà di aprile 1800, pubblicata a Vienna, Tranquillo & Mollo, marzo 1801.
G.A. numero 112 (serie 14/1) Bruers 17 Kinsky -Halm 17, Lenz I, pagina 166, Nottebohm 17, Spetterà 114, Thayer 76.
1) Allegro moderato
2) Poco adagio, quasi andante
3) Rondò - Allegro moderato
II manoscritto originale è perduto. Sei battute dell' Adagio si trovano nella prima pagina di un foglio destinato
originariamente, secondo il Nottebohm,1 alla bella copia della composizione e utilizzato invece poi nelle pagine
successive per abbozzi del primo, secondo e quarto tempo della Sonata op. 22 per pianoforte e del primo e
secondo tempo della Sonata op. 23 per pianoforte e violino.
Nell'inverno del 1800 tornava in Austria, dopo una assenza di molti anni, il cornista boemo Johann Stich,
Più noto in arte con il nome italianizzato di Giovanni Punto. Accolto ed ammirato in tutti i centri musicali
Viennesi, entrò in dimestichezza con Beethoven, che accondiscese a comporre per lui la Sonata in oggetto.
Sembra che questa Sonata sia stata scritta soltanto pochi giorni prima o addirittura alla vigilia dell'esecuzione,
che ebbe luogo in un concerto allo Hoftheater del 18 aprile, con l'autore stesso al pianoforte. Può anche darsi
che per la prima esecuzione Beethoven, che nello scrivere la parte del corno aveva tenuto conto — a quanto
riferisce lo Czerny — dei particolari desideri del virtuoso, non abbia tracciato per il pianoforte che una
guida o un abbozzo — come già in altre composizioni del genere — da sviluppare al momento opportuno con le
sue naturali risorse di improvvisatore.
L'opera risente un po' di questo carattere estemporaneo e d'altra parte non si possono ignorare alcuni autorevoli
precedenti del genere, come i due Concerti di Haydn, il Rondo e i quattro Concerti di Mozart; ma non
si deve tuttavia disconoscere neppur qui l'indipendenza della personalità beethoveniana.
Tipica è l'entrata del corno nell'esposizione dei due temi dell' Allegro (il secondo più originale, sia per la
struttura ritmica della frase che per la modulazione in mi minore). Questo strumento, tanto eloquente nel campo
espressivo suo proprio, ma limitato, e d'altra parte non troppo duttile, armonicamente e melodicamente,
specialmente al tempo di Beethoven, richiede certo,più di un violino, ad esempio, o di un violoncello, il
sostegno integrativo del pianoforte.
Ma appunto per ciò la sua parte, sapientemente sfruttata in quello che ha
di più particolare e caratteristico, spicca maggiormente (tanto da far passare quasi in seconda linea la partecipazione,
spesso musicalmente più importante, dell'altro strumento), mentre eseguita dal violoncello (vedi Opus 17a) perde molto
della sua efficienza. Siamo pertanto convinti che l'indicazione apposta alla Sonata fin dalla prima edizione
che al corno possa essere sostituito il violoncello come nel Trio op. 11 quella che al clarinetto possa essere
sostituito il violino, suggerisca un ripiego, ma non autorizzi la piena libertà di scelta.
Si veda particolarmente
al riguardo l'episodio conducente alla ripresa, l'espressivo dialogo fra il corno e il pianoforte del breve
Poco Adagio quasi Andante introduttivo del Rondo,e in quest'ultimo particolarmente il couplet centrale in minore. Tipiche dello strumento sono poi le sonerie con cui i due tempi si concludono.
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Opus 41 -
Serenata per Pianoforte e flauto - 1803
Trascrizione della serenata opus 25.
Opus 41 Serenata in re maggiore per pianoforte e flauto, dalla Serenata per flauto, violino e viola, opus 25, estate 1803, pubblicata a Lipsia, Hoffmeister e Kùhnel, dicembre 1803, e recentemente dallo Hess nel nono fascicolo dei Supplemente zur GA., 1965.
Bruers 41 - Hess (A) 12 - Kinsky Halm 41 - L. II, pagina 230 - Nottebohm 41 - Thayer 921 - Biamonti 371.
Si tratta di una riduzione fatta da altri, probabilmente dal Ries (Hess) o dal Kleinheinz (Kinsky-Halm) e da Beethoven soltanto profondamente riveduta.
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Opus 42 - Notturno per Pianoforte e Violino, in re maggiore -
1803
Trascrizione della serenata opus 8 per Violino, viola e Violoncello).
Questa trascrizione fu eseguita da F.X. Kleinheinz, ma fu revisionata direttamente da Beethoven. La prima edizione è di Hoffmeister & Kuhnel, Lipsia 1804.
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WoO 43a - Adagio per mandolino e pianoforte, in mi bemolle maggiore -
1796
Adagio per mandolino e pianoforte, in mi bemolle maggiore, 1796, pubblicato la prima volta nel Supplemento della G.A. 1888 e recentemente da W. Hess nel nono fascicolo dei Supplemente Zur G.A. 1965, insieme con laltra redazione di cui al numero seguente.
G.A. numero 296 (serie 2533) - Bruers 150 - KH. (WoO) 43/2
Il manoscritto originale si conserva nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino.
Un piccolo pezzo anche questo, ma più esteso del precedente. La forma è, per quanto in miniatura, quella di un vero primo tempo di sonata. Pianoforte e mandolino vi hanno pari importanza, integrandosi a vicenda in una continua linea dialogata. Da notare qualche fuggevole analogia con atteggiamenti Frammenti tematici di altre pagine beethoveniane: per esempio dell' adagio della Sonata patetica.
Può darsi che anche questo ultimo sia stato scritto per Wenzel Krumpholz.
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Hess 44 - Adagio per mandolino e pianoforte - 1796
Adagio per mandolino e pianoforte, rimaneggiamento del precedente, compiuto a Praga nel 1796 per la contessa Josefine Clary, pubblicato per la prima volta, a quanto riferisce lo Hess richiamandosi ad una comunicazione di F. Kaiser, a Lipsia, Schuberth, 1938 (a cura di O. Bahlmann); ma più conosciuto nella pubblicazione di K.M. Komma, secondo numero del Sudetendeutsches Musikarkiv, Reichenberg, 1940 ed attualmente in quella di W. Hess, insieme con lAdagio precedente, nel nono fascicolo dei Supplemente zur GA., 1965.
Hess 44 - KH. (WoO)43 (pagina 488)
Il manoscritto originale si trova nellarchivio di famiglia dei conti Clam Gallas a Friedland (Cecoslovacchia).
Il rimaneggiamento consiste nella modificazione di vari particolari, soprattutto nella parte pianistica, dei quali dà un compiuto elenco il Komma nella sua pubblicazione. Anche allindicazione originaria del movimento (Adagio) è stato aggiunto un correttivo: ma non troppo. Lomaggio alla contessa Clary risulta dalle parole: pour la belle J. (Josefine), scritte sulla prima pagina. Questa giovane dilettante di musica (cantante e mandolinista), andata poi sposa al conte Clam Gallas, è stata già da noi ricordata a proposito dellaria Ah, perfido! Dedicatale egualmente da Beethoven, Per essa il maestro ha scritto anche la Sonatina e l Andante WoO 44.
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WoO 44a - Sonatina (Allegro, Sonatensatz) in do maggiore per mandolino e pianoforte -
1796
Sonatina (Allegro, Sonatensatz) in do maggiore per mandolino e pianoforte, scritta per la contessa Josefine Clary, 1796, pubblicata la prima volta da Arthur Chitz a Vienna in Der Merker, 1912 (anno III), quaderno 12 (giugno), pagg. 446-450. Bruers 293 - Hess 43 - KH. (WoO)44/1 - Peters 74.
Il manoscritto originale si trova nell archivio di famiglia dei conti Clam Gallas a Friedland (Cecoslovacchia). Fu ivi scoperto da Arthur Chitz, che ne diede una breve notizia nella Zeilschrift der Internationalen Musikgesellschaft di Lipsia (1912, maggio, pagina 276) e lo pubblicò poi nel giugno successivo, in appendice ad un suo articolo sulle composizioni di Beethoven per mandolino, nel periodico viennese Der Merker, e nel dicembre dello stesso anno nella Revue Musicale S.I.M. Pubblicazione recente di Willy Hess nel nono fascicolo dei Supplemente zur GA., 1965. Si tratta di un primo tempo di sonata in miniatura; al pianoforte è data una molto semplice parte daccompagnamento.
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WoO 62 -
Letzer musikalischer Gedanke per pianoforte, in do minore - 1826
Frammento e abbozzi di un tempo di quintetto per archi in Do maggiore, novembre 1826, pubblicato soltanto in riduzione per pianoforte, a due e il quattro mani, di Diabelli, con il titolo : Letzer musikalischer Gedanke (Ultimo pensiero musicale), Vienna, 1838, nella raccolta Wiener Liebling-stucke der neuesten Zeit fur das Pianoforte solo oder zu vier Handen e da W. Hess nell'ottavo fascicolo dei Supplemente zur G.A. 1964
Hess 41 - Bruers 174 - KH (WoO)62 - Nottebohm pagina 152
Il manoscritto originale per quintetto d'archi, acquistato all'asta pubblica della successione Beethoven del novembre 1827 dal socio di Diabelli, C.A. Spina. è andato disperso.
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WoO 62 - Movimento in do maggiore per pianoforte "Letzter musikalischer Gedanke" - 1826
Qua potete ascoltare la ricostituzione, di Gerd Prengel, di tutti e quattro i movimenti che avrebbero forse formato il quintetto:
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WoO Anhang 4 - Sonata, in si bemolle maggiore, per pianoforte e flauto - 1790
Sonata, in si bemolle maggiore, per pianoforte e flauto. 1790 circa.
Una copia manoscritta con numerose cancellature, aggiunte e correzioni si
trova nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. Pubblicata a Berlino, Zimmermann,
1906, in
una revisione alquanto arbitraria di A. van Leeuwen, ed a Lipsia, Bruckner Verlag, fine
1951, in
edizione critica fedele all’
originale di Willy Hess. Per quanto vi siano degli argomenti per ammettere l’ autenticità, questa non può tuttavia
dirsi positivamente sicura.
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