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In queste pagine troverete la più grande raccolta di file audio dedicata ad un singolo compositore presente ad oggi sul WEB. Periodicamente viene aggiornata con nuove opere, sia in formato MIDI che in formato MP3. In questo momento (settembre 2011) disponiamo di 1608 midi e 944 mp3.. Questa sterminata collezione è nata per poter fornire al visitatore una panoramica generale dell' opera del Maestro di Bonn, con un particolare riguardo alle opere meno conosciute, frammentarie e di difficile, se non impossibile, reperibilità sul mercato discografico. A questo riguardo, ho provveduto personalmente a convertire i MIDI in MP3, grazie al software professionale Sonar 8.5 abbinato al modulo esterno Vienna Symponic Orchestra Library. Per quanto riguarda i files musicali in formato MIDI, sono musiche elettroniche, dove il suono è generato da un software dedicato. I musicisti che compongono questo tipo di musica si avvalgono di particolari programmi, chiamati "Sequencer". Non sono musiche "reali" ovviamente, e, data la scarsa qualità sonora generata, servono solamente per aiutare l' eventuale ricercatore o amatore che non è in grado di leggere la musica. Per quanto riguarda una descrizione più dettagliata di questo tipo particolare di file, non esitate a consultare la nostra rubrica "Alcune precisazioni sui midi files". |
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WoO 101 - Graf, Graf, liebster Graf... - 1802 Scherzo musicale, in mi bemolle maggiore.
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WoO 102 -Abschiedsgesang: Die Stunde schlagt, canto in si bemolle maggiore, per tre voci virili a cappella
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WoO 103 - Un lieto brindisi: Johannisfeier begehn wir heute! - 1814 Piccola cantata in si bemolle maggiore, per quattro voci (soprano, 2 tenori e basso) con pianoforte
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WoO 104 - gesang der mÖnche, per tre voci virili - 1817.
WoO 104 Gesang der Mönche (Canto dei monaci): Rasch tritt der Tod den Menschen an (Ratta la morte coglie l' uomo) per tre voci virili (due tenori ed un basso) a cappella, 3 maggio 1817, pubblicato la prima volta, a cura di Robert Schumann, nella Sammlung von Musikstücken alter und neuer Zeit als Zulage zur neuen Zeitschrift für Musik, Heft VI, Juni 1839 (Raccola di pezzi di musica del vecchio e del muovo tempo, come appendice alla Gazzetta per la musica, quaderno VI, giugno 1839. GA. Numero 255 (serie 23/42) Bruers 197 - KH (WoO) 104. L.IV, pagina 252/z - Nottebhom, pagina 161 - Thayer 209. Il manoscritto originale è conservato nella raccolta Koch di Wildegg. Sono Sono dodici battute corali, intonate al grave testo di Schiller, dal Guglielmo Tell, e scritte per l' album del musicologo F.S. Kandler in occasione della sua partenza da Vienna; ma anche "in memoria della improvvisa morte del nosrto Krumpholz" (Wenzel Krumpholz, virtuoso di violino e di mandolino, membro di orchestre teatrali, vecchio amico di Beethoven). |
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WoO 105 -Hochzeitslied: Auf Freunde, singt dem Gott der Ehen!, lied in do maggiore, per tenore e coro con pianoforte - in 2 versioni.
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| WoO 106 - Lobkowitz-Kantate:
Es lebe unser teurer Furst ! -
1823
Cantate in mi bemolle maggiore, per soprano, coro e pianoforte - Testo: Ludwig van Beethoven.
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WoO 159 - canone: Im Arm der Liebe ruht sich's wohl (in braccio all' amore). GENNAIO - marzo 1795.
Im Arm der Liebe ruht sich's wohl, canone, gennaio - marzo 1795. G.A. numero 256/1 (serie 23 pagina 176) - Bruers 204 - Kinsky - Halm (WoO) 159 - N. pagina 161 - P.56 - T. 263/2 Il manoscritto originale si trova nell' Archivio degli Amici della Musica di Vienna. Risale probabilmente all' ultimo periodo degli studi con Albrechtsberger, cioè al marzo del 1795; e fu poi pubblicato la prima volta negli Studii del Seyfried (1832), poi del 1873 del Nottebohm, Stuiden, pagina 191 con citazione delle modificazioni di Albrechtsberger, secondo le quali è stato in seguito accolto nella G.A. Le parole ripetono, con qualche leggera variante senza importanza, alcuni versi del Liedchen von der Ruhe di F. Ueltzen, musicato già da Beethoven per voce e pianoforte. Il testo: Im Arm der Liebe ruht sich's wohl, ruht sich's wohl, ruht sich's wohl. |
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WoO 160 numero 1- canone senza parole (Allegretto) in sol maggiore gennaio - marzo 1795.
WoO 160 Numero 1 Canone - Allegretto - in sol maggiore, senza parole, gennaio - marzo 1795. Hess 247 - Thayer 263/1. Descrizione del seguente canone riportata in quello successivo. |
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WoO 160 numero 2- canone (moderato) in do maggiore gennaio - marzo 1795.
WoO 160 Numero 2 Canone - Moderato - in do maggiore, a quattro voci all' unisono, senza parole, gennaio - marzo 1795. Hess 248 - Thayer 263/3 Il manoscritto originale di questo canone e del precedente si trova nell' Archivio della Società degli Amici della Musica di Vienna. Pubblicato già del Seyfried (vedi trattato di armonia, presente sul nostro sito) (pagine 327 - 329( e dal Nottebohm (Studien, pagine 192 e 193). Edizione moderna nel quinto fascicolo dei Supplemente zur G.A., di Willy Hess, 1962. Non si può non attribuire a questi due canoni (il primo dei quali ripete lo spunto tematico della canzonetta O care selve, di cui al Biamonti 84) altro scopo che quello di una esercitazione. |
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WoO 161 EWIG DEIN, canone 1810.
WoO 161 Ewig Dein, (Sempre tuo), Canone, 1810, pubblicato a Lipsia da C F. Pohl nella Allgemeine Musik. Zeitung N. F. I, 856 (numero 51 del 16 dicembre 1863). G.A. numero 256/14 (serie 23 pagina 198) - Bruers 218 - KH. (WoO) 161 - Nottebohm pagina 162/15 - Thayer 278. Il manoscritto originale, una volta in possesso di Antonia von Arneths nata Adamberger (la prima interprete del personaggio di Chiarina nell' Egmont), ma, sembra, a lei non dedicato, si trova nel fondo Boddmer della Beethovenhaus. Anche la notizia della G.A. che il canone sia stato scritto per il barone Pasqualati, noto amico di Beethoven, non è in alcun modo provata. Nel numero 307 del suo catalogo W. Hess, fondandosi su un' altra notizia data pure dallo Unger nel quaderno del novembre 1935 della Zeitschrift fur Musik pagine 1199, si domanda se vi possa essere stato un altro canone sulle stesse , dedicato veramente alla Adamberger. |
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WoO 162- ta ta ta lieber mÄlzel - canone 1815.
WoO 162 Ta ta ta lieber Mälzel - (Ta ta ta caro Mälzel) Canone, 1815 circa, pubblicato a Lipsia, 1844, nel secondo fascicolo del Musik-krit. Repertorium aller neuen Erscheinungen im Gebiete der Tonkunst (repertorio delle novità apparse nel regno della musica) redatto da H. Hirschbach, Lipsia, febbraio 1844. GA. Numero 265/2 (serie 23 pagina 117/f) Bruers 205 KH (WoO) 162 - Nottebohm pagina 161/2 Thayer 168. Il manoscritto originale è perduto. Secondo il racconto dello Schindler Beethoven avrebbe improvvisato questo canone, il cui tema è indico a quello dell'allegretto scherzando della ottava sinfonia, nella primavera del 1812, durante un banchetto di addio offerto al Mälzel. Ma nota il Nottebohm, nel testo viene ripetuta più volte la parola "metronomo" (Grosser Metronomo, Banner der Zeit) - grande metronomo bandiera del tempo, il nome che fu dato allo strumento misuratore della battuta, chiamato prima "cronometro musicale" (musikalischer Chronometer), soltanto nel 1815. Ora, soggiunge il Nottebohm,è ben possibile che il canone sia stato scritto nel 1812. Ma le parole quali oggi conosciamo non possono essere anteriori al 1815. |
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WoO 163 -KURZ IST DER SCHMERZ (BREVE E' IL DOLORE) 23 NOVEMBRE 1813.
WoO 163. Kurz ist der Schmerz (Breve è il dolore), canone, 23 novembre 1813, pubblicato a Lipsia nel sedicesimo fascicolo della Sammlung von Musik-Stücken alter und neuer Zeit als Zulage zur neuen Zeitschrift für Musik, 1841. GA. Numero 256/3/a (serie 23, pagina 179/f) Bruers 206 KH (WoO) 163 - L.IV, pagina 352/y - Nottebohm, pagina 162/3 - Thayer 179. Il manoscritto originale faceva parte dell' album (ora perduto) del direttore della musica dell' Università di Halle, Johann Friederich Naue, che era venuto a fare visita a Beethoven. Abbozzi comunicati dal Nottebohm (II, pagina 120), altri nella Biblioteca del Conservatorio di Parigi. |
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WoO 164 - FREUNDSCHAFT: Freundschaft ist die quellle.... - 1814.
Freundschaft ist die Quelle wahrer Gluckseligkeit: (L' amicizia è fonte di vera felicità), canone, 20 settembre 1814, pubblicato nel Supplemente della G.A. 1888. GA. Numero 285/2 (serie 25 pagina 274) Bruers 272/2 KH (WoO) 164. Il manoscritto originale, che porta la data di cui sopra, fa parte della raccolta Joseph Muller a Closter NewJersey, U.S.A.). Composto a Brühl presso Mödling. In un lettera del 21 settembre al conte Moritz Lichnowsky Beethoven scrive: "ieri ho fatto una deliziosa passeggiata al Brühl con un amico, e nella nostra amichevole conversazione parlammo in particolare di lei". Ciò per altro non basta per asserire con certezza (come fa la G.A.) E il canone sia stato diretto all'amico lontano. Beethoven potrebbe anche averlo scritto per l'amico (ignoto) della passeggiata. |
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WoO 165 GlÜck zum Neuen Jhar! (felicità per il nuovo anno!),canone.
WoO 165 Glück zum Neuen Jhar! (felicità per il nuovo anno!),canone per gli auguri di Capodanno al barone Pasqualati, 1 gennaio 1815, pubblicato a Vienna, J. Reidl, in aggiunta a una serie di canzoni di Goethe, e Matthisson musicate da Beethoven, maggio 1816. GA. Numero 256/16 (serie 23 pagina 200) Bruers 220 KH (WoO) 165 - L. IV, pagina 351/s Nottebohm pagina 162/7 - Thayer 200. Il manoscritto originale è sconosciuto. |
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WoO 166 KURZ KURZ KURZ IST DER SCHMERZ, CANONE PER SPOHR, 3 MARZO 1815.
WoO 166 Kurz Kurz Kurz ist der Schmerz (breve, breve breve è il dolore), canone per Spohr, 3 marzo 1815, pubblicato nella GA. GA. Numero 256/3/B (serie 23 pagina 180-182) Bruers 207 KH (WoO) 166 - Nottebohm pagina 162/4 - Thayer 195. Il manoscritto originale è sconosciuto. Gli abbozzi si trovano nel quaderno di cui al Biamonti 576, comunicati dal Nottebohm. Fu scritto per l' album del noto compositore e violinista Louis Spohr, che ne parla nelle sue memorie. Le parole appartengono alla Fanciulla d' Orléans di Schiller: Kurz ist der Schmerz und ewig ist die Freude. (Breve è il dolore e eterna è la gioia). |
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WoO 167 brauchkle - linke, canone per f.s. brauchle e j. linke, estate 1815.
WoO 167 Brauchle - Linke, canone per il compositore dilettante F.S. Brauchle ed il violoncellista J. Linke, estate 1815, pubblicato per la prima volta nel catalogo Thayer e modernamente da Willy Hess nel quinto fascicolo dei Supplemente zur GA, 1962. Hess 249, - KH (WoO) 165 - Thayer 263 (pagina 196). Il manoscritto originale si trova nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. |
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WoO 168/1 Das Schweigen (Il silenzio) : Lerne Schweigen (Impara a tacere), canone, 24 gennaio 1816.
WoO 168/1 Das Schweigen (Il silenzio) : Lerne Schweigen (Impara a tacere), canone, abbozzato alla fine del 1815, scritto poi in data 24 gennaio 1816 nell'album del musicista inglese Charles Neate in occasione della sua partenza da Vienna; pubblicato la prima volta come appendice musicale n. 3 al n. 10 del 6 marzo 1817 della Wiener Allgemeine musikalische Zeitung. |
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WoO 168/2 Das Reden (La parola): Rede, Rede (Parla, parla), canone, 24 gennaio 1816.
WoO 168/2 Das Reden (La parola): Rede, Rede (Parla, parla), canone, abbozzato alla fine del 1815, scritto poi in data 24 gennaio 1816 nell'album del musicista inglese Charles Neate in occasione della sua partenza da Vienna; pubblicato nella G.A., (1864). GA. n. 256/4 (serie 23/185) - B. 209 - KH. (WoO) 168/2 - N. pagina. 162, n. 6 - Thayer 202. Testo derivato ugualmente da Saadi, nella traduzione dello Herder: Rede, rede, wenn's um einen Freund dir gilt; rede rede einer Schönen Schönes zu sagen. (Parla, parla per dire qualche cosa di bello ad una bella). |
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WoO 169 Ich küsse Sie (Io la bacio), canone per Anna Milder Hauptmann, 6 gennaio 1816.
WoO 169 Ich küsse Sie (Io la bacio), canone per Anna Milder Hauptmann, in aggiunta alla lettera del 6 gennaio 1816, pubblicata la prima volta nel periodico Die Jahreszeiten (Le stagioni) del 13 gennaio 1853, pagg. 89-92; modernamente il canone è stato pubblicato da W. Hess nel quinto fascicolo dei Supplemente Zur GA., 1962. B. 322 - Hess 250 - KH. (WoO)169 - Thayer 201. Il manoscritto originale si trova nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. La signora Milder Hauptmann era stata la valorosa interprete della parte di Leonora nel Fidelio dalle prime rappresentazioni del 1805 a quelle del 1814, che segnarono il definitivo successo dell'opera. Lo spunto del canone ripete quello dell'ouverture dell'opera. Che non si tratti di un vero canone, ma di un semplice scherzo musicale, pensano oggi lo Hess (Supplemente, pagi. 92) e il Misch. Sono sei battute con il testo seguente: Ich küsse Sie, drücke Sie an mein Herz! Ich der Hauptmann! der Hauptmann! (Io la bacio, la stringo al mio cuore! Io il capitano! il capitano!). Beethoven giuoca sul significato della parola Hauptmann (capitano) che costituisce il secondo cognome della cantante. |
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WoO 170 ARS LONGA, VITA BREVIS, PRIMA REDAZIONE, CANONE PER HUMMEL, 4 APRILE 1816.
WoO 170 Ars longa, vita brevis (prima redazione), canone per Hummel, 4 aprile 1816, pubblicato per la prima volta dal Nohl in Neue Briefe Beethovens, numero 133 (1867), e recentemente da Willy Hess nel quinto fascicolo dei Supplemente zur GA, 1962. Hess 251, - KH (WoO) 170. Scritto nell' album del compositore J. N. Hummel, che, nominato maestro di Cappella della corte wurtenberghese, doveva partire per Stoccarda. Il manoscritto originale è perduto. Il testo è tolto dal principio degli Aforismi di Ippocrate, nella traduzione latina di Seneca: De brevitate vitæ. Per gli altri canoni sulle stesse parole, vedere WoO 192 e 193. |
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WoO 171 -Glück fehl' dir ... niemalen (FelicitA'... non ti manchi mai), canone per Nanni Giannatasio Del Rio, 1817.
WoO 171 Glück fehl' dir ... niemalen (Felicità... non ti manchi mai), canone per Nanni Giannatasio Del Rio, 1817, pubblicato dal Frimmel in Neue Beethoveniana, pag. 100; poi anche dal Thayer-Riemann, e recentemente dallo Hess nel quinto fascicolo dei Supplemente zur GA., 1962. H. 252 - KH. (WoO)171 Il manoscritto originale è sconosciuto. Una vecchia copia era in possesso, dice il KH., della famiglia Del Rio-Pessiak-Schmerling. Ed è da una comunicazione della Signora Anna Pessiak Schmerling, figlia della destinataria del canone, che sappiamo l'origine di questo pezzetto. Esso fu scritto per l'onomastico di Nanni Giannatasio del Rio, sorella di Fanny. « Nel giorno onomastico di mia madre » dice la Pessiak in una lettera al Thayer del 30 marzo 1887 « Beethoven per felicitarla compose questo canone. Avvicinandosele incominciò a cantare festosamente: Glück fehl dir vor allem, Gesundheit auch (Felicità manchi a te innanzi tutto, e salute...) poi fece una grande pausa. Ma alla protesta di mia madre: " Questo è un bell'augurio ! Felicità e salute debbono mancarmi? " rise sonoramente e riprese cantando a gola spiegata la parola finale: niemalen (giammai). Insieme con mia madre e mia zia abbiamo cantato spesso questo canone ». |
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WoO 172 -Ich bitte dich (Io ti prego), canone scherzoso per Hauschka, 1818 circa.
WoO 172 Ich bitte dich (Io ti prego), canone scherzoso per Hauschka, 1818 circa, pubblicato nel Supplemente della G.A. 1888. GA. Numero 265/15 (serie 23 pagina 199) Bruers 219 KH (WoO) 172. Il manoscritto originale è sconosciuto. Il canone è diretto all' Imperial Real consigliere contabile Vincenz Kutscha, violoncellista, amico di Beethoven e membro influente della società degli Amici della Musica. Le parole sono probabilmente dello stesso Beethoven: Ich bitt' dich, schreib' mir die Es Scala auf (ti prego, ti prego, scrivimi la scala di mi bemolle). quando entra la seconda voce, la prima si intreccia ad essa vocalizzando la scala di mi bemolle maggiore, ascendente e discendente; analogamente avviene in tutto lo svolgimento del canone. |
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WoO 173 -Hol'euch der Teufel! (Il divolo vi porti!), canone enigmatico a Steiner, estate 1819.
WoO 173 Hol'euch der Teufel! (Il divolo vi porti!), canone enigmatico a Steiner, estate 1819, pubblicato per la prima volta nel catalogo Thayer; recentemente da Willy Hess nel quinto fascicolo dei Supplemente della G.A. 1962. Hess 252 - KH (WoO) 173 - Thayer 220. Il manoscritto originale è sconosciuto. Il canone è enigmatico, e se ne sono dati scioglimenti diversi. Fu scritto per l' editore Steiner: Hol'euch der Teufel! B' hüt euch Gott! (Il divolo vi porti! Dio ve ne guardi!). |
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WoO 174 - GLAUBE UN HOFFE! (CREDI E SPERA) CANONE - 1819
WoO 174 Glaube un Hoffe! (credi e spera), principio di canone, per M. Scheslinger, 21 settembre 1819, pubblicato per la prima volta da Nohl in Briefe Beethovens, 1865, numero 217. GA. Numero 285/3 (serie 25 pagina 275) Bruers 201 e 272/3 KH (WoO) 174. Il manoscritto fa parte della raccolta Wittgenstein. Il canone fu scritto per Moritz Scheslinger di Berlino, figlio dell' editore A. Martin Scheslinger, in occasione di una sua visita a Beethoven per affari. |
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WoO 175 - Sanct Petrus war ein Fels! Bernardus war ein Sanct? CANONi enigmatici- 1819.
WoO 175. Sanct Petrus war ein Fels! Bernardus war ein Sanct? (San Pietro era una pietra! Bernardo era un santo?), spunti di canone per Peters e Bernard, fine 1819, pubblicati nel cat. Thayer, e recentemente da W. Hess nel quinto fascicolo dei Supplemente zur GA.. 1962. Hess 255 - Bruers 324 - KH. (WoO)175 - Thayer 225. Sono contenuti in una lettera senza data, inviata al consigliere di casa Lobkowitz Cari Peters, e scherzano sul nome di questo e dello scrittore e giornalista Carl Bernard, amicissimo di Beethoven. Furono scritti, sembra, verso la fine del 1819, durante i lavori per il Credo della Missa solemnis. L'originale è passato per varie mani, e non si sa dove sia attualmente. Sul modo di interpretare la forma dei due pezzetti vedere il catalogo KH. suddetto; il Supplemento dello Hess, pag. 93; M.A.. pagg. 113-114 e Th.-R., IV, pagg. 190-191. |
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WoO 176 - GLÜck, GLÜck, zum neuen jahr! CANONE - 31 dicembre 1819.
WoO 176 Glück Glück zum neuen Jahr! (Felicità, felicità per il nuovo anno!), canone, per la contessa Erdödy, 31 dicembre 1819, pubblicato per la prima volta nella GA, Numero 256/6 (serie 23 pagina 186) Bruers 210 - KH (WoO) 176. - Nottebohm pagine 162/167. Il manoscritto originale si trova presso la Biblioteca del Conservatorio di Parigi. Il canone è diretto alla contessa Erdödy come augurio per il nuovo anno; ed era stato già preannunciato musicalmente alla fine della breve lettera di cui al numero 713. |
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WoO 177 - BESTER MAGISTRAT, IHR FRIERT, CANONE PER VOCI D' UOMO - 1820.
WoO 177 Bester magistrat, ihr friert, (ottimo magistrato poi avete freddo),canone per voci di un uomo, con accompagnamento di violoncello o contrabbasso, 1820 circa, pubblicato per la prima volta in fac-simile nella copertina del catalogo 132 della vendita all'asta di K.E. Henrici (Berlino), 27/28 aprile 1928; poi da M.A.L., pagina 303; più recentemente da Willi Hess nel quinto fascicolo dei Supplemente zur GA, 1962. Hess 257 - KH (WoO) 177. Il manoscritto originale fa parte del fondo Bodmer della Beethovenhaus. Le parole sono forse, pensa l' Unger, di intonazione ironica e stilate per i giudici della città di Vienna, che nell'affare della tutela di Karl, il nipote di Beethoven, avevano preso, contro maestro, le parti della madre del ragazzo (il tremolo dei bassi può anche stare ad imitare, caricaturalmente, un "tremore"). |
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WoO 178 - Signor AbatE, CANONE PER L' ABATE STADLER - 1820.
WoO 178 Signor Abate! canone per l' abate Stadler, 1820 circa, pubblicato per la prima volta nella G.A., 1863. GA. Numero 265/13 (serie 23 pagina 197) Bruers 217 KH (WoO) 178. Nottebhom, pagina 162 e 164. Il manoscritto originale è sconosciuto. Il testo è buffonesco. Alle parole imploranti lamentosamente in italiano: Signor Abate! Io sono ammalato. Santo padre vieni e datemi la benedizione si intrecciano quelle tedesche ben differenti: Hol' Sie der Teufel, wenn Sie nicht kommen! (Se lei non viene, vada al diavolo!). |
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WoO 179 - SEINER KAISERLICHEN HOHEIT... ALLES GUTE CANONE - 1820.
WoO 179 Seiner Kaiserlichen Hoheit..... Alles Gute (a sua Altezza Imperiale.... ogni bene), 1 gennaio 1820, canone per l' arciduca Rodolfo, pubblicato per la prima volta dal Nohl in Briefe Beethovens, numero 224, pagina 203 (1865). GA. Numero 265/7 (serie 23 pagina 187) - Bruers 211 KH (WoO) 179. Nottebhom, pagina 162/8 Thayer 221. Il manoscritto originale si trova nell' archivio della società degli Amici della Musica di Vienna. Beethoven fa gli auguri di capo d' anno al suo amico, discepolo e protettore, arciduca Rodolfo d' Austria. Il canone è preceduto da un' acclamazione corale: Seiner Kaiserlichen Hoheit! Dem Erzherzog Rudolph! Dem geistlichen Fürsten! (A sua altezza Imperiale! All' arciduca Rodolfo! Al principe spirituale!) e si svolge sulle parole: Alles Gute! Alles Schöne! (Ogni cosa buona, ogni cosa bella!). |
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WoO 180 - HOFFMANN HOFFMANN, CANONE, META' MARZO - 1820.
WoO 180 Hoffmann Hoffmann, canone, metà marzo 1820, pubblicato per la prima volta nella Gazzetta Caecilia dell' editore Schott di Magonza (aprile 1825). GA. Numero 265/8 (serie 23 pagina 189) - Bruers 212 KH (WoO) 180. Nottebhom, pagina 162 e 169 Thayer 223. Le parole di questo canone giuocano, secondo una consuetudine di Beethoven, sull'identità (salvo una f in meno) del cognome del poeta, scrittore e musicista Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (del quale basta ricordare qui le acute osservazioni sul Coriolano, sul trio opera 70 numero uno, sulla messa in do, sulla quinta sinfonia) e del vocabolo Hofmann (cortigiano): Hoffmann, Hoffmann, sei ja kein Hofmann. Hoffmann, non essere un cortigiano. Nein nein nein, ich heisse Hoffmann und bin kein Hofmann (no, ma, non, io mi chiamo Hoffmann e non sono un cortigiano). Questo stesso gioco ricorre anche più volte nei quaderni di conversazione. |
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WoO 181a - gedenket heute an baden, canone - 1822. Canone a 3 voci , in si bemolle maggiore.
WoO 181a Gedenket Heute an Baden (Ricordatevi oggi di Baden), canone 1819 - 1822, pubblicato nel Supplemento della GA, 1888. G.A. Numero 285/4 (serie 25) - B. 272/4 - KH. (WoO)181a. Il manoscritto originale si trova nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino, in un quaderno di abbozzi per la Missa Solemnis. Menzionato dal Nottebohm, Zweite Beethoveniana, pagina 152. |
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WoO 181b - gehabt euch wohl (statevi bene), canone, - 1822.
WoO 181b Gehabt euch Wohl (Statevi bene), canone 1819 - 1822, pubblicato da G. Schünemann nella raccolta di scritti in occasione del 60° compleanno di A., Schering, Berlino, 1937; recentemente da Willy Hess nel quinto volume dei Supplementi della GA, 1962. Hess 258 - KH. (WoO)181a. Il manoscritto originale si trova nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. Menzionato dal Nottebohm, Zweite Beethoveniana, pagina 152. |
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WoO 181c - TUGEND IST KEIN LEERER NAME, canone - 1819 - 1822.
WoO 181c Tugend ist kein leer Name (Virtù non è un nome vano), canone 1819 - 1822, pubblicato da G. Schünemann nella raccolta di scritti in occasione del 60° compleanno di A., Schering, Berlino, 1937; recentemente da Willy Hess nel quinto volume dei Supplementi della GA, 1962. Hess 259 - KH. (WoO)181c. Il manoscritto originale si trova nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. Menzionato dal Nottebohm, Zweite Beethoveniana, pagina 152. |
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WoO 182 - O Tobias canone per haslin eger, 1821.
WoO 182. O Tobias, canone per Haslinger, 10 settembre 1821, pubblicato dal Nottebohm nella Allegemeine Musikzeitung del 21 ottobre 1863. G.A. 256/9 (Serie 23, pagina 189) Bruers 213 - KH. (WoO)182 - Thayer 226 - Nottebohm pagina 162/10. E' introdotto nella lettera scritta da Beethoven all'amico editore Tobias Haslinger, il 10 settembre 1821, e conservato nella Beethovenhaus. L' Unger cita alcuni abbozzi esistenti nella biblioteca del conservatorio di Parigi. Testo: O Tobias! Dominus Haslinger! O! O! altri cannoni e scherzi musicali diretti allo Haslinger sono quelli di cui ai numeri 794,806,843,884. |
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WoO 183 - Bester Herr Graf, Sie sind ein Schaf - 1823.
Bester Herr Graf, Sie sind ein Schaf (Ottimo signor conte, ella è una pecora), canone per il conte Moritz Lichnowsky, 20 febbraio 1823, pubblicato in fac-simile in appendice al decimo fascicolo del Mus. Krit. Repertorium aller neuen Erscheinungen im Gebiete der Tonkunst (Repertorio critico musicale di tutte le novità nel regno della musica), Lipsia, 1844; a stampa dal Kalischer e in partitura da M.A.L. ; recentemente da W. Hess nel quinto fascicolo dei Supplemente zur G A., 1962. H. 261 - B. 327 - KH. (WoO)183 - T. 248. Il manoscritto originale si trova nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. Questo canone poco complimentoso sarebbe stato indirizzato da Beethoven, secondo lo Schindler, al suo amico conte Moritz Lichnowsky che in una negoziazione editoriale aveva raccomandato l'accettazione delle proposte degli editori Steiner e Haslinger suscitando con questo il malumore del maestro. Qui è risolto a quattro voci, all' unisono. |
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WoO 184 - Falstafferel (Falstaffino), canone per Schuppanzig, 26 aprile 1823.
WoO 184. Falstafferel (Falstaffino), canone per Schuppanzig, 26 aprile 1823, pubblicato per la prima volta in appendice al periodico Die Musik del 1 aprile 1903; poi da altri recentemente da W. Hess nel quinto fascicolo dei Supplemente zur G A., 1962. Bruers 203 - H. 262 - KH. (WoO)184. Il manoscritto originale fa parte della raccolta K. Geigy-Hangebach di Basilea. Il canone è indirizzato al violinista amico Ignaz Schuppanzig (a cui Beethoven dava talvolta il nomignolo di "Milord Falstaff" per la sua corpulenza) in occasione del suo ritorno dalla Russia: Falstafferel, lass? dich sehen! (Falstaffino, fatti vedere!). Qui è risolto a quattro voci, all' unisono. |
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WoO 185 - Edel sei der Mensch (Nobile sia l'uomo), canone principio di maggio 1823.
Edel sei der Mensch (Nobile sia l'uomo), canone principio di maggio 1823, pubblicato la prima volta come appendice alla Wiener Zeitschrift für Kunst, Literatur, Theater und Mode del 21 giugno 1823. GA. n. 256/10 (serie 23, pp. 190-193) - B. 214 - KH (WoO)185 - N. p. 162/11 - T. 241
Esistono due manoscritti originali : uno in mi maggiore, senza dedica, conservato nel fondo Bodmer della Beethovenhaus, l'altro in mi bemolle, dedicato da Beethoven il 6 maggio dello stesso anno al giovane musicista Louis Schlösser di Darmstadt nell'occasione della sua partenza per Parigi e oggi disperso. Il testo, come quello del n. 768, è dato dalle parole iniziali della poesia Das Göttliche (Il Divino) di Goethe. |
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WoO 186 - te solo adoro, canone per soliva - 1824.
Te solo adoro, canone per Soliva, 2 giugno 1824, pubblicato per la prima volta nel Supplemento della G.A., 1888. G.A. Numero 285/1 (serie 25, pagina 274) - B. 272/1 - KH. (WoO)186 - T. 243. Il manoscritto originale si trova nel "Narodne Museum" di Cracovia, porta la scritta: per il signore Soliva, come sovvenire del suo amico Luigi van Beethoven. |
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WoO 187 - SCHWENKE DICH OHNE SCHWÄNKE!, canone - 1824.
WoO 187 Schwenke dich, (Voltati), canone a Schwencke, 17 novembre 1824, pubblicato nel settimo fascicolo del periodico Cecilia (Magonza, Schott), aprile 1825.G.A. Numero 256/11 (serie 23/194), - B. 215 - KH. (WoO)187 - Nottebohm, pagina 162 - Thayer 245. Il manoscritto originale è sconosciuto. Una coppia di L. Sonnleithner, con l'annotazione canone per il signor Schwencke di Amburgo, scritto il 17 novembre 1824, è conservata nell'archivio della società degli amici della musica di Vienna. Carl Schwencke di Amburgo, compositore e, da giovane, ottimo pianista, era venuto a far visita a Beethoven. Nel canone in oggetto il maestro gioca sul significato delle parole Schwenken (voltare) e Schwank (burla): Schwenke dich, ohne Schwänke (voltati senza celiare). |
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WoO 188 - GOTT IST EINE FEST BURG, CANONE PER DÜSTERLOHE, 12 GENNAIO 1815.
WoO 188 Gott ist eine feste Burg, (Dio è una forte rocca), canone per Düsterlohe, 12 gennaio 1825, pubblicato in Beethovens Sämtliche Briefe und Aufzeichungen di F. Prelinger, IV, pagina 177, 1909 e recentemente da W. Hess nel quinto fascicolo dei Supplemente zur G.A., 1962. Hess 265 - KH. (WoO)188. L' originale, che porta la data del 12 gennaio 1825, e apparteneva già alla raccolta Koch, è oggi disperso. Fu scritto per l' album dell' ufficiale curlandese v. Düsterlohe, che sembra abbia fatto visita a Beethoven al principio del 1825, portandogli, opina il KH., i saluti dell' amico Amenda, allora prevosto della diocesi di Kandau. Le prime due battute riprendono quelle iniziali del Credo della Missa solemnis. |
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WoO 189 - Doktor sperrt das Tor dem Tod, canone per Braunhofer, 11 maggio 1825.
WoO 189 Doktor sperrt das Tor dem Tod (Il dottore sbarra la porta alla morte), canone per Braunhofer, 11 maggio 1825, pubblicato da Nohl in Briefe Beethovens, 1865, poi anche da altri, recentemente da W. Hess nel quinto fascicolo dei Supplemente zur G.A., 1962. Bruers 329 - Hess 329 - KH. (WoO)189 - Thayer 251. Il manoscritto originale, che porta la data suddetta, si trova nell'archivio della società degli Amici della Musica di Vienna. Il testo (di Beethoven): Doktor sperrt das Tor dem Tod, Note hilft auch ans der Not (Il dottore sbarra la porta alla morte, e così anche le note aiutano ad uscire dall'indigenza) è in relazione con quanto il maestro dice in un quaderno di conversazione. Mein Arzt half mir, denn ich konnte keine Noten schreiben ; nun aber schreibe ich Noten Welche mir aus den Nöten helfen. (Il mio dottore mi ha aiutato, poiché non potevo più scrivere note; ma ora io scrivo delle note che mi aiutano ad uscire dall'indigenza). Beethoven aveva allora sofferto di una infiammazione intestinale, per la quale era stato curato dal dottor Braunhofer. Il canone era accluso ad una lettera scherzosa scritta l' 11 maggio 1825 al dottore da Baden. Anche qui è chiaro il giuoco di parole fra Note (nota musicale) e Not (necessità, indigenza). |
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WoO 190 - ICH WAR HIER, DOKTOR, canone PER BRAUNHOFER- 4 GIUGNO 1825.
WoO 190 Ich war Hier, Doktor, ich war Hier!, canone per Braunhofer, 4 giugno 1825, pubblicato varie volte in facsimile dal 1912; a stampa da M.A.L., 1957 e recentemente da W.Hess nel quinto fascicolo dei supplemente zur GA, 1962 Hess 267 - KH. (WoO)190. Il manoscritto originale è in possesso del signora Agathe v. Philipp di Lipsia, a cui pervenne nel 1918 da una vendita all' asta di K.E. Henrici. il canone è diretto al dottor Braunhofer, che Beethoven, venuto a far visita tornando da Baden, non aveva trovato in casa. |
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WoO 191 - KÜhl nicht lau, canone PER kuhlau- 2 settembre 1825.
WoO 191 Kühl nicht Lau (Freddo non tiepido), canone per Kuhlau, 2 setternbre 1825, pubblicato a Vienna nei Beethoven Studien di I. v. Seyfried, 1852 (Anhang, pagine 24-36). GA. n. 256/12 (serie 23 p. 196)- B. 216 - KH.(WoO) 191 - L. IV, pagina. 364 - Nottebohm pagina 162 - Thayer 253. Nell’occasione di una visita fatta a Beethoven a Baden il 2 settembre 1825 dal cornpositore danese Friedrich Kuhlau in compagnia de1l’editore Haslinger e di alcuni altri musicisti, fu presentato a Beethoven, durante un allegro simposio, un canone sul nome di Bach, che i1Kuhlau stesso aveva già pubblicato nel 1819. Seduta stante Beethoven scarabocchiò con le stesse note B(si bemolle), A(la), C(do), H(si naturale) l’abbozzo di canone Kühl nicht lau, giuocando sul significato delle parole kühl (freddo) e lau (tiepido), di cui il nome Kuhlau è composto. La redazione compiuta e regolare, in bella copia, fu inviata al destinatario il giorno succes sivo accompagnata dalla seguente letteta: " Debbo con fessare che anche nel mio caso lo champagne mi ha dato troppo alla testa e che ho dovuto ancora una volta constatare il fatto che indulgete in queste cose ostacola la mia capacità creativa anziché stimolarla. Infatti, per quanto di solito io sia facilmente in grado di rispondere su due piedi, non ho il più pallido ricordo di che cosa abbia scritto ieri". Non conosciamo l’originale della lettera, che ci é nota soltanto per la comunicazione del Seyfried. Una vecchia copia del canone si conserva nella Beethovenhaus; l’ abbozzo scarabocchiato da Beethoven durante il simposio trovasi in un quaderno di conversazione posseduto dalla Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. L’esempio musicale da noi sopra riportato e ripreso integral mente dal Seyfried. Non provata e l’esistenza di due altri canoni che Beethoven avrebbe scritto per il Kuhlau: la notizia, data dal giornale viennese Humorist (1837 n. 85) e riferita dal De Lenz (IV, pagg. 564-566) e riportata pure, nel suo catalogo (nn. 508-509), dallo Hess, che peraltro manifesta anch’egli i suoi dubbi. |
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WoO 192 - ARS LONGA, VITA BREVIS, TERZA REDAZIONE, CANONE A SMART, 16 SETTEMBRE 1825.
WoO 192 Ars Longa, vita brevis, canone a Smart (seconda redazione), 16 settembre 1825, pubblicato nel catalogo Thayer, 1865, recentemente da W.Hess nel quinto fascicolo dei supplemente zur GA, 1962. Bruers 330 - Hess 268 - KH. (WoO)192 - Thayer 254. Fu scritto da Beethoven per il musicista inglese Sir George Smart, in occasione della visita di commiato da questo fattagli a Guttenbrun presso Baden. Per la soluzione vedere Hess, Supplemente, pagina 131 e 132. Per gli altri due canoni scritti da Beethoven sulle stesse parole, vedere WoO 170 e 193. |
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WoO 193 - ARS LONGA, VITA BREVIS, TERZA REDAZIONE, PER UN DESTINATARIO SCONOSCIUTO, 1825.
WoO 193 Ars Longa, vita brevis, terza redazione, canone per un destinatario sconosciuto, 1825 circa, pubblicato in fac-simile nel catalogo della vendita all' asta CXX (17 e 28 maggio 1927) di K. E. Henrici di Berlino; e a stampa, recentemente, da W.Hess nel quinto fascicolo dei supplemente zur GA, 1962. - Hess 269 - KH. (WoO)193 -E' l' ultimo dei tre canoni scritti sullo stesso testo da Beethoven. L' originale è conservato nella Fondazione Heinmann di New York. Per la soluzione vedere Hess, Supplemente, pagina 95 del quinto dei Supplemente zur GA. Per gli altri due canoni scritti da Beethoven sulle stesse parole, vedere WoO 170 e 192. |
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WoO 194 - si non per portas, per muros, canone enigmatico - 1825.
WoO 195 Si non per portas, per muros, canone per Schlesinger, fine settembre 1825, pubblicato dal Nohl in Briefe Beethovens, 1865, pagina 316, numero 368.G.A. Numero 256/17 (serie 23, pagina 200) - B. 221 - KH. (WoO)194 - L. IV, Pagina 366/u Nottebohm pagina 162 - T. 252.Il manoscritto originale è sconosciuto. il canone fu scritto per la raccolta privata di Moritz Schlesinger (figlio dell'editore Adolf Martin), alla quale era stato indirizzato anche qualche anno prima l'altro canone: Glaube un Hoffe! e che aveva acquistato i diritti per la stampa dei quartetti opera 132 e 135.per la soluzione (si tratta di un canone enigmatico) vedere M.A., Pagine 126 E 128. |
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WoO 195 - FREUD' DICH DES LEBENS, canone A DUE VOCI - 1825.
WoO 195 Freud' dich des Lebens, (Rallegrati della vita) canone a due voci, per Molt, 16 dicembre 1825, pubblicato per la prima volta da una copia del Nottebohm, nel Supplemento della G.A., 1888- G.A. Numero 285/5 (serie 25, pagina 275) - B. 272/5 - KH. (WoO)195 - T. 257.Il manoscritto originale è sconosciuto. Abbozzi in Nottebohm fra quelli dei quartetti in si bemolle maggiore Opus 130 e in do diesis minore Opus 131. Testo, salvo la sostituzione della prima persona (dich) alla seconda (euch), dal Gesellenschaftlied di J- Martin Usteri, 1793, musicato già dal Nägeli e divenuto popolare (KH). Il canone fu scitto da Beethoven nell' album dell' insegnante di musica Teodor Molt, di Quebec (Canada), che lo aveva pregato di un ricordo. |
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WoO 196 - ES MUSS SEIN! (DEVE ESSERE!), SCHERZO O SPUNTO DI CANONE, APRILE - 1826.
WoO 196 Es Muss sein! (Deve essere!), scherzo o spunto di canone, aprile 1826, pubblicato in fac-simile nella Zeitschrift für Deutschlands Musikvereine und Dilettanten. (Rivista per società musicali e dilettanti tedeschi) di Gassner (Karlsruhe), 1844, 3° parte, poi a suo tempo dal Thayer, recentemente da M.A.F. (1957), e da Hess nel quinto fascicolo dei Supplente zur G.A., 1962. Bruers 331 - Hess 270 - KH. (WoO)196 - L., IV, pagina 353/h, 2 T. 261. Del manoscritto originale il catalogo KH non dà notizia. Per le varie soluzioni vedere Thayer - R. e M.A.I. sopra citati. Secondo quanto racconta lo Holz, un ricco viennese amante della musica, lo Hofkrieger Dembscher, non essendogli stato possibile assistere alla prima esecuzione del Quartetto Opus 130 data dal Complesso Schuppanzig, aveva pensato di far ripetere l' opera privatamente presso di sè da altri artisti e cercato di procurarsene le parti. Beethoven in principio andò in collera, poi finì col chiedere in via di accomodamento una somma di 50 fiorini come indennizzo per lo Schuppanzig. Le parole con cui la richiesta venne accolta dal Dembscher: Wenn es sein Muss! (Se così deve essere!, interpretate con un senso di fatalità umoristica avrebbero dato al maestro il primo spunto del canone scherzoso in oggetto: Es muss sein! heraus mit den Beutel! (Così deve essere! fuori con la borsa!). |
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WoO 197 - DA IST DAS WERK, CANONE PER HOLZ, SETTEMBRE 1826.
WoO 197 - Da ist das Werk, (ecco l' opera) , canone per Holz, principio di settembre 1826, pubblicato in facsimile da O.E. Albrecht (Adventures and Discoveries of a Manuscript Hunter in Musical Quarterly, ottobre 1945, pagine 492 530); poi alla stampa da altri, fra cui W. Hess (Acht Singkanons von L. van Beethoven, Zurigo, pagina 194); M.A.L. pagina 524, è ancora Hess nel quinto fascicolo dei supplemente zur GA, 1962. Hess 271 - KH. (WoO) 197. L. IV, pagina 219. Il manoscritto originale si trova nella Libray of Peadodfy College of Music di Baltimora, U.S.A. Testo: Da ist das Werk. Sorg und das Geld, eins, zwei, drei, fünf, sechs, sieben, acht, neun, zehn, elf, zwölf Danken. (ecco l'opera, provvedi al denaro: 1,2, 3,4, 5,6, 7,8, 9,10, 11 e 12 ducati). Il canone era diretto allo Holz, a cui Beethoven aveva consegnato una riduzione per pianoforte a quattro mani da lui compiuta della fuga opera 133 perché la desse all'editore Artaria facendosi pagare i 12 ducati pattuiti. La notizia del catalogo De Lenz, che invece di questa fuga si sia trattato del nuovo finale del quartetto opera 130 (composto soltanto nel novembre 1826), è erronea. |
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WoO 198 - WIR IRREN ALLESAMT, CANONE PER HOLZ, DICEMBRE 1826.
WoO 196 - Wir irren allesamt, (sbagliamo tutti quanti) , canone per Holz, principio di dicembre 1826, pubblicato nella Briefe Beethovens di Nohl, pagina 131 numero 385 (1865); poi da altri; recentemente da M.A., pagina 114 e da Hess nel quinto fascicolo dei supplemente zur GA, 1962. Bruers 336 - Hess 280 - KH. (WoO) 198. Thayer 277. Il manoscritto originale era contenuto in una lettera scritta ad Holz da Beethoven che, caduto malato subito dopo il disastroso viaggio di ritorno da Gneixendorf e nella vana attesa di un dottore, aveva mostrato il desiderio di vedere l'amico. Un abbozzo a matita in chiave di violino riferito dal catalogo Thayer, esistente nella Nationalbibliothek di Vienna e con qualche leggera variante nel testo, è di dubbia autenticità. Il testo: Wir irren allesamt, nur jeder irret anders (sbagliamo tutti, soltanto uno sbaglia in modo diverso) è preso da quello di un canone pubblicato sulla vignetta-titolo dell'opera didattica: Die Kunst des reinen Satzes in der Musik (L' arte della pura frase nella musica) di Kirimberger (Berlino 1771). Sui vari modi di soluzione (il canone è enigmatico) vedere M.A., pagine 114-115. |
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WoO 199 - ICH BIN DER HERR VON ZU, SCHERZO MUSICALE - 1814
Ich bin der Herr von "zu" (io sono il Signore dell' "A" ), otto battute scherzose per l'arciduca Rodolfo, autunno 1814, pubblica per la prima volta dal Nohl nel 1867. Hess 281 - KH. (WoO) 199. l'originale si trova fra gli abbozzi del Glorioso Momento Opus 136 nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino. Sono otto battute scherzose con le parole: Ich bin der Herr von "zu", du bist der Herr von "von" (io sono il Signore dell' "A", tu sei il signore del "da"). Il maestro gioca sul doppio significato della parola von (preposizioni che indica provenienza e, anteposta a un cognome, denota discendenza nobile) contrapponendola all'altra "zu" (A"). L'arcivescovo e il personaggio nobile e nel tempo stesso il signore "da" cui possono essere dispensati benefici; Beethoven invece è quello che ricorre "A" lui, per chiedere questi benefici. |
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WoO 200 - O Hoffnung, (O SPERANZA!) TEMA PER VARIAZIONI - 1818
WoO 200 O Hoffnung! (O speranza!) Tema per variazioni per l' Arciduca Rodolfo d' Austria, , primavera 18181, pubblicato la prima volta (con le variazioni dell' arciduca) a Vienna, Steiner, dicembre 1819; recentemente da W. Hess nel nono fascicolo dei Supplemente zur G.A., 1965. Boett. XII/7 - Bruers 198 - Hess 75 - KH. (WoO)200- -Thayer 216. Il manoscritto originale è oggi perduto. Le parole sono prese dall' Urania di Tiedge: O Hoffnung, du stählst die Herzen, du milderst die Schmerzen (O speranza, tu tempri i cuori, tu addolcisci i dolori). |
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WoO 201 - ICH BIN BEREIT.... AMEN! PRINCIPIO DI UNA DOPPIA FUGA, - 1818.
WoO 201 Ich bin bereit.... Amen! (Io sono pronto..... Amen!). Hess 282 - Thayer 298. Principio di una doppia fuga, primi di giugno 1818, pubblicato la prima volta nel catalogo Thayer (1865). Si trova alla fine di una lettra dei primi di giugno 1818 all' amico Vincenz Hauschka il quale, per conto della Società degli Amici della Musica di Vienna, veva proposto a Beethoven di comporre un oratorio (La Vittoria della Croce, vedere numero Biamonti 810). |
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WoO 202 - das schÖne zum dem guten, prima redazione, - 1823.
WoO 202 Das Schöne zum dem Guten, (Il bello per il buono), due battute per la signora Pachler Koschak, 27 settembre 1823, pubblicate nel catalogo Thayer, recentemente da W. Hess nel quinto fascicolo dei Supplemente zur GA, 1962. Bruers 325 - Hess 283 - KH. (WoO)202 - Thayer 242. Il manoscritto originale si trova nell' archivio della societàà degli Amici della Musica di Vienna. Il frammento fu scritto da Beethoven a Vöslau (Baden, presso Vienna) per la Pianista Marie Pachler Koschak, che era venuta a fagli visita. Le parole sono quelle dell' ultimo verso dell' Opferlied di Matthisson. |
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WoO 203 - das schÖne zum dem guten, seconda redazione, - 1825.
WoO 203 Das Schöne zum dem Guten, (Il bello per il buono), canone per Rellstab, 3 maggio 1825, pubblicato a Lipsia in Garten und Walde dello stesso Rellstab, 1854, IV, pagina 109; poi da altri, recentemente da W. Hess nel quinto fascicolo dei Supplemente zur GA, 1962. Bruers 328 - Hess 272 - KH. (WoO)203 - Thayer 249. Incluso in una lettera del 3 maggio 1825 per l' amico poeta e letterato Ludwig Rellstab, che ne parla nelle sue memorie. Per altro canone sulle stesse parole: Das Schöne zum dem Guten, (Il bello per il buono), vedere in numero precedente. Testo sull' ultimo verso dell' Opferlied di Matthisson.- |
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WoO 204 - Holz geigt die Quartette... (Holz suona i quartetti...), scherzo per Carl Holz, fine settembre 1825 Thema
Canon a due voci
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WoO 205a - Baron, baron, baron; quattro battute schrzose, 1798.
WoO 205a Baron, Baron, Baron (Barone, Barone, Barone) quattro battute scherzose per l' amico Nicolaus Zmeskall, 1798, pubblicate nel 1865 da Nohl, Briefe Beethovens, numero 10, (poi dal Thayer-R, ii, pagina 117). Si trovano al principio di una lettera, sembra del 1798, indirizzata con ogni probabilità allo Zmeskall, nella quale Beethoven chiede un appuntamento per il giorno dopo con il citarrista Mylich, amico di Amenda, e scherza sul nome di quest' ultimo, che fa ammenda degli errori commessi nel contare le pause (suonado con lui) deve ora aiutarlo a rintracciare questo chitarrista. |
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WoO 205b - ALLEIN, Allein (solo, solo), due battute per il conte lichnowsky, 21 settembre 1814.
WoO 205b Allein, Allein (Solo, Solo), due battute in fine di una lettera al conte Moritz Lichnowsky, 21 settembre 1814, pubblicate per la prima volta nella biografia di Beethoven di Marx nel 1863, I, seconda edizione, pagina 121. Hess 287, - KH. (WoO) 205/b La lettera è quella già citata nel numero precedente; alla fine di essa, dopo avere parlato con il conte per la dedica della Battaglia di Vittoria al principe reggente di Inghilterra, tramite il ministro plenipotenziario inglese a Vienna lord Castlereagh, e di una "accademia" da organizzare in città al suo ritorno, Beethoven aggiunge: "Con la corte non c' è niente da fare; io ho fatto l' offerta ma...."; seguono le due battute con le parole: Allein, allein, allein! Jedoch Silentium! (Solo, solo, solo! Però silenzio!). |
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WoO 205c - O ADJUTANT (O AIUTANTE), FRAMMENTO, GENNAIO 1817.
WoO 205c O Adjutant (O aiutante), frammento, gennaio 1817, pubblicato per la prima volta dal Seyfried come appendice nei suoi Beethoven Studien, Vienna 1832; poi dal Thayer - Riemann, III, pagina 631. - Hess 288. Quattro note, alla fine di una lettera di Beethoven all' editore Tobias Haslinger, del gennaio 1817, in cui in maestro dà comunicazione della dedica della Sonata opus 101 alla baronessa Dorothea Ertmann. L' originale è oggi sconosciuto. Adjutant era un nomignolo scherzoso dato talvolta da Beethoven al suo amico editore. |
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WoO 205d - WO? WO? (DOVE?), FRAMMENTO, 22-27 LUGLIO 1817.
WoO 205d Wo? Wo? (Dove?), frammento, 22-27 luglio 1817. Pubblicato per la prima volta da Nohl, Neue Briefe Beethovens, numero 172. (1867). Poi anche da Thayer - Reimann, IV, pagina 489. Hess 289 - KH. (WoO) 205/d. Il manoscritto originale è sconosciuto. Si tratta di due battute alla fine di una lettera alla signora Nanette Streicher, pianista, figlia del noto fabbricante di pianoforti J. Andreas Streicher, fabbricante anch' egli di pianoforti; tanto l' una che l' altro ottimi amici di Beethoven da tempo. Nanette si occupava anche qualche volta del ménage domestico del maestro, cercando di mettervi un pò di ordine; dal che si può comprendere la domanda posta da Beethoven nella lettera suddetta, scritta a Nussdorf fra il 22 ed il 27 luglio 1817 e direttale a Baden, per sapere dove si trovavano le sue coperte da letto. La lettera finisce con queste parole: Wo sind meine Bettdecken? (dove sono le mie coperte da letto?) seguite dalle note di cui sopra. |
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WoO 205e - ERFÜLLUNG! (COMPLIMENTO!), DUE BATTUTE, GIUGNO 1819.
WoO 205e Erfüllung! (Complimento!), due battute, giugno 1819, pubblicate dal Frimmel nella Montags Revue di Vienna del 12 novembre 1900, poi da M.A.L., numero 244. Hess 290 - KH. (WoO) 205/e. Si trovano nel corso di una lettera del giugno 1819 scritta da Beethoven all' Arciduca Rodolfo d' Austria per rallegrarsi della sua nomina ad arcivescovo di Olmütz. Il manoscritto originale è sconosciuto. Il tema è identico a quello della Speranza, di cui al Biamonti numero 688. |
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WoO 205f - SCHEUT EUCH NICHT, CANONE A TREITSChkE, 1821 - 1822.
WoO 205f Scheut euch nicht (Non vi peritate), canone a Treitschke, 1821 - 1822, pubblicato la prima volta nella Allgemeine Deusche Musik. Zeitung del 6 aprile 1888 (Secondo una comunicazione del musicologo americano Mac Ardle allo Hess, già nel Signale del 1856, 282) Hess 291 - KH. (WoO) 205/f. L' originale che il catalogo KH. (ibidem) (1955) dava come esistente nella raccolta Koch, di Widegg, sarebbe oggi, secondo il più recente catalogo Hess (1957), sconosciuto. Il canone fu scritto al termine di una lettera al Treitschke non datata, che si fa da alcuni risalire "intorno al 1820", dalla Anderson attorno al 1821. Il KH., che noi seguiamo, suppone come epoca il 1821 - 1822. |
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WoO 205g - Tobias! PaternostergÄssler, scherzo musicale per Haslinger, fine settembre 1824
WoO 205g Tobias! Paternostergässler (O Tobias! Via di Paternoster), scherzo musicale per Haslinger, fine settembre 1824, pubblicato dal Kalischer in Die Musik del 2 giugno 1906. Hess 292 - KH. (WoO) 205/g. Con queste battute comincia una lettera di Beethoven, scritta Baden verso la fine di settembre 1824 a Tobias Haslinger, il noto editore viennese e suo amico, oggetto più di una volta di scherzi musicali. Il testo: Tobias! Paternostergässler, Paternostergässerischer, Bierhauserlischer, musikalischer Philister! (Tobias, via di Paternoster, frequentatore di birrerie, Filisteo musicale!). Il manoscritto fa parte della raccolta Koch di Wildegg (Svizzera). |
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WoO 205h - TOBIAS!, frammento, primavera 1825.
WoO 205h Tobias, frammento, primavera 1825, pubblicato nella Allegemeine musikalischer Zeitung del 15 settembre 1869, e poi da altri. Hess 293 - Kinsky - Halm (WoO) 205hi. Il manoscritto fa parte della raccolta Koch di Wildegg (Svizzera). E' un altro dei vari scherzi musicali diretti a Tobias Haslinger. |
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WoO 205i - BESTER TOBIAS, 2 OTTOBRE 1826.
WoO 205i Bester Tobias (ottimo Tobia), 2 ottobre 1826. Hess 294 - Kinsky - Halm (WoO) 205i. Due battute per Tobias Haslinger in una lettera scritta da Gneixendorf il 2 ottobre 1826. Il manoscritto originale non è conosciuto. Pubblicata per la prima volta in Nohl, Briefe Beethovens, pagina 239, numero 383. (1865). |
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WoO 205k - erster aller TOBIASse, 13 OTTOBRE 1826.
WoO 205k Erster aller Tobiasse (Prima di tutti i Tobia), 13 ottobre 1826, pubblicato da Thayer - R., V, pagina 393. Hess 295 - Kinsky - Halm (WoO) 205k. Accennnato in T., pagina 194. Dodici battute scherzose in una lettera a Tobias Haslinger del 13 ottobre 1826. Il manoscritto originale si trova nella Biblioteca pubblica dello Stato di Leningrado. |
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Hess 229 - Languisco e moro, per te, mio ben, ch' adoro - 1802-1803 Spunto melodico per soprano e basso strumentale e per soprano e tenore con le parole: Languisco e moro, per te, mio ben, ch' adoro, (con un breve passo senza divisione di battute, intermedio) Wielhowsky pagina 89, righe 1-6 (Fish., pagina 96; L. Nohl, B.L.u.W., pagina 99; Hess, catalogo 229, battute 18/15, fine 1802, principio 1803. 1) Hess 229, per soprano e tenore
2) Biamonti 350, abbozzo
3) Hess 229 per strumento e pianoforte
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Hess A 57 - Dona nobis pacem, canto fugato a 4 voci, in do maggiore
Una sconosciuta operae di Beethoven: Il "Dona nobis pacem", Hess A57, Jos van der Zanden (1) Jos van der Zanden cita qui il quartetto detto “Pencarrow Quartett” (2) Il pezzo in questione trovasi esattamente a pagina 227 e segg. Dell’ edizione originale |
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Hess A 60 - Vierstimmiger Kanon (Canone a quattro voci) in do maggiore
Pubblicati negli Studi del Seyfried, numeri 4 (pagina 333), 5 (pagina 335) e 6 (pagina 336). Il primo si trova fra gli studi di Beethoven del 1809 (XC, I, pag. 194 e seguenti); e non sappiamo, dice lo Hess, se sia opera originale o copiata. Gli altri due copiati da Marpurg: Abhandlung von der Fuge. |
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Hess A 61 - Ahnliches Beispiel (Esempio analogo)
Pubblicati negli Studi del Seyfried, numeri 4 (pagina 333), 5 (pagina 335) e 6 (pagina 336). Il primo si trova fra gli studi di Beethoven del 1809 (XC, I, pag. 194 e seguenti); e non sappiamo, dice lo Hess, se sia opera originale o copiata. Gli altri due copiati da Marpurg: Abhandlung von der Fuge. |
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Hess A 62 - Canon chromatique (Canone cromatico)
Pubblicati negli Studi del Seyfried, numeri 4 (pagina 333), 5 (pagina 335) e 6 (pagina 336). Il primo si trova fra gli studi di Beethoven del 1809 (XC, I, pag. 194 e seguenti); e non sappiamo, dice lo Hess, se sia opera originale o copiata. Gli altri due copiati da Marpurg: Abhandlung von der Fuge. |
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