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In queste pagine troverete la più grande raccolta di file audio dedicata ad un singolo compositore presente ad oggi sul WEB. Periodicamente viene aggiornata con nuove opere, sia in formato MIDI che in formato MP3. In questo momento (settembre 2011) disponiamo di 1608 midi e 944 mp3.. Questa sterminata collezione è nata per poter fornire al visitatore una panoramica generale dell' opera del Maestro di Bonn, con un particolare riguardo alle opere meno conosciute, frammentarie e di difficile, se non impossibile, reperibilità sul mercato discografico. A questo riguardo, ho provveduto personalmente a convertire i MIDI in MP3, grazie al software professionale Sonar 8.5 abbinato al modulo esterno Vienna Symponic Orchestra Library. Per quanto riguarda i files musicali in formato MIDI, sono musiche elettroniche, dove il suono è generato da un software dedicato. I musicisti che compongono questo tipo di musica si avvalgono di particolari programmi, chiamati "Sequencer". Non sono musiche "reali" ovviamente, e, data la scarsa qualità sonora generata, servono solamente per aiutare l' eventuale ricercatore o amatore che non è in grado di leggere la musica. Per quanto riguarda una descrizione più dettagliata di questo tipo particolare di file, non esitate a consultare la nostra rubrica "Alcune precisazioni sui midi files". |
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OPUS 6 sonata per pianoforte a quattro mani in re maggiore, 1796-settembre 1797 al massimo, pubblicata a Vienna, Artaria, ottobre 1797. GA numero 120 (serie 15/1) Bruers 6 - KH 6 - L. I, Pagina 74- Nottebohm 6 - P.81 - Thayer 48.
Il manoscritto originale è perduto. Una piccola opera di molta semplicità; ma il ritmo del primo tema, che ogni tanto si incide nella levigata materia dell'allegro molto, sembra voler dare alla fluidità senza scossedella tradizione, sia pure fuggevolmente, qualche sussulto di maggiore rilievo. C'è anche un lontano presentimento letterale della quinta sinfonia: si confronti particolarmente la narrazione del primo tempo di quest'ultima per il principio della seconda parte dell'allegro molto. |
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OPUS 45 Tre Marce in do maggiore, mi bemolle maggiore e re maggiore per pianoforte a quattro mani op. 45, dedicate alla principessa Maria Esterhazy, (La principessa Maria di Liechtenstein (1768-1845) sposata nel 1783 al principe Nicolaus Esterhazy (il «padrone» di Haydn), quale Beethoven dedicherà poi la sua prima Messa in do maggiore op. 86) 1802-1803, pubblicate a Vienna, Bureau d’arts et d’industrie, marzo GA. n. 121 (serie 15/2) - B. 45 - KH. 45 - L. II, p. 241 - N. 45 - T. 107
Il manoscritto originale è perduto. Gli abbozzi si trovano nel quaderno dell’Eroica descritto dal Nottebohm. Le prime due Marce sono del 1802, la terza del 1803.Da quanto racconta aneddoticamente il Ries delle unioni musicali un po’ dilettantesche che avevano luogo presso il conte di Browne e in occasione delle quali sorse l’idea di queste marce (per lo meno d prime due) suggerita a Beethoven dal conte stesso possiamo facilmente immaginare come esse rientrassero in un genere tipico di « musica di società ». ciò non toglie che Beethoven abbia lasciato anche un’impronta personale : ce lo prova il giudizio del critico della Leipszger Musikalischer Zeitung del 20 giugno 1804; (anno VI, n. 38), a cui le tre marce, nonostante loro facilità, apparivano concepite e nate in uno stato d’animo strano, quasi bizzarro, cosi da rendere necessaria, per essere ben comprese, una graduale assuefazione. Più tardi il De Lenz vi riconoscerà « les males des marches de Dussek, de Ries, de Moscheles, Czerny et même de Schubert ». Le marce constano di una prima parte breve, schematicamente espositiva, di una seconda più ampia che svolge gli elementi tematici della prima e li arricchisce di nuovi episodi, di un Trio con temi e figurazioni ritmiche diversi da quelli delle parti precedenti e quasi contrapposti ad esse. Ma ciascuna marcia la sua propria fisionomia: la prima robustamente quadrata in un tipico ritmo 4/4 con il distensivo trio a due parti melodiche; la seconda più impetuosa insieme d’una pompa che potremmo chiamare napoleonica, con l’effetto di tamburi rullanti del Trio; la terza, alla breve, con ritmi squillanti di fanfara alternati a sviluppi e movimenti melodici e armonici più nutriti. La Sonata in re maggiore op. 6, le otto Variazioni sul tema del conte Waldstein, la canzone con variazioni Ich denke dein e le tre Marce in oggetto sono le sole - e nessuna straordinariamente impegnativa - composizioni per pianoforte a quattro mani scritte da Beethoven. (La Grande fuga op. 134 del 1826 è una trascrizione dall’originale per quartetto d’archi op. 133). |
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OPUS 134 Riduzione per pianoforte a quattro mani della Grande Fuga in si bemolle maggiore Opus 133 per quartetto d' archi, dedicata all' Arciduca Rodolfo d' Austria, agosto - principio settembre 1826, pubblicata a Vienna, Artaria, maggio 1827; poi da altri e recentemente da Willy Hess nel' ottavo fascicolo dei supplemente zur G.A., 1964. - B. 134 Hess 86- KH. 134 - L. IV, p. 303 - N. 134
Il manoscritto originale è disperso (in realtà è stato recentissimamente ritrovato e venduto). Nel fondo Bodmer della Beethovenhaus è conservato soltanto un foglio con le ultime 17 battute. Beethoven aveva dato l' incarico al pianista Anton Halm, da lui molto aprezzat; ma non restò soddisfatto a causa della eccessiva suddivisione delle parti fra primo e secondo esecutore; e si accinse pertanto egli stesso al lavoro. La notizia dello Schindler che si sarebbe trattato soltanto di una revisione del Maestro è confutata da una dichiarazione dello stesso Halm riferita già nel catalogo Thayer. |
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WoO 67- Otto variazioni in do maggiore, per pianoforte a quattro mani su tema del conte Waldstein, dedicate al medesimo, 1791-ottobre 1792, pubblicate a Bonn, Simrock, settembre 1794. GA numero 122 (serie 15/3 ) - Bruers 159, KH. (WoO 67) - L. III, Pagina 226 - Nottebohm, pagina 146 - P. 38 - Sch. pagina 217/30. Thayer 31.
Il manoscritto originale è custodito nella biblioteca del conservatorio di Parigi. Scritte a Bonn, ma forse ritoccate nel primo anno di soggiorno a Vienna, queste variazioni costituiscono, in ordine di tempo, ma prima di quelle poche-e non di capitale importanza-composizioni per pianoforte a quattro mani lasciateci da Beethoven. |
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ANHANG 8 numero 1 Gavotta in fa maggiore per pianoforte a quattro mani. Hess Anhang 18 - Kinsky Halm Anhang 8 - P. 42. pubblicate a Bonn, Simrock, settembre 1794. GA numero 122 (serie 15/3 ) - Bruers 159, KH. (WoO 67) - L. III, Pagina 226 - Nottebohm, pagina 146 - P. 38 - Sch. pagina 217/30. Thayer 31.
Il Manoscritto è conservato nel British Museum, attribuito già a Mozart, poi a Beethoven dal De Saint Foix. Appartengono all' opera La ritrovata figlia di Ottone II, di Leopold A. Kozeluch, Vienna, 1794. |
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ANHANG 8 numero 1 Allegro in sib maggiore per pianoforte a quattro mani. Hess Anhang 18 - Kinsky Halm Anhang 8 - P. 42. pubblicate a Bonn, Simrock, settembre 1794. GA numero 122 (serie 15/3 ) - Bruers 159, KH. (WoO 67) - L. III, Pagina 226 - Nottebohm, pagina 146 - P. 38 - Sch. pagina 217/30. Thayer 31.
Il Manoscritto è conservato nel British Museum, attribuito già a Mozart, poi a Beethoven dal De Saint Foix. Appartengono all' opera La ritrovata figlia di Ottone II, di Leopold A. Kozeluch, Vienna, 1794. |
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ANHANG 8 numero 3 Marzia (Marcia) Lugubre in do minore (frammento). per pianoforte a quattro mani. Hess Anhang 18 - Kinsky Halm Anhang 8 - P. 42. pubblicate a Bonn, Simrock, settembre 1794. GA numero 122 (serie 15/3 ) - Bruers 159, KH. (WoO 67) - L. III, Pagina 226 - Nottebohm, pagina 146 - P. 38 - Sch. pagina 217/30. Thayer 31.
Il Manoscritto è conservato nel British Museum, attribuito già a Mozart, poi a Beethoven dal De Saint Foix. Appartengono all' opera La ritrovata figlia di Ottone II, di Leopold A. Kozeluch, Vienna, 1794. |
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ANHANG 9 Nove danze tedesche per pianoforte a quattro mani.
Queste danze tedesche pubblicate in midi per la prima volta si trovano nel quaderno di un dilettante pubblicato nell'anno 1815 circa. Questo quaderno è conservato nella Preussische Staatsbibliothek con il numero di manoscritto Mus.Ms.38033. Il nome del compositore è omesso, ma il manoscritto contiene accanto a numerose opere insignificanti, altre opere di autori famosi, come Beethoven, Fasch, Mozart, Steibelt e Vanhall. Non è stato possibile sino ad oggi avere prova creta della paternità Beethoveniana di queste danze. Tuttavia, ragioni profonde protendono a suo favore. Queste sono la forte personalità, la scrittura che rivela mano sicura di un compositore che si manifesta con una melodia ed un'armonia piena e potente, nell' usualità di Beethoven. Perciò il revisore osa mettere queste danze dubbie sotto il nome di Beethoven. La questione se siamo in presenza di un originale o di un arrangiamento da qualche opera concepita per orchestra o per trio d' archi sia di mano di Beethoven o di altro compositore non può essere però accertata. Il nostro testo è una riproduzione fedele dell'originale, a parte alcune diteggiature e certe indicazioni dinamiche, che sono del revisore. Per la danza numero 8, abbiamo preferito modificare l' 8/8 dell'originale in un 3/4, per uniformità ritmica. |
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| © Armando ORLANDI |
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